MESSINA: PROCESSO ‘MATASSA’, E’ IL GIORNO DELLA SENTENZA. TRA GLI IMPUTATI GLI EX DEPUTATI GENOVESE E RINALDI

30 Settembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

E’ il giorno della sentenza del processo scaturito dalla clamorosa indagine denominataMatassa, l’inchiesta della Squadra Mobile di Messina sui nuovi equilibri mafiosi a Santa Lucia sopra Contesse e Camaro che ha coinvolto anche alcuni importanti esponenti politici, come gli ex onorevoli Genovese e Rinaldi, accusati di associazione finalizzata alla corruzione elettorale, e gli ex consiglieri comunali Paolo David e Giuseppe Capurro, impegnati nella campagna elettorale 2012-2013. Dopo essersi conclusa l’istruttoria dibattimentale la parola è passata a marzo scorso di nuovo all’accusa per la conclusione della requisitoria, durata ben tre giorni, e le richieste di condanna. I sostituti Liliana Todaro e Maria Pellegrino hanno fornito un quadro generale delle organizzazioni mafiose ‘censite’ nell’indagine, due di Camaro e una di S. Lucia sopra Contesse, legate da una ‘sinergia criminale’. Hanno anche fotografato la geografia mafiosa della città dello Stretto, con particolare riferimento al clan Ventura, mediatore tra gli altri sodalizi criminali molto attivi soprattutto nelle zone di Camaro e santa Lucia sopra Contesse. Infine sono stati approfonditi i rapporti ‘mafia e politica’. In questi mesi il processo è proseguito con le arringhe dei difensori.

Ecco tutti i nomi delle persone coinvolte nell’operazione “Matassa” (e le relative richieste della Procura), che portò all’arresto di 35 persone di cui 26 detenute e 9 agli arresti domiciliari. Ma furono oltre 50 gli indagati.

Quarantatrè le richieste di condanna che vanno da un anno a 24 anni di reclusione, due richieste d’assoluzione e altrettante di prescrizione.

Tra le altre richieste di pena spiccano i 5 anni e 4 mesi all’ex onorevole Francantonio Genovese (condannato in appello il 20 settembre scorso a 6 anni e 8 mesi nel processo Corsi d’Oro 2 perchè giudicato colpevole anche in secondo grado di associazione a delinquere, tentata estorsione ai danni di Ludovico Albert, di due ipotesi di reati fiscali e due ipotesi di truffa, una delle quali ai danni dell’Enfap e l’altra, in concorso, ai danni della Regione), i 7 anni e 5 mesi al cognato Franco Rinaldi (condannato in secondo grado nel processo Corsi d’Oro 2 a tre anni e due mesi), i 7 anni e 4 mesi sollecitati per l’ex consigliere comunale Paolo David (condannato in appello nel processo Corsi d’Oro 2 a 2 anni e sei mesi), i 2 anni e mezzo per l’ex consigliere comunale Giuseppe Capurro, i 3 anni per l’imprenditore Paolo Siracusano, che si candidò alla presidenza della Provincia con Genovese.

Ecco il dettaglio

Francantonio Genovese, 5 anni e 4 mesi

Franco Rinaldi, 5 anni e 6 mesi

Paolo Siracusano, 3 anni

Paolo David, 59 anni e consigliere comunale, 7 anni e 4 mesi (assoluzione da un reato per insufficenza di prove)

Giuseppe Capurro, 61 anni ed ex consigliere comunale, 2 anni e 6 mesi

Carmelo Ventura, 55 anni di Camaro S. Paolo detto “Carosello”, 24 anni

Giuseppe Batilà, un anno e 800 euro di multa

Mario Giacobbe, 6 anni

Lorenzo Papale, un anno e 800 euro

Giuseppe Perrello, un anno e 800 euro di multa

Andrea De Francesco, 45 anni di Bisconte, 13 anni

Lorenzo Guarnera, 55 anni di Camaro S. Paolo, 18 anni

Salvatore Mangano, 37 anni di Cararatti detto “Panzazza”, 12 anni

Adelfio Perticari, 46 anni detto “Adolfo”, 15 anni

Domenico Trentin, 37 anni, 12 anni

Franco Zuccarello, un anno e 800 euro

Francesco Comandè 6 anni (attenuanti generiche per il contributo collaborativo)

Salvatore Borgia, 3 anni e 1500 euro

Giovanni Ventura, 35 anni di Camaro, 15 anni

Santi Ferrante, 61 anni già detenuto detto “Ricchiazzi”, 16 anni

Salvatore Pulio, 45 anni del villaggio Annunziata, 14 anni (esclusione dell’aggravante dell’art. 416 bis, comma 4)

Fortunato Cirillo, 50 anni del villaggio Santo, 10 anni (esclusione dell’aggravante dell’art. 416 bis, comma 4)

Gaetano Nostro, 47 anni di San Filippo, 21 anni

Raimondo Messina, 43 anni di Santa Lucia sopra Contesse, 20 anni

Giuseppe Cambria Scimone, 52 anni di Santa Lucia sopra Contesse detto “Peppone”, 12 anni

Giovanni Celona, 46 anni di Santa Lucia sopra Contesse, 15 anni

Francesco Celona, 7 anni e 6mila euro

Francesco Foti, 53 anni di Santa Lucia sopra Contesse, 12 anni

Angelo Pernicone, 61 anni detto “Berlusconi”, 12 anni

Giuseppe Pernicone, 35 anni del villaggio Santo, 11 anni

Luca Siracusano, 40 anni di Santa Lucia sopra Contesse detto “U Biddicchiu”, 3 anni

Pietro Santapaola, 52 anni, 7 anni e 2000 euro

Francesco Tamburella, 33 anni di Santa Lucia sopra Contesse, 9 anni e 2500 euro

Vincenza Celona, 44 anni di Santa Lucia sopra Contesse, 14 anni

Giuseppe Picarella, 61 anni del villaggio, 4 anni

Cristina Picarella, 2 anni

Santo Baldassarre Giunti, 57 anni, 2 anni e 8 mesi (più 1200 euro, attenuanti generiche per il contributo processuale)

Carmelo Bombaci, 34 anni, 5 anni e 10 mila euro

Massimiliano Milo, 37 anni del rione Aldisio, 5 anni e 10 mila euro

Rocco Milo, 40 anni del rione Aldisio, 5 anni e 10 mila euro

Gaetano Freni, un anno e 800 euro

Paola Gerrera, un anno e 800 euro

Antonino Lombardo, 2 anni e 6 mesi più 1000 euro

Gaetano Nostro, 21 anni

Rocco Richichi, un anno e 800 euro

Non doversi procedere per prescrizione per Rosario Tamburella e Vittorio Catrimi, assoluzione per non aver commesso il fatto per Orazio Manuguerra e Fabio Tortorella.

I due pm hanno poi chiesto la confisca di alcune società tutte con sede a Messina, in sede cautelare sottoposte a sequestro preventivo:

Esercizio commerciale “La Piazzetta di Ventura Giovanni & co”

“Consorzio Sociale Siciliano” con sede legale a Messina

“Ser.Ge. 93 Servizi Generali s.r.l.” con sede legale in Messina

“Cooperativa Sociale Angel” con sede legale in Messina

 

Nel dicembre 2016 venne emessa la prima sentenza;  quattro condanne ed una assoluzione il bilancio. Il GUP Maria Vermiglio, per le cinque persone che decisero di essere processati col rito abbreviato, ossia direttamente in fase di udienza preliminare e saltando il dibattimento, per beneficiare della riduzione della pena fino ad un terzo del massimo previsto, decise l’assoluzione per il poliziotto in pensione Stefano Genovese, l’assoluzione per una delle accuse il carabiniere Michelangelo La Malfa, assolto per non aver commesso il fatto, il quale però venne condannato per l’altro capo di imputazione, voto di scambio, a 8 mesi (pena sospesa). All’inizio di quest’anno la Cassazione ha annullato senza rinvio anche questa condanna. Furono condannati infine a 6 anni ed 8 mesi Carmelo Catalano, Pietro Costa e Fortunato Magazzù.

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