L’inchiesta sulle fughe di notizie dal Tribunale: Assolti a Reggio Calabria Brigandì e Molonia. Condannato a 8 mesi Sturiale

26 Giugno 2019 Inchieste/Giudiziaria

di Edg – La Corte d’Appello di Reggio Calabria, dopo l’annullamento della sentenza della Corte d’Appello di Messina del 2016 da parte della sesta sezione della Corte di Cassazione e il conseguente rinvio degli atti a Reggio Calabria, ha assolto con formula piena Antonino Brigandì e Matteo Molonia “del reato loro ascritto (cioè dell’unica accusa che era rimasta in piedi, accesso abusivo al sistema informatico delle Forza dell’ Ordine, ndr) perchè il fatto non costituisce reato”. Ha inoltre riderminato la pena inflitta ad Augusto Sturiale, “previa concessione delle attenuanti generiche, in mesi 8 di reclusione (pena sospesa)”. La Procura Generale aveva chiesto la conferma della sentenza di secondo grado a suo tempo decisa a Messina. 

Al termine della lettura del dispositivo della sentenza, l’avvocato Nino Cacia ha tenuto a ricordare, non senza amarezza, che “Antonio Brigandì, mentre era sottoposto a misura cautelare, allorquando ha subì la perdita del padre ricoverato in un ospedale di Roma, fu autorizzato dalla Prima Sezione penale collegiale a recarsi per i funerali e rimanere accanto alla madre solo per un’ora. Oggi interviene una sentenza di assoluzione…”. “E’ stata finalmente restituita giustizia”, commenta l’avvocato Carlo Faranda, difensore di Molonia.

Le accuse per le cosiddette “talpe” a Palazzo Piacentini risultavano già ridimensionate all’esito del processo di secondo grado. Poi è stata la sesta sezione della Corte di Cassazione a pronunciarsi col dispositivo di sentenza del 18 ottobre emesso a seguito della discussione degli avvocati Nino CACIA (difesa Antonino Brigandì), Carlo FARANDA (difesa Matteo Molonia), Carmelo VINCI (difesa Augusto Sturiale) e Salvatore Silvestro (difesa Francesco Giusti), che annullò parzialmente la decisione della Corte d’Appello di Messina (del 21 novembre 2016, leggi sotto) che, pur assolvendo l’investigatore Matteo MOLONIA (foto) e Antonino BRIGANDI’ dal reato di corruzione e sostanzialmente da quello di rivelazione di segreti di ufficio, riqualificava quest’ultimo nel meno grave reato di accesso abusivo a sistema informatico (art. 615 ter, c.p.) condannandoli alla pena di un anno di reclusione con sospensione condizionale della pena.

Con l’annullamento la Suprema Corte dispose il rinvio degli atti alla Corte di Appello di Reggio Calabria per un nuovo giudizioPer Augusto Sturiale, che aveva riportato una condanna ad un anno di reclusione – con sospensione condizionale della pena -, la Corte di Cassazione annullò la sentenza di secondo grado limitatamente alla mancata concessione delle attenuanti generiche. Inammissibile, infine, per la Corte di Cassazione il ricorso di Francesco Giusti, ex comandante del Nucleo mobile della Guardia di Finanza di Messina, condannato a due anni e 6 mesi, pena che divenne definitiva.

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