#FOTO – Nicole Kidman al Taormina Film Festival: l’attrice ha tenuto una masterclass e ricevuto il Taormina Arte Award

1 Luglio 2019 Culture

Nicole Kidman è volata da Parigi a Taormina, per ripartire subito dopo il tappeto rosso. Affollato l’incontro nella sala del festival, l’attrice australiana, abito chiaro e i capelli lisci, parla volenteri di Big Little Lies, la serie che ha prodotto e interpretato e che ha cambiato la sua carriera. Racconta di come l’ha scelta: “Volevo essere libera, non in balia dei registi, coinvolta direttamente nelle scelte dei personaggi. In più una serie ti permette di esplorare un ruolo per tante ore, con profondità. Anche se non smetterò di amare i film e la mia grande passione rimane essere seduta in sala a piangere con il pubblico”. Nella seconda stagione, in onda attualmente su Sky Atlantic e Now Tv, Celeste, una delle cinque mamme di Monterey che nascondono piccoli ma anche grandi segreti, si evolve. “È un ruolo molto complesso, il tema riguarda gli abusi domestici, la violenza all’interno del matrimonio. Nella seconda stagione Celeste soffre dei danni che ha subito, deve superare il dolore e in questi nuovi capitoli entra sua suocera, interpretata da Meryl Steep, che a sua volta soffre per la perdita del figlio. Il mio è un personaggio complesso, ma non forte. Mi piace la sua capacità di andare avanti, la sua resilienza. Ho fatto un piccolo film, The destroyer, in cui interpreto invece una donna alla fine della vita ma alla ricerca della salvezza interiore. Un altro personggio fantastico e insolito. Cerco sempre di affiancare piccole cose a progetti grandi come Big Little Lies“.

Dichiarazione d’amore all’Italia. “A diciassette anni, come tutti gli australiani, sono partita per il viaggio in Europa, da allora ho continuato a venire sempre. Sono stata prima ad Amsterdam e poi in Italia; giravo per le strade, avrei voluto vivere qui da voi e sposare un italiano ma non è successo… anche se ci sono andata vicino. Avrei voluto imparare l’italiano e ogni volta che sono in vacanza qui tento di parlare nella vostra lingua. Mia figlia undicenne vorrebbe sempre di venire, mi ha pregato anche stavolta ma le ho detto di no perché temevo di dover lavorare troppo.  La mia famiglia ama l’Italia, mia figlia è stata battezzata tra le montagne della Toscana all’aperto, seminuda perché cercava di strapparsi il pannolino”. Sull’influenza del cinema italiano: “Mi ha colpito il vostro realismo magico. Ho visto a Cannes La grande bellezza nella proiezione di mezzanotte e ne sono rimasta conquistata. Mi considero un’attice globale, amo il cinema russo, francese, ma è iniziata con Fellini, poi c’è stato anche Kubrick, ma Fellini… A quindici anni saltavo la scuola e andavo a chiudermi al cinema per vedere immagini che non sempre capivo ma che mi toccavano a livello viscerale più che intellettuale. In più nel vostro Paese mi sono sempre sentita compresa e apprezzata. La Mostra di Venezia mi ha invitato sette volte”.

Che tipo di rapporto instaura Nicole Kidman, che ha lavorato con gli autori più grandi? “Il rapporto più intenso possibile, ho lavorato con Susanne Bier per quattro mesi, abbiamo finito da poco e l’ho chiamata ieri per dirle che mi mancava. È come tagliare il cordone ombelicale, su set c’è una convivenza forte che poi si interrompe bruscamente. Amo i registi ossessivi, forti, odio quelli che lasciano andare, voglio qualcuno che mi costringa a dare il meglio, per questo sono grata ai registi con cui ho lavorato e ce ne sono altri che vorrei incontrare. È un modo per crescere, come artista è quello che cerco”. Vent’anni fa Eyes wide shot fu un set intensissimo? “Sì, dovevano essere tre mesi e diventarono due anni, ricordo che eravamo con Stanley, seduti per terra nel suo uffico tra libri e fogli, era come entare in un universo parallelo e meraviglioso, come meraviglioso era il non dover stare con i piedi per terra. A volte il tempo è il nostro peggior nemico, se in un set hai tempo di esplorare, il film diventa una grande occasione per espanderti”.

Nicole Kidman è vicina a due registi che sono a Taormina, Bruce Bereford e Philip Noyce “che mi ha diretto in Ore 10: Calma piatta, è stata una mossa audace da parte sua credere in me, avevo diciannove anni e quando qualcuno ti dà una possibilità ti cambia la vita. Ho fatto il provino ma nessuno mi voleva, invece lui ha lottato per me. Bruce Bereford lo conosco da anni il suo film Ladies in black è stato un grande successo in Australia, e ci mostra come noi australiani siamo un piccolo paese, però oggi così visibile nel mondo: e ci sono tanti artisti del mio paese che stanno emergendo”. Nicole è una di quelle che sostiene il cinema al femminile: “le statistiche sono spaventose non c’è nulla da fare, non siamo oltre il 20 per cento, bisogna prendere le cose in mano. Tre anni fa dopo la notte degli Oscar, con Meryl Streep ci siamo sedute intorno a un tavolo e ci siamo dette qualcosa deve cambaire, dobbiamo scegliere di lavorare con altre donne. Mi sono impegnata a fare film con donne, ogni 18 mesi e poi ne ho fatto uno ogni 6 mesi ed è stato bello, ho lavorato con Susanne Bier, Sofia Coppola, Andrea Arnold. Ho messo la mia forza mediatica al servizio di questo impegno perché dobbiamo e vogliamo sentire voci diverse in questo mondo. Anche come produttrice cerco di dare spazio a storie di donne che coinvolgano il mondo. Nella serie ci sono soprattutto personaggi femminili, ma anche ruoli incisivi di colleghi maschi. Siamo aperte a tutti: ho lavorato con regista greco Yorgos Lanthimos che non era così conosciuto prima di Il sacrificio del cervo sacro“. Sui prossimi progetti: “Ho due film in uscita, uno con Charlize Theron e Margot Robbie e un altro che arriverà nelle sale americane a settembre. Ho le mie figlie di cui occuparmi che stanno crescendo, ho lavorato per 4 mesi e ora è tempo di stare in famiglia, di leggere libri sono un’avida lettrice, di guardare l’oceano e di essere amata”.

PRIMA GIORNATA

Grande successo per la prima giornata della sessantacinquesima edizione del Taormina Film Festival che festival propone, fino al 6 Luglio, oltre alla programmazione pomeridiana al Palazzo dei Congressi, le serate al Teatro Antico, con proiezioni di grandi film in anteprima, premiazioni di star del cinema internazionale e la magia di una location unica al mondo. La giornata si è aperta con la conferenza stampa di inaugurazione. Significative le parole in apertura del sindaco di Taormina, Mario Bolognari: “Il Festival attira l’attenzione sulla società – è importante per la promozione del turismo e della Sicilia, che ci deve vedere tutti protagonisti. Una città deve avere un solo Festival e una sola vetrina”. Tra gli interventi, Pietro Di Miceli, commissario Fondazione Taormina Arte, Alessandro Rais, direttore ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo / Sicilia Film Commission. Quindi Maria Guardia Pappalardo amministratore unico di Videobank, Lino Chiechio, General Manager di Videobank che ha ricordato con affetto il fotografo Pietro Coccia, recentemente scomparso, al quale il festival ha dedicato una tribunetta proprio per i fotografi, con il suo posto che resterà vuoto. Ninni Panzera, Segretario generale Taormina arte ha sottolineato quanto “Adesso si respira cinema a pieni polmoni”. Fuori programma è stato chiamato ad intervenire Felice Laudadio per anni direttore artistico del Festival, quindi hanno preso la parola la madrina dell’attrice e modella spagnola Rocío Muñoz Morales, oltre alla presentatrice delle serate al teatro Antico, la conduttrice Carolina di Domenico. La codirettrice del festival, Silvia Bizio ha quindi sottolineato di aver “voluto rappresentare diversi film nel mondo, film con donne registe e produttrici”. Gianvito Casadonte, codirettore del festival ha quindi dichiarato che “Abbiamo lavorato puntando su quei registi e quei titoli che raccontano la realtà e invito i giovani a frequentare le sale, a fare domande, ad essere sempre curiosi”. In serata Bruce Beresford riceve il Taormina Arte Award sul palco del Teatro Antico di Taormina.

Nicole Kidman è stata invece la protagonista assoluta della giornata di ieri. Nel pomeriggio, in sala A, infatti, si è tenuta la masterclass dell’attrice australiana, vincitrice, tra gli altri, di un Premio Oscar, quattro Golden Globe e due Emmy. La giornata ha avuto inizio alle 10.00 in sala A con la proiezione di This Teacher, film diretto dallo statunitense Mark Jackson, che figura nella sezione Feature Film Competition, sezione dedicata ai lungometraggi italiani e internazionali. Il film racconta la storia di una donna francese di religione musulmana (Hafsia Herzi), che parte dal suo quartiere nei sobborghi parigini alla volta di New York, alla ricerca della sua migliore amica d’infanzia. Da questo incontro nasceranno per Hafsia nuove possibilità per una vita migliore. Alle 14.30 in Sala B spazio anche per i  cortometraggi della Italian Shorts Selection, tra i quali figurano Insane Love di Eitan PitiglianiGancio Cielo di Giulio PietromarchiAnna di Federica D’Ignoti. Sono stati proiettati otto dei 18 cortometraggi in programma. Alle 16.30 spazio per un altro film nostrano, parliamo de La Partita diretto da Francesco Carnesecchi, un noir che racconta come sul campo da calcio non si decida solo il destino del campionato, ma la vita di coloro che hanno deciso di dare una svolta alla propria esistenza. Nel cast Francesco Pannofino, Alberto Di Stasio, Gabriele Fiore e Stefano Ambrogi. Il film figura nella sezione Center Stage Competition, dedicata  ai lungometraggi o documentari indipendenti ed opere prime. Alle ore 18:00, in sala B, proiezione del film in concorso Amare Amaro, diretto dal regista esordiente italo-francese Julien Paolini, realizzato grazie al contributo della Sicilia Film Commission, girato in provincia di Palermo e prodotto da Rosebud Pictures con la produzione esecutiva di Vincenzo Cusumano. Oltre al regista, presente il cast. La serata al Teatro Antico si è aperta con la consegna del Taormina Arte Award a Nicole Kidman e, a seguire, la proiezione, in anteprima italiana, di Yesterday, commedia di Danny Boyle con Himesh Patel, Ed Sheeran e Lily James: a seguito di un blackout mondiale, Jack scopre che i Beatles non sono mai esistiti e fa fatica ad accettare d’essere l’unico al mondo a conoscere la loro musica…

Il Festival, che quest’anno vede come madrina l’attrice e modella spagnola Rocío Muñoz Morales è presentato, nelle serate al Teatro Antico, dalla conduttrice e attrice Carolina Di Domenico, prodotto e organizzato per il secondo anno consecutivo da Videobank, in collaborazione con la Fondazione Taormina Arte (sostenuta dall’Assessorato regionale al Turismo e dal Comune di Taormina), con la direzione artistica di Silvia Bizio Gianvito Casadonte.