DELL’ON. RACITI (PD): UN’ALTRA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUL ‘CASO MALATTO’

18 Luglio 2019 Inchieste/Giudiziaria

Sulla presenza in provincia di Messina di Carlos Luis Malatto, ex tenente colonnello dell’esercito argentino accusato del reato di tortura dalla Corte d’Appello di Mendoza, è stata presentata un’altra interrogazione parlamentare (che pubblichiamo integralmente sotto) del deputato del Pd Fausto Raciti, che segue di pochi giorni quella del deputato di Articolo Uno-Leu Guglielmo Epifani.

 

“Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03338

presentato da

RACITI Fausto

testo di

Martedì 16 luglio 2019, seduta n. 209

RACITI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

in base al servizio dei giornalisti Emanuele Lauria e Giorgio Ruta di Repubblica.it, si apprende che l’ex militare italo-argentino Carlos Luis Malatto soggiorna nel resort di Portorosa-Furnari, località turistica della provincia di Messina già meta delle latitanze di boss di Cosa nostra del calibro di Bernardo Provenzano e Benedetto «Nitto» Santapaola;

Malatto è accusato degli omicidi di Juan Carlos Càmpora, fratello dell’ex presidente della Repubblica Argentina Héctor José Càmpora, e rettore dell’Universidad Nacional de San Juan, della modella franco-argentina Marie Anne Erize Tisseau, diJorge Alberto Bonil, un ragazzo che faceva il militare nel reggimento comandato da Malatto, di José Alberto Carbajal, vicino ai montoneros ed ai peronisti;

Malatto risulta essersi rifugiato prima in Cile e poi, in virtù del possesso del passaporto italiano, in Liguria, per poi spostarsi a Calascibetta, in provincia di Enna, dove ha abitato fino al maggio 2018;

le sentenze delle Corti argentine a partire da quella del 3 settembre 2013 indicano come Malatto abbia «partecipato attivamente a diverse procedure di detenzione ed è uno dei più indicati dalle vittime per la partecipazione a interrogatori sotto tortura»;

con sentenza della corte d’appello di Mendoza, datata 16 febbraio 2011, viene chiamato in causa da 16 testimoni;

quest’ultima sentenza che non è stata mai trasmessa in Italia dall’Argentina, che ne ha chiesto l’estradizione;

nell’aprile 2013, la corte d’appello de L’Aquila aveva qualificato come crimini contro l’umanità, pertanto imprescrittibili, i reati a lui ascritti, confermando la sussistenza delle condizioni per l’estradizione;

la Corte di cassazione (sezione VI penale), con sentenza del 17 luglio 2014, n. 43170) pur ammettendo che Malatto «ha fatto parte di un gruppo di lavoro dedito a torture e violenze», non ha ravvisato indizi sufficienti a carico dell’ex tenente e ribaltò la decisione della corte d’appello dichiarando non sussistenti le condizioni per l’accoglimento della domanda di estradizione avanzata dalla Repubblica Argentina;

il Ministro della giustizia pro tempore Andrea Orlando, in base all’articolo 8 del codice penale, ha firmato l’autorizzazione a processarlo in Italia;

la presenza di Malatto nel nostro Paese mette in evidenza i limiti, stante la legislazione attualmente in vigore, nel rispettare gli obblighi internazionali relativi alla punizione di un crimine di rilevanza internazionale;

appare all’interrogante non certo privo di fondamento il pericolo di fuga di Malatto, il quale gode del diritto di cittadinanza italiana e può esercitare il suo diritto di libera circolazione negli Stati europei, in virtù della conseguente cittadinanza europea, ben potendo sottrarsi alla giurisdizione italiana, soprattutto dopo l’inchiesta giornalistica che ne ha svelato l’attuale residenza –:

in considerazione della gravità dei fatti richiamati in premessa, se il Governo non ritenga urgente porre in essere ogni iniziativa di competenza al riguardo;

se il Governo intenda mettere a disposizione della procura della Repubblica competente le risorse necessarie a sostenerne l’attività.”