#SEGUI LA NOSTRA DIRETTA – ‘TERZO LIVELLO’, OGGI E’ IL GIORNO DI EMILIA BARRILE E LEONARDO TERMINI

23 Luglio 2019 Inchieste/Giudiziaria

Di Edg – Oggi nuova udienza del processo al ‘Terzo livello’ che avrebbe condizionato negli ultimi anni la vita politico-amministrativa e alcuni affari nella città capoluogoogo dello Stretto. E, se verranno rispettate le premesse, sarà un’udienza campale, particolarmente attesa dalle parti. Sul banco degli imputati per differenti reati ci sono – tra gli altri – l’ex Presidente del consiglio comunale Emilia Barrile (già Pd, poi Forza Italia), il faccendiere Marco Ardizzone, l’ingegnere Francesco Clemente, l’ex presidente dell’Azienda Meridionale Acque (Amam) Leonardo Termini, l’ex direttore generale dell’Azienda Trasporti di Messina (Atm) Daniele De Almagro, gli imprenditori Angelo e Giuseppe Perricone, il chiacchierato costruttore milazzese Vincenzo Pergolizzi, il pluripregiudicato Carmelo Pullia.

L’udienza scorsa era iniziata con un piccolo colpo di scena. Uno degli imputati ‘eccellenti’, Leonardo Termini, aveva infatti revocato l’incarico al difensore di fiducia, Nunzio Rosso (che difende anche Francesco Clemente), nominando come legale l’avvocato Fabio Repici. E già dall’udienza di oggi si potrà vedere da subito la nuova strategia difensiva decisa con l’imputato di uno dei processi più importanti degli ultimi anni a Messina.

Infatti ad essere esaminati stamattina dalla difesa e poi dal pm Monaco saranno la ‘zarina’, il principale imputato del processo, l’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile e per l’appunto l’ex presidente dell’Azienda Meridionale Acque (Amam) Leonardo Termini. I colpi di scena non dovrebbero mancare.

 

DIRETTA 

ORE 10.30: Entra in aula il Collegio presieduto dal giudice Letteria Silipigni. In aula sono presenti diversi imputati. Tra gli altri Marco Ardizzone, agli arresti domiciliari e quindi scortato dagli uomini della DIA, Francesco Clemente, Emilia Barrile, Leonardo Termini. Presenti anche diversi testimoni delle difese che dovranno essere esaminati nel corso del pomeriggio. 

10.40 – Inizia l’esame da parte dell’avvocato Salvatore Silvestro dell’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile.

Sollecitata dal proprio difensore la Barrile racconta il percorso politico fino ad ora fatto.

‘Sono stupita delle accuse, ho sempre fatto cose lecite’. ‘La cooperativa Universo e Ambiente venne creata nel 2006 per un bisogno di riscatto. Assieme ai miei cugini e a mia madre si creò la cooperativa anche col fine di togliere dalla strada tanti ragazzi. Sempre nella legalità e nella massima trasparenza. Il collegamento alla mia persona l’ha sola sfavorita’. ‘Solo grazie all’amministrazione Accorinti, la CGIL e persone vicine all’amministratore siamo riusciti a lavorare per un periodo. Nel 2015 venne creata l’altra cooperativa con l’intenzione di fare lavorare ragazzi bisognosi. La società ACR Messina voleva cambiare la gestione dei sevizi e creammo la società finalizzata a questo’. ‘Non so come siano entrati i Pernicone. Con loro non avevo rapporti da anni fino al dicembre 2015, quando il figlio di Angelo mi chiese un incontro. L’ ACR voleva dare in gestione i parcheggi per le partite interne’. Il Pm Monaco nel frattempo ha fatto acquisire l’interrogatorio di garanzia del 30 agosto 2018 di Emilia Barrile.

L’avvocato Silvestro chiede alla Barrile se non crede di aver abusato della sua posizione istituzionale. ‘Ho sempre incontrato tutti. L’ amministrazione Accorinti spesso portava gli atti in ritardo, una mancanza di rispetto. E spesso le delibere tornavano indietro per inesattezze. Io non ho mai fatto atti ostruzionistici. Sono sempre stata terza’. La Peloritana Servizi non aveva interessi. Pernicone voleva gestire i parcheggi. Per la gestione dei bar coinvolsero la Peloritana. Ma perché eravamo gli unici che avrebbero potuto farlo. Il mio intervento non fu determinante. Il fatto che mi chiamo’ il funzionario per avere un supporto non vedo cosa ci sia di illegittimo. Il termine ‘accelerare’ lo usai per dire normalità. Con l’amministrazione Accorinti i tempi si allungarono dal punto di vista amministrativo’. ‘Chiamai De Francesco perché ricevesse Pernicone. Io poi andai via. Il concerto si tenne. La Peloritana Servizi non ebbe un ruolo. Il mio intervento non era funzionale all’aggiudicazione della gara alla societa’. Intervenne per riparare a carenze amministrative.’

“Tutte le cooperative erano legate a personaggi politici. Universo e Ambiente era collegata a me, ma anche altre lo erano”.

Si parla della delibera di via Felice Bisazza legata agli interessi del costruttore Pergolizzi. Emilia Barrile racconta dei legami di amicizia che l’ha legata a Francesco Clemente. ‘Clemente era interessato alla proposta di delibera e mi chiese notizie. Mi informai’. Emilia Barrile ricostruisce l’iter della proposta di delibera, non dimenticando spesso di commentare alcuni fatti di natura politica e amministrativi. Ricordando i suoi attacchi all’amministrazione.

‘Non c’ era un interesse personale nell’aiutarlo’.

Dopo un’ora l’imputata Emilia Barrile sembra aver preso confidenza col microfono, dopo un inizio un po’ timido.

‘Credo non ci sia un consigliere di quartiere o comunale che non vada negli uffici a seguire le pratiche’. ‘La costruzione di quel palazzo era per finalità di riqualificazione pubblica. Io non avevo interessi specifici’.

La Barrile ribadisce che il suo interesse era quello di dare opportunità di rilancio sociale per gli abitanti del quartiere di Gravitelli.

‘L’assessore Pino era scarso nella gestire il patrimonio, era totalmente assente. Io mi interfacciavo sopratutto con De Cola e Signorino’. La Barrile è un fiume in piena. Commenta, va spesso oltre le domande dell’avvocato.

‘Non ho mai impedito l’attività di delibera dell’amministrazione Accorinti. La delibera non doveva passare dal consiglio comunale. Clemente non mi chiese più niente’.

Emilia Barrile in una delle parentesi aperte racconta anche di un’ordinanza di demolizione di un balcone che poi demoli`. ‘Sono l’ unica in tutta la città ad aver demolito un balcone’.

‘Ho conosciuto Pergolizzi per caso in strada’. ‘Non c’ era nessun interesse di vantaggio elettorale. Se mi avessero votato tutti coloro che ho seguito nelle pratiche allora…E’ chiaro che tu speri in una riconoscenza, è questa la politica. Come dovrei essere riconosciuta dalla gente se non lavorando sul territorio. Mi sono occupato di tutto’. ‘Delle vidende giudiziarie di Pergolizzi ho letto su Google. Mi sono interessato alla sua pratica solo per Francesco (Clemente)’.

“Io non ho mai fatto campagna elettorale utilizzando buoni benzina, sono sempre andata avanti con le mie gambe’.

“Conosco Fiorino da quando ero consigliere di quartiere. Con Tony c’era un rapporto di amicizia. I miei interventi negli uffici non hanno condizionato il normale iter. Io non entravo mai nel merito della pratica. Io agli impiegati non ho mai fatto danno. Con Le Donne mi lamentavo verso alcuni di loro, ma mi limitavo a questo. Inerzia, superficialità, sembrava tutto normale”.

“A Fiorino ho chiesto di assunzioni per aiutare ragazzi disoccupati. Lo facevo come parte politica verso chi avesse bisogno. Per me era normale. L’ho sempre fatto.”. “La mia segreteria ha sempre accolto tutti, muoversi all’interno degli uffici comunali non è mai stato facile”.

Vicenda sponsorizzazione: ‘Chiedere una sponsorizzazione è stata una esigenza per assenza di liquidità’.

I rapporti con Marco Ardizzone: ci sentivamo 10, 100 volte al giorno, ci sentivamo spesso per qualunque cosa. Per un rapporto privato. Non per interessi specifici.

La Barrile, su richiesta dell’avvocato Silvestro, spiega i suoi rapporti con De Almagro e dei bandi di assunzione all’Atm. “L’amministrazione Accorinti faceva bandi per la massima trasparenza ma di fatto poi nominava i suoi”. “L’Atm fece un bando per assunzioni all’Atm. Chiesi a Foti se valesse la pena presentare curriculum se poi si veniva usata discrezionalità nelle scelte’. L’ex presidente del consiglio comunale ripercorre le tappe che portarono al bando di assunzioni di autisti dell’Atm.

Tra i 23!!! testimoni si nota la presenza tra gli altri di Pietro Gugliotta, dell’ex presidente dell’Acr Messina Stracuzzi, Oliveri, dei dirigenti comunali Castronovo e Bruno, dell’ex dirigente Amam La Rosa e di Francantonio Genovese. Molti verranno sentiti nella prossima udienza del 3 settembre, alle ore 9,15. Tra il pubblico presente l’ex consigliere comunale Carlo Abbate.

Si ritorna a parlare di Universo e Ambiente. E del rapporto con Leonardo Termini. “L’ho conosciuto prima che diventasse presidente. I rapporti della cooperativa con Amam esistevano già. L’unico affidamento diretto lo abbiamo avuto grazie all’amministratore Accorinti. Il sindacalista David e i consiglieri di Cmdb si interessarono alla vicenda dei lavoratori della cooperativa”. “Ci fu un interessamento politico e sindacale diretto da parte di questi soggetti”. “Universo e Ambiente aveva requisiti che le hanno permesso di vincere la crisi, cosa che non è successo ad altre cooperative che precedentemente avevano lavorato.”. “Io mi recavo spesso negli uffici Amam. L’Amam nacque con la presidenza Clemente, il papà di Francesco. Io conoscevo quasi tutti gli impiegati perché andavo a trovare l’ingegnere Vincenzo per amicizia. Ogni volta che andavo all’Amam lo sapevano sempre quelli dell’amministrazione Accorinti. Grazie ad una impiegata all’interno. Sono andata tante volte. Anche quando Termini aveva problemi personali per amicizia. Termini è venuta anche a casa mia con la sua compagna, siamo stati anche a mangiare assieme. La sua compagna gli è stata presentata da me. Tra di loro c’era un rapporto un po’ turbolento. Ed entrambi si sfogavano con me. Con Leonardo c’era un rapporto di amicizia. Mi preoccupai addirittura che ci prendessero per ‘ziti’ (fidanzati, ndr). Ma non chiesi mai a lui di pagare una fattura per Universo e Ambiente”.

“Termini mi disse del fatto che la cooperativa non fosse iscritta”. “Io non lo misi mai in difficoltà anche perché sapevo essere preso di mira da Cambiamo Messina dal Basso per la nostra amicizia”. “Termini non poteva decidere chi poteva partecipare alle gare. Lo poteva fare il direttore generale. Io non ho mai nascosto la mia amicizia con Termini. Molte società sapendo i rapporti con Termini mi chiedevano se c’era la possibilità di avere pagate fatture mai pagate, soldi dovuti per lavori già effettuati”. “Il rapporto con Termini era sia personale che istituzionale”.

I RAPPORTI CON LA FIRE

“La Fire si occupava di recupero crediti ed avevano una postazione fissa all’Amam. Conoscevo Bommarito prima ancora che diventassi consigliere comunale. Bommarito vantava dei crediti con l’Amam e sapendomi amica di Termini mi chiese di occuparmene. Termini un giorno mi disse che c’erano dei problemi per i pagamenti alla Fire. Li considerava soldi non dovuti per una questione di legittimità”.

Chiese mai soldi al dott. Termini da parte di Bommarito, chiede l’avvocato Silvestro.” Solo un delinquente l’avrebbe potuto fare. I miei rapporti con Termini cambiarono perché secondo me a Termini piacquero fin troppo i riflettori. Inoltre Termini, coinvolto in una vicenda giudiziaria precedente, venne invitato con un attacco politico a dimettersi da parte del sindaco e di Cmdb. Lui in seguito a questi attacchi cominciò ad allontanarsi da me, e diventando più vicino all’assessore De Cola per apparire una persona integerrima. Quelli di Cmdb non mi salutavano neanche”. “Elisa Ardizzone è la sorella di Marco. Io avevo un rapporto di amicizia con Elisa”. “I rapporti con Termini erano sempre più logori. Lui non mi rispondeva quasi mai. Una volta mi fece chiamare dal telefono di un impiegato. Una volta al comune non mi salutò. Ci fu una interruzione di rapporti”.

“Con Bommarito prendevamo a volte un caffè. Io non gli ho mai chiesto assunzioni. Mia figlia entrò al Credito Peloritano per uno stage dell’università. Per 3 mesi e mezzo invece di 6. Non sapevamo che Bommarito fosse socio della banca”. “Vengo a conoscenza che Bommarito era consigliere quando mia figlia aveva preso possesso del lavoro di cassiera. Fu allora che chiesi se mia figlia potesse avere un futuro nella banca. Il direttore generale e Bommarito mi dissero che al 90 per cento si sarebbe potuta fare. Fini’ che mia figlia rimase a casa perché donna. Non c’è nessun nesso tra Fire, Amam e l’assunzione di mia figlia”.

“Bommarito si presentò alla nuova amministrazione come giusto che fosse e io lo accompagnai. Lui portò delle foto di aiuole degradate e si lamentò con Signorino… Accorinti sapeva solo fare Non Ponte e bloccare i Tir… Noi ci interfacciavamo solo con Signorino.

Emilia Barrile ha superato le tre ore di esame nell’aula bunker di Gazzi.

“Non ho mai minacciato o ricattato o promesso utilità a nessun impiegato comunale. Ho sempre tutelato gli impiegati. Sfido chiunque a dire il contrario”.

“Una volta chiamai (Benny) Bonaffini, conosciuto al bar della Provincia. Si occupava dei servizi mense e di immigrati. Gli chiesi di potere aiutare una donna in grave difficoltà”.

Su richiesta della difesa si fa una pausa. Si riprende alle 14.30

Alle 14.45 riprende l’esame della signora Emilia Barrile che durante la pausa ha avuto un piccolo malore. Soccorsa dai carabinieri, si è poi ripresa.

Si riparte dal caso dell’interessamento per il lido La Punta Peloro Srl di Salvatore Laganà. “Ne parlammo in un tavolo tecnico, poi anche con De Cola. Il rapporto con Laganà divenne anche di amicizia. Parlammo anche della possibilità che si facesse un’isola pedonale a Torre Faro, isola a cui si ribellarono tutti”.

Si è poi parlato dell’assunzione di Santapaola.

APPOGGIO ELETTORALE

“Sono sempre stata eletta. Di fatto nessun imprenditore amico mi ha aiutato. Né io li ho chiamati. Fiorino ad esempio appoggio’ Bramanti. Bommarito appoggio’ probabilmente Bramanti. Io non sono andato mai da loro”.

I PATRONATI

“Iniziai la mia attività coi patronati nel 2006 per poter aiutare le persone. Mi chiedevano qualunque cosa. Divenne un punto zonale. Io lavoravo già a Unilav. Lavorare al patronato non era incompatibile con la presidenza del consiglio comunale. Patronato, Caf ci occupavano di tutto.

A livello umano penso non ci sia patronato migliore. Prima di diventare presidente stavo anche due volte a settimana allo sportello.

Anche all’INPS avevo rapporti con diversi funzionari. Spesso andavo negli uffici come rappresentante del Caf. Diventata presidente mi è capitato di andare di pomeriggio.

I miei rapporti con i soci

“La maggior parte li conoscevo da tanti anni. Poi c’erano i miei parenti. Alcuni si rivolgevano a me direttamente perché segnalati da me. Chi comanda deve avere polso sennò l’operaio ti sale di sopra. Chi aveva problemi con Luciano si rivolgeva a me sapendo i miei rapporti con lui”.

I miei rapporti con Ardizzone

“L’ho conosciuto all’Anci. Il nostro rapporto è iniziato nell’estate 2013 ed è durato fino al 2018. Ci vedevamo a Roma e lui scendeva per pochi giorni a Messina. Ci sentivamo tantissimo. Ore e ore. Lui nell’Universo e Ambiente non ha mai avuto un ruolo. Poi diventa socio fondatore della cooperativa Peloritana Servizi nata per aiutare la povera gente, nessun altro scopo. L’unica attività svolta è stata la gestione dei bar allo stadio”.

L’esame va verso la conclusione. Gli ultimi argomenti trattati sono i rapporti con Carmelo Pullia e con Gianni Doddis. “Non hanno mai appoggiato candidati miei”. “Un anno appoggiarono l’attuale assessore Scattareggia. Poi prese 15 voti…”.

“Non ho mai conosciuto Marcello Tavilla. Non so chi sia”.

Alle 16.15 si conclude l’esame del difensore Silvestro.

Segue l’esame da parte del pm che domanda alla Barrile come mai Ardizzone le chiedesse di essere cauta al telefono. La Barrile risponde che la linea fu realizzata solo per il loro rapporto personale. “Io parlo sempre alla luce del sole, e il rischio può essere il fraintendimento”. “Io lasciavo il telefono in macchina perché ricevevo sempre telefonate e messaggi”.

L’esame di Emilia Barrile, che ha avuto inizio alle 10.30, volge al termine con il controesame della difesa Ardizzone. Dopo 7 ore si conclude il più lungo, fino ad ora, esame di un imputato o di un testimone al processo Terzo Livello.

A causa del ritardo salta l’esame di oggi di Leonardo Termini che verrà sentito nell’udienza del 3 settembre. Si dà priorità ad alcuni testimoni.

 

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