MAFIA: SONO GIUSEPPE MINARDI E GIUSEPPE SELVAGGIO I DUE NUOVI PENTITI MESSINESI

5 Luglio 2019 Inchieste/Giudiziaria

Hanno un nome i due pentiti che da mesi collaborano con i magistrati della Procura e gli investigatori. A rivelarlo, ma in città negli ‘ambienti giusti’ i due nomi giravano già, è questa mattina il quotidiano Gazzetta del Sud. Sono Giuseppe Minardi, organico per anni al clan mafioso di Giostra e molto vicino all’epoca all’ex reggente Giuseppe ‘Puccio’ Gatto, e poi Giuseppe Selvaggio, arrestato mesi addietro per una vicenda di usura dai poliziotti del commissariato Messina Nord. In quattro mesi, dopo aver fatto ingresso nel programma di protezione, sono stati sentiti a lungo da diversi magistrati della Procura e da diversi investigatori.

Giuseppe Minardi è il fratello maggiore di Giovanni, detto Giampiero. Nell’ottobre del 2018 ha subito una pesante condanna a 30 anni di carcere come mandante dell’omicidio di Domenico Cutè ‘u Sauru’. In passato Minardi fece credere di voler collaborare con la giustizia ma la sua scelta poi non si concretizzò.

Giuseppe Minardi (inteso “Peppe u Tarantinu”), è nato a Messina il 14.3.1976, annovera vari precedenti per omicidio doloso, associazione mafiosa, estorsione, rapina, furto, cessione di stupefacenti, ricettazione, detenzione abusiva di armi, favoreggiamento personale ed altre fattispecie delittuose. Prima del suo arresto, avvenuto nel gennaio del 2003, era inserito, con un ruolo di primo piano, nell’associazione di stampo mafioso capeggiata dal boss Luigi GALLI, inteso “Scarpuzza”, operante nella zona Nord di questo centro e, in particolare, nel quartiere popolare di “Giostra”.

Personaggio dall’elevatissima caratura criminale, si eleva per la spiccata e proclive personalità violenta e decisionista, largamente assurto alle cronache giudiziarie per fatti omicidiari, essendosi macchiato del reato d’omicidio, ancora minore degli anni 18.

Ancora giovanissimo  – come acclarato nel corso delle investigazioni confluite nell’operazione Arcipelago  – MINARDI Giuseppe riuscì a scalare i vertici della consorteria mafiosa di Giostra, divenendo un parigrado di Giuseppe Puccio GATTO  che, suo malgrado dovette fargli spazio nella direzione del clan, per evitare inevitabili quanto cruenti scontri, proprio virtù della sua notoria pericolosità e risolutezza nel definire le questioni.

Nel breve lasso di tempo durante il quale Giuseppe MINARDI è rimasto in libertà (dall’11.03.2000 al 07.01.2003), dopo quasi un decennio di ininterrotta detenzione, ammesso alla liberazione condizionale della pena ed alla contestuale imposizione della misura di sicurezza della libertà vigilata, a seguito della condanna ad anni 18 di reclusione, irrogatagli dalla Corte d’Appello di Messina in data 02.12.1994, per l’uccisione di Maurizio Mento perpetrata il 17.10.1992 ed altro egli formò un proprio team di uomini fedelissimi, a partire dal fratello Giovanni detto Giampiero (indagato nelle riferite operazioni antimafia Alba Chiara ed Arcipelago), Giuseppe CAMPO, Domenico CAVÒ ed altri, organizzando e dirigendo le strategie delittuose del gruppo.

MINARDI Giuseppe ha contribuito a dare vita a quella forma di collaborazionismo fra uomini emergenti e non delle cosche messinesi (c.d. pax mafiosa tra “GATTO-MINARDI-SPARTA’-VENTURA-GUARNERA”), emersa nelle fasi delle operazioni AlbaChiara, Arcipelago, omicidio di Stefano MARCHESE ed altre investigazioni e che perdura a tutt’oggi.

Giuseppe Selvaggio (foto) non ha un passato criminale di uguale spessore. Fece parte, tra l’altro, secondo l’accusa di un gruppo ‘punitivo’ di steward che aggredì gli addetti alla vigilanza della Fiera giudicati ‘forestieri’ perchè facevano parte di una ditta catanese. Nel passato è stato arrestato per la gestione di una casa di piacere, evasione e per droga.

 

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