MESSINA: IL CONVEGNO CON PIDUISTI E FASCISTI E’ GIA’ UN CASO NAZIONALE

10 Ottobre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Il convegno organizzato domenica prossima a Messina nel prestigioso e rappresentativo Salone delle Bandiere dall’associazione ‘Sole che Sorgi’, dal titolo “Così muore la democrazia, prima che nel sangue nel ridicolo”, dopo aver scatenato le prime polemiche sui social, si è conquistato una pagina intera sul Fatto quotidiano di oggi per il tenore degli incontri e il profilo inquietante degli ospiti: fascisti più o meno dichiarati, nostalgici della P2, mercenari, anti-islamici.

Ed è per questo che il giornalista Lorenzo Giarelli ha voluto richiamare l’attenzione sui temi dei dibattiti e sui relatori non istituzionali dal passato allarmante.

“Attenzione: la democrazia è in pericolo. Di più: “Così la democrazia muore”. Colpa di corruzione, criminalità organizzata e politici incapaci? Macché: le cause sono semmai l’immigrazione e “il problema della giustizia in Italia”, come evidenziato recentemente dai “fatti di Bibbiano” e “dalla trattativa Stato-Mafia””. Sulla base di queste premesse il Comune di Messina ospiterà domenica una giornata di dibattiti nella sede del Municipio (l’uso di un bene pubblico non dovrebbe essere regolamentato e non utilizzabile per propagandare odio sociale e xenofobia?).

“È un minestrone inquietante – dichiara a Il Fatto il giornalista Antonio Mazzeo, che ha chiesto spiegazioni alle istituzioni, senza risposta – reso ancor più sconvolgente dall’accostamento di temi che non c’entrano nulla tra loro”. In effetti al mattino si parlerà, appunto, di magistratura, tenendo insieme la trattativa Stato-Mafia e l’inchiesta sugli affidamenti dei minori a Bibbiano. Un volo pindarico a cui darebbe senso, secondo gli organizzatori (l’associazione “Sole che sorgi”), l’inadeguatezza della giustizia italiana. Con tanti saluti ai pm che da decenni tentano di scoprire qualcosa sui mandanti occulti delle stragi di mafia. D’altra parte a parlar di trattativa non ci saranno i magistrati, ma lo psichiatra Alessandro Meluzzi, il filosofo Diego Fusaro, un assessore della giunta comunale e uno regionale, docenti universitari, e Tommaso Calderone, eletto in Regione con Forza Italia (è capogruppo) e avvocato penalista.

Altro invitato al convegno è Augusto Sinagra, avvocato e professore di Diritto delle comunità europee alla Sapienza ma molto più conosciuto per il suo passato. Registrato come tessera 946 della P2 (ma lui nega, dando la colpa all’errore di un ragioniere), è stato il difensore di Licio Gelli fino a farne un vanto e il titolo di un suo libro (Ho difeso Licio Gelli. Storia di un avvocato alla sbarra), prima di candidarsi con CasaPound alle ultime elezioni politiche. Un curriculum controverso, arricchito per altro dalla difesa di diversi militari argentini vicini al dittatore Jorge Videla, tra cui il presunto torturatore Carlos Luis Malatto e il golpista Jorge Antonio Olivera.

NON È TUTTO. Oltre a Armando Manocchia, direttore di Imola Oggi – sito di informazione a forti tinte di destra – ecco poi che nel pomeriggio si aggiungono nomi altrettanto interessanti.

Come Orazio Maria Gnerre, uno dei più noti esponenti italiani della corrente “rosso-bruna”. Si tratta di un pensiero che ritiene superati i concetti di destra e sinistra e punta a un ribaltamento dei meccanismi liberali. Un sovranismo “à la Fusaro”, appunto. Ma a rendere Gnerre celebre alle cronache sono stati soprattutto i suoi legami con la Russia. Il rossobruno è infatti indagato nell’inchiesta sui reclutatori di mercenari nel Donbass, oltre ad aver partecipato a più incontri con l’onnipresente leghista Gianluca Savoini e persino col politologo russo Aleksandr Dugin, stimatissimo dai sovranisti e molto vicino a Putin.

CON LA DISCUSSIONE che volge al tema dell’immigrazione non mancherà poi la rappresentante di Noi con Salvini, Luciana Verdiglione, che sarà al fianco di Giuseppe Sottile del Movimento Vox Italia (ancora una volta, legato a Fusaro). Ed è proprio il filosofo torinese l’unico ad aver risposto alle polemiche sollevate da Mazzeo, intervenendo in una discussione sui social: “Bau bau, sento abbaiare. I cani abbaiano, la carovana prosegue”.

E poi ancora: “La stupidità di chi, ragliando, vuole impedire ad altri di parlare. Che poi è l’essenza del fascismo”. Prima cani e poi asini, insomma.

Diego Fusaro non digerisce proprio le interferenze di chi contesta e anche stamattina ha ribadito sul sito che porta il suo nome che domenica prenderà parte a un convegno culturale “sul tema del lavoro a Messina” (tema che non è in agenda, ndr), città ove la disoccupazione – scrive sempre Fusaro – sfiora il 60%. “Ebbene, le brigate fucsia e arcobaleno – ossia gli utili idioti dei padroni – anziché prendere parte, anche in relazione al tema decisivo, vogliono socraticamente impedire il convegno perchè a loro dire, fascina, totalitario e rossobruno. Farebbero ridere, se non facessero piangere. Le sinistre più stupide della storia umana, quelle fucsia e arcobaleno”.

È in questo clima che al dibattito sulle migrazioni parteciperà anche la saggista Ornella Mariani, nota per rifiutare l’appellativo di “scrittrice” (“esistono maschile, femminile e neutro; scrittore è neutro”) e per aver definito l’Islam una “pratica tribale” la cui adesione “richiede la prescrizione di ignoranza, brutalità e imbecillità”. Posizione ribadita più volte, ma che ora la Mariani potrà ripetere con tutti gli onori di un Municipio concesso senza nessun scrupolo dall’amministrazione comunale targata Cateno De Luca.