MESSINA: TRUFFE ASSICURATIVE, DECISE 23 CONDANNE IN APPELLO. LIEVI RIDUZIONI PER 8 IMPUTATI. I NOMI

13 Settembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Si chiude con 23 condanne e 8 dichiarazioni di prescrizione il processo d’appello ai 31 imputati per la maxi inchiesta sulle truffe assicurative, nome in codice ‘Tris‘, che ha messo nero su bianco ben 40 falsi incidenti stradali, organizzati da una vera e propria associazione a delinquere. una banda a suo tempo sgominata grazie all’indagine portata avanti dalla Sezione Infortunistica della Polizia Municipale, col supporto di altri reparti e i carabinieri della Compagnia Messina Sud. I primi atti investigativi risalgono al 2011.

La sentenza della sezione penale della corte d’appello presieduta dal giudice Maria Celi si è avuta in serata.

Ecco nel dettaglio il verdetto di secondo grado per quelli che hanno ottenuto una riduzione di pena per la prescrizione solo di alcuni capi d’imputazione: 7 anni e 9 mesi per Gaetano Molino, 4 ani e 5 mesi per Antonina Lui, 3 anni e 2 mesi per Carmelo Muscolino, 3 anni e 9 mesi per Adriano D’Angelo e Mauro D’Angelo, 2 anni e 10 mesi per Concetta Maria Totaro, 2 anni e 11 mesi per Elisa Di Lauro, 2 anni e 7 mesi per Giovanni Muscolino.

La prescrizione totale dei reati – quindi ‘escono’ dalla vicenda – è stata dichiarata per Umberto Di Blasi, Francesco Bonazinga, Ahmed Mouhoub, Giuseppa D’Angelo, Nicola Girasella, Carmela Alaimo, Antonino Celona, Giuseppe Gangemi.

Le condanne emesse nel 2017 sono state invece confermate per Giacomo Lo Surdo, 2 anni e 2 mesi, 1 anno e 8 mesi per Salvatore Russo, 2 anni e mezzo per Vittorio Contiguglia, 3 anni per Arcangelo Settimo, 2 anni e mezzo per Lorenzo Donato, un anno e mezzo per Saghir Mouhod e Stefano Ingegnere,  1 anno e 8 mesi per Nicola Tindaro Basile, Antonino Cucinotta e Giovanni Ferrara; un anno e mezzo per Antonio Pesco,  Angelo Scopelliti, Pasquale Di Stefano, Sahid Moubhad e Sebastiano Visalli.

I condannati dovranno anche risarcire le spese di giudizio, stabilite in 900 euro per ognuna, alle parti civili, cioè le sigle assicurative Unipolsai, Liguria, Cattolica, Reale Mutua, Linear e Directline.

Le ipotesi di reato a vario titolo sono di associazione a delinquere, truffa, falso e riciclaggio. Nel 2015 scattò il blitz con 20 arresti dell’Arma e della Polizia Municipale di Messina.

Tra i casi eclatanti scoperti, l’incidente denunciato da uno degli indagati che in realtà aveva effettuato una rapina.

Impegnati nelle difese gli avvocati Danilo Santoro, Domenico Andrè, Salvatore Santonocito, Teresa Blanca, Giuseppe Bonavita, Giovanni Caroè, Luigi Giacobbe, Saverio Arena, Fabrizio Alessi, Roberto Abadessa, Tancredi Traclò, Salvatore Catalano, Maria Puliatti.

 

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