Messina, raccolta di firme per un referendum contro il taglio dei parlamentari

11 Ottobre 2019 Politica

No al taglio ai parlamentari: parte da Messina la raccolta di firme per chiedere il referendum. A due giorni dal voto della Camera che ha sancito la riduzione del numero degli eletti nelle assemblee legislative, è nato a Capo d’Orlando il primo comitato siciliano contro la riforma costituzionale: “Una riforma che per la sua importanza deve passare da una verifica popolare”, sostiene Antonio Matasso, esponente del Partito radicale e fondatore del comitato.

Matasso, che è anche docente di Legislazione dei Beni culturali all’università Pegaso di Napoli, da Capo d’Orlando lancia la raccolta di firme (ce ne vogliono in tutto 500mila) perché quella appena approvata dal Parlamento è una legge che “mette nello stesso calderone – sostiene il fondatore del comitato – i costi della politica e i costi della democrazia, con il risultato di dare luogo a ircocervi, veri e propri mostri che mettono insieme componenti diverse”.

Meno eletti, meno efficienza: “L’idea che un Parlamento con meno eletti produca una migliore democrazia è un argomento non rafforzato da alcun esempio”, sostiene Matasso. Che elenca: “La Gran Bretagna ha 650 membri della Camera dei Comuni, mentre alla Camera dei Lord ne conta ben 776. E la Francia ha l’Assemblea nazionale con 577 componenti e il Senato con 348”.

In Italia si è scelta invece, secondo il fondatore siciliano del comitato per il No al taglio dei parlamentari, “di ascoltare la pancia del Paese, proponendo una riduzione dei costi che, come ha detto Cottarelli, è dello 0,007 per cento: era meglio ripensare l’acquisto degli aerei militari F35”.

Per questo il comitato annuncia “banchetti in tutta la provincia di Messina per raccogliere le firme – annuncia Matasso – l’unico modo per frenare una riforma che vedrebbe una più scarsa rappresentatività dei territori in un Paese fatto di periferie, come nel caso della provincia di Messina e dei Nebrodi che sono tra le aree più a rischio”.