AL PROCESSO ‘BETA’ DEPOSITATE NUOVE INFORMATIVE DEL ROS. IERI ENNESIMA UDIENZA

14 Giugno 2019 Inchieste/Giudiziaria

Nuovi atti d’indagine dei carabinieri del Ros confluiscono tra le carte d’udienza del processo ‘Beta’, in corso davanti alla prima sezione penale del tribunale. Ieri l’ennesima lunga udienza all’aula bunker del carcere di Gazzi che ha visto impegnati i sostituti della Dda Liliana Todaro e Fabrizio Monaco e i tanti difensori degli imputati nell’ascoltare la voce di uno dei migliori investigatori che hanno ricostruito gli interessi e i legami della cellula mafiosa dei Romeo-Santapaola a Messina. 

Tra le nuove carte – come scrive Nuccio Anselmo su Gazzetta del Sud – che l’accusa ha depositato adesso agli atti, mettendole a disposizione dei difensori, ci sono una serie di informative dei carabinieri del Ros, più un paio di decreti autorizzativi dell’attività di intercettazione telefonica al pentito Biagio Grasso e a sua moglie Silvia gentile e d’intercettazione ambientale nell’abitazione di Francesco Romeo a Camaro.

C’è per esempio un rapporto che ‘esplora’ il mondo sanitario in cui avevano grossi affari i Romeo-Santapaola, e la rete di rapporti che avevano intessuto negli anni, oppure il sostegno al gruppo mafioso fornito dai fratelli Salvatore e Antonio Lipari, che sono tra gli imputati.

Secondo i carabinieri del Ros, con i principali boss ristretti in carcere dopo il blitz del 2017, dopo la loro scarcerazione i fratelli Lipari “…hanno sopperito alle esigenze del gruppo, come documentato grazie alle attività di intercettazione eseguite successivamente alla prima ordinanza del luglio 2017″. I carabinieri segnalano poi nell’informativa come di “assoluto interesse” una conversazione intercettata l’8 marzo del 2018 “…tra Lipari Antonio e Romeo Antonino, alias ‘Nino Pecora’, indicato dal collaboratore Grasso Biagio come uno dei soggetti che avrebbero detenuto armi per conto dei Romeo-Santapaola. In particolare nel corso della conversazione Romeo Antonio riferiva a Lipari Antonio che doveva prendere due cani a fondo Pistone (anche tale luogo indicato dal collaboratore quale posto ove venivano detenuti armi): L’interlocutore chiedeva a Romeo Antonino se tale richiesta provenisse da ‘Mauro’, da intendersi presumibilmente Romeo Maurizio, ma Nino Pecora rispondeva che gli era stato chiesto dallo ‘zio’, da identificarsi presumibilmente in Romeo Francesco ‘u zio Cicciu'”. 

I militari poi citano il rapporto tra i fratelli Lipari e Marco Guglielmo nell’attività di distribuzione dei farmaci in città. Guglielmo già titolare di una farmacia in via Gerobino Pilli a Camaro e “arrestato nell’ambito dell’operazione Ninetta” (poi assolto da ogni accusa ndr). “Dalle intercettazioni svolte nell’ambito del procedimento cd ‘Beta’ erano emersi contatti telefonici, che dimostravano come Lipari Antonio e Lipari Salvatore effettuassero la consegna di farmaci per conto dell’azienda Farvima”.

Si riprende il 9 luglio.