Csm, bufera Procure: Palamara ricusa il giudice catanese Ardita

1 Luglio 2019 Inchieste/Giudiziaria

L’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, indagato a Perugia per corruzione, ha ricusato uno dei giudici della Sezione disciplinare del Csm che il 2 luglio dovrà decidere se sospenderlo dalle funzioni e dallo stipendio. Si tratta del consigliere Sebastiano Ardita, di Autonomia e Indipendenza, da cui evidentemente non gradisce essere giudicato.

Già altri tre giudici disciplinari hanno manifestato l’intenzione di astenersi, a cominciare dal vice presidente del Csm David Ermini. L’istanza di ricusazione di Ardita, che secondo Palamara avrebbe dovuto astenersi come i colleghi, è stata presentata alla Sezione disciplinare dai legali del magistrato assieme a una memoria difensiva.

Nelle intercettazioni dell’indagine sul pm romano e sul Csm che ha già portato alla dimissioni di quattro consiglieri, Cosimo Ferri e Luigi Spina e Palamara dimostrano di temere Sebastiano Ardita, il pubblico ministero catanese membro del Csm – col quale Ferri dai primi anni Duemila condivideva la comune militanza in MI prima che avvenisse la scissione che portò alla nascita di A&I – tanto da considerarlo “un talebano”.

In altre intercettazioni, pubblicate dall’Espresso, il gruppetto fa apprezzamenti nei confronti di Ardita, davighiano di ferro e neo membro del Csm in Prima Commissione, proprio dove è finito l’esposto di Fava contro Ielo. E Spina intercettato dice a Ferri: “C’è coso che vuole spingere… Sebastiano… digli di stare calmo..”.

Non solo. Nelle intercettazioni, Ferri dice di lui che è “intelligente” ma …per lui o “è bianco o è nero”, “un talebano” lo definisce Luigi Spina; “uno che non si fa i fatti suoi …