Addormentato sul materassino. “Si era nascosto dietro uno scoglio, non era in Sicilia”

20 Agosto 2019 Cronaca di Messina

Ha catalizzato l’attenzione di tutti i media la vicenda di Luigi Vazzana: da Scilla, sulla costiera calabrese dello Stretto di Messina, sarebbe arrivato quasi in Sicilia, a bordo del suo materassino: 9 ore al largo, a notte fonda, per poi essere salvato dagli uomini della Guardia Costiera. Oggi però emergono nuovi dettagli sulla storia. Il rischio di bufala pare infatti assai concreto, stando a quanto riporta il Corriere della Sera. Pare infatti che il 28enne non fosse allontanato troppo dalla riva: la Capitaneria di Porto di Reggio Calabria lo ha avrebbe trovato infatti nascosto tra gli scogli nei pressi del Castello Ruffo di Scilla che domina lo Stretto.

Il racconto del ragazzo
Vazzana ha raccontato di essersi addormentato sul materassino. Quando un suo amico si è accorto di non riuscire più a vederlo all’orizzonte, ha dato l’allarme. L’intervento della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria è stato immediato e nella zona sono state fatte confluire tre motovedette e un gommone. Anche i colleghi di Messina hanno partecipato alle ricerche con una propria unità navale. Da Catania si è alzato in volo un elicottero della Guardia Costiera. A notte fonda il disperso è stato rintracciato in mare. Non in Sicilia, ma sulle rive calabresi, come evidenzia Carlo Macrì.

Perché la storia del materassino è una bufala
Diversi sono gli elementi che inducono a non credere alla versione dei fatti di Vazzana. “Intanto perché è difficile che una persona aggrappata a un materassino, in mezzo al mare, per diverse ore, prima che calesse il buio, non venisse facilmente individuata. Inoltre, addormentarsi nello Stretto su un materassino è poco probabile visto che quel tratto di mare è solcato giornalmente da centinaia di piccole e grosse imbarcazioni e navi da crociera”. Non è tutto. “Questo è anche il periodo della caccia al pescespada e i pescatori fanno in lungo e largo lo Stretto con le Feluche, imbarcazioni tipiche che hanno torri di avvistamento alte dieci metri” si legge ancora sul Corsera. Improbabile quindi che nessuno abbia visto la sagoma del giovane in mezzo allo Stretto.