Concorsi truccati all’Università di Catania, coinvolti i docenti messinesi Fedele e De Ponte

28 Giugno 2019 Inchieste/Giudiziaria

Tra i 41 indagati che compaiono nel decreto di perquisizione dell’inchiesta della Procura di Catania ‘UNIVERSITA’ BANDITA’ ci sono anche il nome del professore Santi Fedele, Gran Maestro aggiunto del Grande Oriente d’Italia nonché professore ordinario di Storia contemporanea nell’Università di Messina e componente dell’assemblea della commissione italiana dell’Unesco (la stessa commissione presieduta da Lino Banfi), e quello del professore Francesco Saverio De Ponte, chirurgo anche lui molto noto.

Al professore Fedele viene contestato l’abuso d’ufficio come componente di una commissione di valutazione per un posto di ricercatore di Storia contemporanea alla facoltà di Scienze politiche, per una procedura di scelta che si tenne tra il luglio e il settembre del 2017 e che vedeva nove partecipanti. Avrebbe manifestato «… la propria disponibilità» al direttore del dipartimento Giuseppe Barone, che lo contattò «… in ordine alla assegnazione del posto» a Sebastiano Granata, che poi effettivamente risultò vincitore della selezione e ottenne il posto di ricercatore.

Al professore De Ponte, noto chirurgo maxillo-facciale e docente universitario al Policlinico di Messina, viene contestata la “turbata libertà della scelta del contraente” perché avrebbe chiesto tra il 2016 e il 2017 ai colleghi Giacomo Pignataro e Francesco Basile, che si sono susseguiti nella carica di rettore a Catania, «… l’indizione del concorso» per un candidato prescelto, il dottore Alberto Bianchi, per un posto di professore di seconda fascia a Chirurgia generale, alla facoltà di Medicina di a Catania,” rassicurandoli sulla futura idoenità del Bianchi”, «… questo nonostante il Bianchi non avesse alcuna abilitazione all’insegnamento».

 

CHI E’ SANTI FEDELE

Nato a Messina il 3 marzo 1950, è stato iniziato nel 1989 ed elevato al grado di Maestro tre anni più tardi nella Loggia messinese La Ragione (333), della quale è stato Maestro venerabile. Si è fatto promotore, con Giovanni Greco, di MASSONICAmente, Laboratorio di storia del Grande Oriente d’Italia, le cui pubblicazioni hanno preso l’avvio nel 2014. L’anno successivo ha assunto il coordinamento del Comitato di Direzione della nuova serie di Hiram. Nel più recente passato Santi Fedele è stato costantemente impegnato nell’opera di riscoperta e di rivalutazione critica del ruolo svolto dal Grande Oriente d’Italia negli anni drammatici della lotta contro la dittatura e per la riconquista della libertà. Da sottolineare il suo apporto culturale alle iniziative della Comunione, come nel 2005 per il Bicentenario del Grande Oriente e poi nel 2011 per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Insignito nel 2005 della Giordano Bruno Classe Athena, è stato nominato Gran Maestro onorario nella Gran Loggia del 2011. È Fratello onorario di numerose Logge di Calabria e di Sicilia.

Santi Fedele è Professore ordinario di Storia contemporanea nell’Università di Messina. Già Presidente di Corso di laurea, Coordinatore di Dottorato di ricerca e Direttore di Dipartimento, è attualmente delegato del Rettore ai Master e all’Alta formazione. Direttore dell’Istituto di Studi storici Gaetano Salvemini di Messina, fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Filippo Turati di Firenze ed è componente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco. Si è prevalentemente dedicato allo studio dei partiti e dei movimenti politici del Novecento italiano con particolare riferimento ai filoni della democrazia laica e repubblicana e del socialismo libertario. Tra i suoi lavori di argomento massonico: La Massoneria italiana nell’esilio e nella clandestinità 1927-1939 (2005), Alessandro Tedeschi Gran Maestro dell’esilio (2008), La Massoneria italiana tra Otto e Novecento (2011).

 

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