MESSINA: “QUELL’INAUDITA FEROCIA” CONTRO UN’ANZIANA DONNA DI 90 ANNI

18 Settembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Hanno cancellato per sempre il sorriso di una nonnina serena. Adesso inchiodata su un letto del Policlinico, a 90 anni, le orbite violacee, ecchimosi e segni delle botte ovunque, le braccia, il naso, le costole, la spalla fratturate e il cuore a pezzi. Tradita dall’amico di un suo nipote, un balordo di 14 anni che, in compagnia di un altro sventurato di tre anni più grande, ha fatto irruzione domenica sera nella sua casa. Un incubo da Arancia meccanica, come scrive oggi anche il Corriere della Sera. Nel cuore della città. In un edificio al centro di Messina. Con questi due balordi, cresciuti in un contesto difficilissimo e con gravi disagi sociali,  che picchiano una vecchietta a caccia di collanine ed altri oggetti d’oro completando l’opera nel peggiore dei modi.

Con una inaudita violenza sessuale che sconvolge la povera donna, rimasta esanime per terra, i vestiti strappati, sangue dappertutto. L’arrivo della figlia che fa scattare l’allarme. La sirena dell’ambulanza s’è miscelata con quella della prima Volante. I medici hanno cominciato a soccorrerla, mentre gli agenti venti minuti dopo individuavano nei pressi dell’Istituto Cristo Re di Viale Principe Umberto questi ragazzotti in preda agli psicofarmaci, andati via indispettiti solo con un paio d’occhiali, una catenina, delle chiavi e una bici per bottino, e che hanno pure cercato di scappare una volta fermati.

Il primo nome l’ha fatto l’anziana donna alla figlia. Ha indicato quel giovane che spesso vedeva in casa, in compagnia del nipote. Stavolta accompagnato da uno più grande, il diciassettenne che s’è scoperto essere già passato dalla questura per furtarelli e risse. «Ero tranquilla quando si sono presentati la prima volta…». Il film dell’orrore ha infatti due tempi. Di mattina, con una scusa, cercando il nipote della signora, i due minorenni si intrufolano in casa, in pieno centro a Messina, la distraggono e rubano le chiavi dell’appartamento. A sera, quando devono essersi accertati che la povera vittima era sola in casa, l’irruzione. Solo un giro di chiavi. Iniziano a scaraventare a terra 3 poltrone e un comò all’ingresso. E le prime minacce già echeggiavano per spaventarla, rovistando dappertutto, bloccandola alla prima reazione, facendo vibrare un coltellaccio, intimandole di rivelare il nascondiglio dei gioielli, senza credere che non ce ne fossero.

Un crescendo di violenza che ha trasformato i due sciagurati in mostri. Così li hanno descritti gli investigatori al giudice che ha convalidato i fermi per rapina aggravata, tentato omicidio e violenza sessuale.

In particolare il quattordicenne tratteneva la vittima, le strappava i vestiti di dosso e la violentava.

Spediti in un Centro del Tribunale dei minorenni e indagati a piede libero anche per il reato di porto di strumenti atti ad offendere perché trovati in possesso di un coltello.

Lo stesso con cui hanno minacciato la signora ascoltata con cautela dal capo delle Volanti, Giovanni Puglianisi: “Quello che abbiamo visto – spiega il dirigente – è stato sconvolgente la povera anziana era a terra dolorante e sotto shock, non riuscendo a muoversi. Aveva numerose contusioni e fratture ed è stata portata al Policlinico di Messina in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita. I medici si sono riservati la prognosi”. “I due, come ci ha detto la vittima, erano due conoscenti e lei li ha fatti entrare in casa senza problemi anche perchè uno dei due è amico del nipote”. “Sono riusciti a rubare le chiavi dell’appartamento, che si trova in pieno centro a Messina, e sono tornati qualche ora dopo. – aggiunge Puglianisi – Un volta varcata la soglia, i due hanno cominciato a rovistare nei cassetti alla ricerca di denaro e di oggetti preziosi. Hanno picchiato e aggredito la donna perché non voleva rivelare loro dove era nascosto il denaro e i preziosi e, prima di fuggire con un bottino di un paio di occhiali e una bici, l’hanno violentata. Un gesto gratuito, inspiegabile e gravissimo. L’anziana è riuscita a rivelare il nome dei due aggressori e li abbiamo rintracciati sul viale principe Umberto mentre a Messina mentre camminavano tranquillamente”.