Sbarco del 24 settembre. Polizia di Stato e Guardia di Finanza identificano e sottopongono a fermo i presunti scafisti

26 Settembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Martedì scorso è giunta al porto di Messina la nave Ocean Viking, con a bordo 182 migranti.
L’imbarcazione, intercettata dai soccorritori in acque internazionali, era sovraffollata e
carente di dotazioni di sicurezza, tanto da rendere necessario un intervento immediato a
tutela della vita dei migranti, che non erano assolutamente nelle condizioni di poter
continuare il viaggio.
Ad attenderli, sulla banchina del molo Norimberga, c’erano, tra gli altri, anche gli investigatori
della Squadra Mobile della Questura e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza che,
congiuntamente, avviavano immediate indagini volte all’individuazione di presunti scafisti.
In particolare, gli investigatori hanno fin da subito colto gli elementi degni di
approfondimento, grazie anche alle informazioni fornite da alcuni migranti.
Le versioni di coloro che sono stati ascoltati come testimoni sono risultate convergenti ed
attendibili e hanno consentito, fin da subito, di ricostruire quanto avvenuto prima della
partenza. Difatti, dopo aver pagato una somma di denaro nel paese di origine, i migranti
sono stati dapprima trasportati in una località libica all’interno di un capannone dove hanno
trascorso alcuni giorni in attesa di intraprendere il viaggio verso l’Italia e, successivamente,
sono stati portati in spiaggia dove alcuni uomini armati e travisati li hanno fatti salire su
un’imbarcazione in legno.
Sempre dalle testimonianze raccolte, supportate da immagini video estrapolate da alcuni
cellulari in possesso dei migranti, gli operatori di polizia hanno individuato i due soggetti che,
alternandosi alla guida, al fine di trarne profitto, avevano condotto il natante.
Questo quadro, ricostruito anche grazie al coordinamento delle indagini operato dalla
Procura della Repubblica di Messina, ha permesso di procedere al fermo di indiziato di
delitto nei confronti di due egiziani, ALI Mohammed Youssef ed Faki di 42 anni e SOLIMAN Atito Salama di 24 anni. Entrambi sarebbero saliti a bordo dell’imbarcazione senza alcuna
costrizione o minaccia e senza aver fatto parte del gruppo di migranti precedentemente
detenuti nel luogo di prigionia libico e, pertanto, considerati gravemente indiziati di aver
commesso atti diretti a procurare illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato dei cittadini
extracomunitari dietro corresponsione di somme di denaro dall’importo variabile, con le
aggravanti di aver commesso i fatti in relazione a più di cinque persone, esponendole a
pericolo per la loro vita e incolumità fisica, sottoponendole a trattamento inumano e
degradante.
Il Sostituto Procuratore della Repubblica competente, immediatamente informato, aveva
disposto la traduzione dei due dei presso la Casa Circondariale di Gazzi, in attesa della
convalida. Nel corso della mattinata odierna, il G.I.P. ha convalidato per entrambi il fermo e
l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.