Processo ”Breakfast”, chiesta acquisizione di nuovi atti

12 Settembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

E’ ripreso ieri mattina, davanti al Tribunale di Reggio Calabria, il processo “Breakfast” che vede sul banco degli imputati, tra gli altri, l’ex ministro Claudio Scajola, oggi sindaco di Imperia, e la moglie di Amedeo Matacena la signora Chiara Rizzo.
Nei loro confronti l’accusa è quella di aver favorito la latitanza di Amedeo Matacena, ex deputato di Forza Italia già condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa (tutt’oggi latitante negli Emirati Arabi), insieme a Chiara Rizzo, ex moglie di Matacena, Martino Politi, Mariagrazia Fiordelisi, questi ultimi due rispettivamente dipendente e segretaria dei coniugi Matacena-Rizzo. Il reato contestato è aggravato sia dall’aver agevolato la ‘ndrangheta calabrese che un’associazione segreta.
Il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo ha ieri chiesto l’acquisizione di alcuni documenti che furono sequestrati a Fiordalisi, Polito e Scajola.
“Si tratta di documenti già noti di cui si è discusso nel corso del dibattimento – ha spiegato il magistrato –Una parte riguarda i documenti sequestrati in cui vi sono riferimenti all’attività politica svolta da Scajola sul territorio calabrese e poi ancora quella in cui si attesta l’attività svolta dall’allora Ministro dello Sviluppo economico in riferimento ad ambiti imprenditoriali di cui si è trattato nel corso del processo”.
L’elenco è contenuto in una memoria di oltre cento pagine che è stata depositata a disposizione delle parti.
Gli atti prodotti, propedeutici alla chiusura dell’istruttoria dibattimentale, saranno valutati nei prossimi giorni assieme a quelli che produrranno le difese e l’interocuzione. La decisione della Corte è prevista per il 16 settembre mentre la requisitoria, salvo imprevisti, dovrebbe svolgersi a partire da lunedì 30.

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