LA NOSTRA DIRETTA – “LA BARRILE MI OFFRI’ DEL DENARO”. ‘TERZO LIVELLO’, OGGI E’ IL GIORNO DI LEONARDO TERMINI

3 Settembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Di Edg – E’ ripreso, dopo la pausa estiva, il processo al ‘Terzo livello’ che avrebbe condizionato negli ultimi anni la vita politico-amministrativa e alcuni affari nella città capoluogo dello Stretto. Sul banco degli imputati per differenti reati ci sono – tra gli altri – l’ex Presidente del consiglio comunale Emilia Barrile (già Pd, poi Forza Italia), il faccendiere Marco Ardizzone, l’ingegnere Francesco Clemente, l’ex presidente dell’Azienda Meridionale Acque (Amam) Leonardo Termini, l’ex direttore generale dell’Azienda Trasporti di Messina (Atm) Daniele De Almagro, gli imprenditori Angelo e Giuseppe Perricone, il chiacchierato costruttore milazzese Vincenzo Pergolizzi, il pluripregiudicato Carmelo Pullia. Nella scorsa e ultima udienza, prima della lunga interruzione, era stata sentita l’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile.

Oggi è stato il giorno di uno degli imputati ‘eccellenti’, l’ex presidente dell’Azienda Meridionale Acque (Amam) Leonardo Termini, sentito da accusa e difesa per circa tre ore, e che ricordiamo in una delle scorse udienze aveva revocato l’incarico al difensore di fiducia, Nunzio Rosso (che difende anche Francesco Clemente), nominando come legale l’avvocato Fabio Repici.

LA DIRETTA

Alle 10 in punto inizia l’esame dell’imputato Leonardo Termini da parte dell’avvocato Fabio Repici. Termini esordisce spiegando come inizio’ il suo rapporto con l’amministrazione Accorinti, prima da esperto e poi come presidente dell’Amam. E come nacque l’idea dell’esposto.

“Ho sempre informato di tutto l’amministrazione. In particolare l’assessore De Cola, con cui elaborai l’esposto. Nello stesso periodo ci fu però uno scatto in avanti del Movimento Cambiamo Messina dal Basso che ne presento’ uno tutto suo alla stampa, prima del nostro. L’esposto elaborato da me e da De Cola lo presentammo l’1 agosto del 2016 al dott. Ettaro della Polizia. Nel momento in cui presentai le criticità agli inquirenti, consegnai anche il mio telefono al dott. Massara. All’interno c’erano anche messaggi con la signora Barrile e tra me e De Cola”.

“Da un certo punto in poi ho informato anche il segretario generale Antonio Le Donne dei vari passaggi”.

L’inizio dei rapporti con Emilia Barrile

Ho conosciuto la Barrile tramite la consigliera comunale Antonella Russo alla fine del 2013. All’inizio avevamo rapporti esclusivamente formali. Nell’aprile del 2014 l’allora commissario liquidatore di Messinambiente De Maria mi presentò l’avvocato Elisa Ardizzone, che conosceva bene la Barrile. Con Elisa iniziammo un rapporto sentimentale che dura ancora. Elisa Ardizzone è la sorella di Marco”.

I ‘cartelli’ all’Amam

“Le aziende che lavoravano all’Amam si conoscevano tutte. Tra di loro si spartivano i lavori. Erano poche e sempre le stesse perché specializzate. C’erano diversi tipi di interessi. C’era anche chi faceva pressioni. All’autorità giudiziaria feci i nomi. Parlai della cooperativa che si occupava del call center e che faceva riferimento al consigliere Burrascano.

Universo e Ambiente

‘La cooperativa ebbe per anni l’affidamento diretto per la gestione delle fontane. Con me mai però. Ma durante la mia gestione si assicurò la pulizia della sede dell’ Amam. La cooperativa faceva riferimento a Luciano che mi fece notare che la cooperativa non era nell’elenco dei fornitori ufficiali’. Termini spiega come avveniva la scelta delle ditte. “Suggerì a Luciano di sistemare la situazione burocratica. La signora Giovanna Beccalli era la responsabile che sceglieva o meno le ditte”.

“La Barrile si informò sul perché fosse rimasta fuori nell’anno precedente la cooperativa. Ne parlai con lei perché come altri consiglieri comunali chiedeva informazioni”.

“I nostri protocolli dimostravano che la domanda della cooperativa di Luciano arrivò, e quindi lo rassicurai che sarebbe rientrata”.

“La Barrile mi chiese informazioni e a me non sembrò ci fosse nulla di male, sapevo dei rapporti tra lei e Luciano”. Termini racconta come l’Amam fosse attenzionata da diversi consiglieri comunali.

“Con la Barrile ci sentivamo quotidianamente, anche per fatti personali. Soprattutto dopo il mio inizio del rapporto con Elisa inizio’ con la Barrile un rapporto umano”. “Con la Barrile ci siamo visti fuori, mai in ufficio da me. La Barrile veniva spesso all’Amam che conosceva benissimo”.

La gara per la pulizia dell’Amam

“Non ho mai seguito una gara direttamente in tre anni. Le gare le seguiva il direttore generale, prima La Rosa e poi Cardile. Non ricevetti mai pressioni da Luciano e dalla Barrile”.

Le dichiarazioni spontanee alla Dia

“Con la Barrile parlai anche del ruolo della Fire, azienda di recupero crediti all’interno dell’Amam che lavoro’ ininterrottamente per 10 anni attraverso una proroga. Noi abbiamo interrotto questo rapporto con la Fire. Con la Barrile parlammo del fatto che la Fire doveva avere pagati dei mandati di pagamento, degli arretrati. La Barrile mi sollecito’ il pagamento.

“LA BARRILE MI OFFRI’ DEI SOLDI”

La Barrile mi offrì dei soldi per sbloccare la pratica, 3 mila euro a mandato. Ci incontrammo vicino all’Apollo. Le ditte per cui mi fu sollecitato il pagamento erano quelle dei fratelli Micali, del signor Barilla’, del signor Celesti. Io dopo la sollecitazione della Barrile non misi in pagamento nulla. Lo fece il direttore generale Cipollini. Prima di Cipollini non fu mai pagato nessuno dei nomi citati”.

Conosco l’impresa Celesti. Una volta mi propose delle percentuali sui mandati di pagamento del 20, 25%. Denuncia tutto”.

 

Il rapporto usurato con la Barrile

“Allontanai la Barrile col passare del tempo. Lei, da presidente del consiglio mi butto’ fuori dal consiglio comunale una volta durante una seduta. La Barrile mi mando’ anche dei messaggi ostili”.

“Iniziai a registrare le conversazioni”

“Avevo registrato una solitudine dopo l’arrivo di Cipollini. Una brutta aria. Un ambiente ostile.

Iniziai già da prima a registrate le conversazioni per tutelarmi. Ne parlai anche col dott. PANVINO, capocentro della Dia di Catania. Verbalizzai poi a Messina”.

I rapporti con l’avvocato Ardizzone

“L’avvocato Ardizzone non solo non ha mai ricevuto incarichi da me ma dopo l’inizio della mia relazione ne rifiutò altri”.

“Con Marco Ardizzone ci furono rapporti sporadici. Eravamo distanti e poi c’erano problemi nei rapporti personali.

 

Alle 11.15 termina l’esame dell’avvocato Repici.

Inizia l’esame del pubblico ministero Monaco che chiede ulteriori chiaramenti sull’offerta di denaro di Emilia Barrile. 

“Nell’estate 2016 vicino al cinema Apollo la Barrile mi offri’ soldi per il pagamento dei mandati alla Fire. Bommarito sollecitava i pagamenti. La Barrile mi disse che c’erano soldi per me, io risposi ‘…che cazzo dici!'”. Termini precisa tutto in verbale di luglio 2017. In aula sottolinea che l’incontro fu casuale.

“Il direttore generale Cardile mi informò che la Dia aveva acquisito documentazioni su delle gare. La documentazione venne raccolta dai dipendenti” .

“Anche il signor Micali mi offri’ dei soldi per il mancato pagamento di mandati. Denunciai tutto’. 

“I miei rapporti con la Barrile all’epoca erano fugaci, cercai di allontanarla perché io non acconsentì più la confusione tra pubblico e privato. Nel novembre 2016 interruppi i rapporti definitivamente”.

Il dott. Monaco contesta a Termini il fatto che le offerte di denaro non furono denunciate subito.

“Non registrai gli incontri con la Barrile perché lei mi faceva allontanare il cellulare, mi chiedeva di tenerlo in auto”.

“Ho sempre denunciato il cartello di imprese”. E racconta un episodio. In un bar incontro’ alcune ditte con la Barrile.

Il fuoco amico. Richieste di dimissioni e gli attacchi politici

“Prima Cmdb poi De Cola mi attaccarono. Io accusai De Cola sulla scelta di Cipollini. Che ci fosse la vicinanza tra la COOP Universo e Ambiente e la Barrile lo sapevano anche i muri. Che fosse sua non lo sapevo”. Il Pm però contesta quest’ultima affermazione, leggendo un vecchio verbale con le dichiarazioni di Termini che afferma che sapeva ne fosse la titolare”.

“Quando ricevette l’offerta della Barrile in che condizioni economiche si trovava?”, chiede a un certo punto il pm Monaco.

“Ero in difficoltà economiche nell’ambito lavorativo, avevo crediti da incassare. Ma non da non poter vivere”.

L’assessore De Cola

Il pm chiede a Termini “perché lei non firmò l’esposto?”.

“Ero certo di averlo firmato”. “Portammo l’esposto l’uno agosto dopo essere stati scavalcati da Cmdb che ne fece uno a scopo strumentale”.

Il dipendente Antonio Cardile

“Mi pare che tra il dipendente dell’Amam Cardile e la Barrile ci fossero rapporti di parentela. Aveva un collegamento diretto, un rapporto molto vicino”.

Universo e Ambiente

C’è una richiesta di una cooperativa (Universo e Ambiente) che scompare. ‘Segnala la circostanza? ‘, chiede il pm. “No, anche perché la problematica era stata risolta”. “Io non me ne interessai direttamente”.

Acr Messina e Termini

“Conosco Stracuzzi dal 1996”.

“Ho un processo per truffa”. Alle 12.30 finisce anche l’ esame dell’accusa.

 

Segue l’esame del legale Salvatore Silvestro.

“Sono andato nella sede della Dia di Catania, avendo conosciuto Panvino precedentemente. Poi ho verbalizzato dichiarazioni spontanee”.

All’incontro dell’offerta di denaro eravamo io e la Barrile. Il contratto con la Fire era scandaloso”. E spiega perché. “Cipollini ha effettuato diversi pagamenti che io avevo rifiutato di fare, tra le quali quelle di Barilla’ e Celesti”.

Silvestro chiede a Termini se furono fatti lavori a casa della compagna e della ex moglie da parte di ditte che lavoravano all’Amam. “Cardile mi segnalo’ alcune ditte che comunque furono pagati sempre con assegno dalla mia compagna”.

“Marco Ardizzone disse cose false su di me, tra cui queste di cui lei parla”.

Alla domanda se avesse effettuato un trasloco dell’ufficio con un rappresentante di una cooperativa Termini risponde di sì e che il soggetto fu pagato 250 euro in contanti. Prima della presidenza dell’Amam però…”.

“Con Antonio Cardile ho avuto rapporti lavorativi. Ho avuto rapporti fino all’altro giorno. Mi rappresentava spesso situazioni di cartello da cui prendeva le distanze”. “Spesso mi perorava pagamenti per poter fare acquisti”.

I rapporti con Celesti. 

“Le pagò mai un biglietto aereo per una missione a Roma?, chiede Silvestri.”Forse si, io gli restituì 350 euro circa”.

“L’intervento della Barrile non ebbe un effetto nei pagamenti delle fatture”.

“All’incontro al ristorante Urban Lesca eravamo io, Celesti e la Barrile. Registrai tutto e consegnai la registrazione all’autorità di polizia”.

 

Alle 13 termina l’esame di Leonardo Termini, seguito da quello dell’ex presidente dell’Acr Messina Stracuzzi.

Presente tra i testi anche Francantonio Genovese che sarebbe dovuto essere sentito oggi. Esame che è poi saltato per la rinuncia della difesa di Ardizzone.

STRACUZZI viene interrogato sulla gestione del bar allo stadio: “La presidente Barrile mi segnala la cooperativa che poi gesti’ il bar dello Stadio. Presi la decisione con gli altri soci. Mi fidai”.

“Conosco Francantonio Genovese da tanti anni. Ho chiesto una volta alla Barrile se mi poteva fare incontrare Genovese per una sponsorizzazione per la squadra. Lo incontrai a Ganzirri nella sua villa. E contestualmente, chiesi se ci fosse stata la possibilità di far lavorare la mia ditta”. “Sono pastore di una comunità evangelica. Sono sensibile ai soggetti deboli, al sociale. Questo mi avvicinava alla Barrile”.

Alle 14 è iniziato l’esame di Pietro Oliveri, ex vicepresidente dell’Acr Messina che è chiamato a spiegare il rapporto con la cooperativa Peloritana Servizi e della gestione dei parcheggi, ‘…li gestiva il direttore generale Lello Manfredi’. “Non ho mai conosciuto Marco Ardizzone”.

Nel pomeriggio sono stati sentiti diversi testimoni della difesa, tra cui il consulente aziendale Cicceri, i dipendenti Amam Beccalli e Cardile e alcuni ex dirigenti del Comune di Messina.

Prossima udienze domani 4 settembre e martedì 10.

 

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