TOGHE SPORCHE, LE INTERCETTAZIONI: ‘ARDITA E’ UN TALEBANO, COME ARRIVIAMO A LUI?’

18 Giugno 2019 Inchieste/Giudiziaria

Scene da un altro pianeta. Quello del Csm. Ieri plenum straordinario per prendere atto formale delle dimissioni di 3 togati ed eleggere un giudice disciplinare (Bragion). Tutti i consiglieri con la faccia di circostanza ma nessuno chiede la parola, anche se fuori programma, dopo la nuova ondata di intercettazioni che consolidano l’idea di quanto questo Consiglio (e almeno quello precedente) sia stato permeabile alle interferenze. D’a ltronde la giornata era cominciata in salita con la notizia che il Pg della Cassazione Riccardo Fuzio, che ha esercitato l’azione disciplinare verso i magistrati coinvolti nello scandalo, è stato registrato mentre parlava con Luca Palamara, ma non sappiamo in che termini perché il colloquio è ancora segreto.

IL PM ROMANO ed ex Csm, indagato a Perugia per corruzione, era inferocito e per l’indagine e per l’arrivo di quelle carte al Csm: “Che cazzo fa Riccardo?”, aveva detto all’ormai ex consigliere Luigi Spina, togato di Unicost come Palamara e indagato a Perugia per il suo favoreggiamento. Per dire quanto Palamara e Cosimo Ferri (ex Csm, ora deputato del Pd) e Luca Lotti, autosospeso dal Pd, ci tenessero a gestire diverse nomine, quella del procuratore di Roma e pure degli aggiunti, in testa, arrivano a sperare in Sebastiano Ardita, togato di Autonomia e Indipendenza, “davighiano” di ferro. Con Piercamillo Davigo è tra i fondatori di Aei, costola di Magistratura Indipendente, la corrente di destra rimasta una creatura nelle mani di Ferri anche quando è diventato sottosegretario alla Giustizia nei governi Letta, Renzi e Gentiloni. A Palamara, Ferri e Lotti, cerca di dare una mano da dentro il Consiglio, Spina. Il pm romano, che si definisce “La P5”, ha fatto domanda come aggiunto della Capitale, scalpita per capire se avrà altri voti oltre quelli di Unicost e di Mi: “Ma qualcuno ha chiamato Ardita?”. Il consigliere ha sempre detto di essere contrario alla nomina di Palamara. Di Ardita, Palamara parla con il collega Stefano Fava, autore di un esposto contro l’ex procuratore Giuseppe Pignatone e contro Paolo Ielo, procuratore aggiunto, smentito, scrive Perugia, dai documenti acquisiti. Palamara è convinto che dietro l’indagine di Perugia ci sia un complotto contro di lui: “Vediamo se capisce che cazzo c’è dietro. Sebastiano è forse l’unico che può capì sti ricatti”. E Fava: “Ma ieri ha chiamato a Erminio”. Il riferimento sembra essere ad Erminio Amelio, pm romano, anche lui candidato come aggiunto.

Ardita è membro della Prima commissione del Csm, che esamina l’esposto di Fava, dato che si occupa di incompatibilità ambientali e funzionali. Vuole vedere chiaro su questo esposto e, da quello che si evince dalle intercettazioni che si conoscono, vorrebbe fare delle convocazioni. A partire da Fava, l’autore dell’esposto, anche lui indagato a Perugia per favoreggiamento di Palamara.

Ma questa normale azione di Ardita preoccupa chi quell’esposto lo vuole usare contro Ielo. Spina: “C’è coso che vuole spingere… Sebastiano… digli di stare calmo..”. Ferri: “Ti volevo dire… scusami… ma voleva convocare Ielo?”. Spina: “No, voleva convocare Fava ..Ma più sta quella pratica, meglio è”. E Ferri, che ha militato in Mi con Ardita, chiosa: “È intelligente, ma per lui o è bianco o è nero”. Spina: “Un talebano!”.

E UN ALTRO interlocutore: “È uno che non si fa i fatti suoi”. Ferri, dopo lo smacco della scissione di Davigo e Ardita teme lo scippo di Mi: “È tosto. Ardita vuole rientrare e prendere in mano Magistratura Indipendente politicamente, come segreteria, perché lui il cuore ce lo ha lì, dai”. Spina: “È più a destra di tutti, ragazzi…”. E Ferri: “A lui piace la politica, è uno che ragiona, non è un coglione”. Palamara, ossessionato dal complotto, pur sapendo che Ardita non lo voterà come aggiunto, spera in lui perché sveli la trama di cui pensa farebbe parte l’ex procuratore Pignatone, nonostante, a suo dire, “gli ho protetto il culo”. Dice a Fava: “Questo ormai è un rica… una storia pazzesca. Poi a chi va a finire in Prima commissione, per fortuna che c’è Ardita, lui può capì sti ricatti…”. Il fascicolo, infatti, è in Prima. Venerdì il plenum con il presidente Mattarella: su 4 togati andati via ne subentrano 2. Per gli altri 2 elezioni a ottobre.
RASSEGNAWEB: da il fatto quotidiano