RESPINTO IL RICORSO AL TAR, DIVENTA ESECUTIVA LA MULTA DI 23MILA EURO A NOTO LOCALE DI PIAZZA DUOMO

25 Luglio 2019 Cronaca di Messina

“Vista la sentenza del C.G.A. n. 552/2019 che respinge il ricorso contro la sentenza del T.A.R. che ha in parte respinto e in parte dichiarato inammissibile il ricorso avverso la Determinazione Dirigenziale n. 43 del 05 marzo 2014 di revoca di concessione di suolo pubblico… ordina alla Ditta P. C. n. q. di rappresentante legale D. V. s.n.c., di pagare la somma di € 23.456,24… La somma dovrà essere pagata entro 30 giorni dalla data di notifica del provvedimento presso la Tesoreria Comunale di Messina”. Si complica per il titolare di un noto locale di Piazza Duomo a Messina una storia iniziata, oltre 5 anni fa, nel gennaio del 2014, quando in seguito a un blitz della Sezione Tutela Territorio della Polizia Municipale viene deferito all’Autorità giudiziaria “per la violazione agli artt. 93, 94, 95 del D.P.R. 380/2001” per la realizzazione di una struttura metallica con pedana e tenda retrattile e motorizzata per una superficie di 68,44 mq. nella centralissima Piazza Duomo, a seguito di un accertamento tecnico del gennaio 2014 della stessa Sezione Tutela, coadiuvata dal personale del Dipartimento Att. Edilizie e Repressione Abusivismo. Nella annotazione viene riportato che la struttura risulta già esistente nell’ agosto 2010 e che a carico della ditta è stato adottato il provvedimento notificato a maggio del 2014, con il quale vengono richieste le somme dovute per canoni non versati per un importo di € 32.639,76 e occupazione abusiva di suolo pubblico e relative sanzioni e indennità per un importo di € 44.936,58, “in applicazione della Deliberazione Consiliare n. 97/c del 29/12/2011 quale modifica del Regolamento COSAP”. Il titolare dell’attività inizia a pagare. A un primo versamento di 3.700 euro (nel 2012) ne segue un altro di 4.148,41 euro (nel novembre 2013), effettuati dalla ditta a favore del Comune di Messina.

Ma con una ordinanza del dicembre 2016 viene ordinato un versamento di 56,142,01 euro, ordinanza verso la quale il titolare fa ricorso in opposizione al Tribunale Civile di Messina. Con la sentenza del C.G.A. n. 595 del 2018 viene però dichiarata illegittima la Deliberazione Consiliare n. 97/c del 29 dicembre 2011. Nel 2019 la sentenza del C.G.A. n. 552 respinge il ricorso contro la sentenza del T.A.R. “che ha in parte respinto e in parte dichiarato inammissibile il ricorso contro la Determinazione Dirigenziale n. 43 del 05 marzo del 2014 di revoca di concessione di suolo pubblico; ricorso avverso e per l’annullamento della Deliberazione Consiliare n. 97/c del 29 dicembre 2011 e contro il provvedimento dirigenziale n. 291429 del 12 dicembre 2014 di sospensione all’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande”.

“Considerato che la Ditta non ha sino ad oggi versato quanto dovuto e pertanto l’Amministrazione Comunale vanta il suddetto credito per il mancato versamento di canone per l’occupazione di suolo pubblico e delle indennità e sanzione amministrativa – scrive nel provvedimento il dirigente Salvatore De Francesco – dovuta per occupazione difforme e in eccedenza da quanto in precedenza autorizzato… ordina alla Ditta P. C. di pagare la somma € 23.450,36 quali canoni e indennità e sanzione amministrativa e € 5,88 per spese di notifica; entro gg. 30 dalla data di notifica del presente provvedimento, presso la Tesoreria Comunale di Messina, previo introito a cura del Dipartimento Patrimonio e Demanio – Servizio Occupazioni Permanenti, per le causali di cui sopra, le suindicate somme, oltre agli interessi legali sino all’effettivo soddisfo, ed ancora le spese di notifica e del procedimento”.