AUTORICICLAGGIO, CHIESTO IL GIUDIZIO PER LINO SICLARI. ECCO PERCHE’

7 Dicembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Di Leonardo Orlando – Dal troncone principale del processo per il riciclaggio dei fondi sottratti ai capitali di “Aicon Spa” che il 21 febbraio 2017 ha generato l’operazione ‘Follow The money’ con l’arresto dell’arch. Lino Siclari, sono scaturite dal dibattimento in corso nuove accuse che hanno indotto il procuratore Emanuele Crescenti a chiedere un nuovo rinvio a giudizio, sempre per autoriciclaggio, per somme che attraverso un sistema di società utilizzate come scatole cinesi, tutte riconducibili allo stesso Siclari, sarebbero servite come acconto per il preliminare dell’acquisto della villa “Borgo Musolino” sui colli Sarrizzo a Messina. Da fatture per operazioni inesistenti per la vendita di sei imbarcazioni a favore della società HL srl, poi diventata DIC srl, si generava per la società DIC srl un profitto di 572,871 euro di credito Iva non dovuta. Per l’accusa Siclari si avvaleva di tali fatture per evadere le imposte sui redditi e sull’Iva. Pietro Pappalardo, avrebbe poi, su ordine di Siclari, trasferito le somme per finanziare il progetto ‘Borgo Musolino’, in parte versando direttamente alla ‘Sicilgarden srl’, proprietaria della struttura, soldi che sarebbero serviti quale acconto per il contratto preliminare compravendita dopo un ulteriore trasferimento tramite un conto acceso presso la Cariparma intestato ad Aicon Italia srl. La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata per Pasquale Lino Siclari, 59 anni, per il suo consulente contabile, Pietro Pappalardo, 44 anni, originario di Catania e residente a Milano, i quali dovranno comparire dinanzi al gip il prossimo 10 marzo. Oltre a Siclari e Pappalardo sono state indagate per illecito amministrativo, quali persone giuridiche, anche le società utilizzate per riciclare parte del denaro per il contratto preliminare: Aicon srl, di cui era legale rappresentante al momento dei fatti lo stesso Lino Siclari, società questa con sede legale in Milano, di cui è attualmente legale rappresentante Paolo Maggio, 41 anni di Barcellona; Dic srl, di cui al momento dei fatti era legale rappresentante Pietro Pappalardo, società con sede a Messina e di cui risulta legale rappresentante Denise Siclari, 33 anni, residente a Barcellona; Borgo Musolino srl, società di cui al momento dei fatti era rappresentante legale Lino Siclari ed attualmente sottoposta a sequestro nell’ambito dello stesso procedimento. A Lino Siclari e Pietro Pappalardo si contesta il reato di autoriciclaggio perchè, in concorso tra loro, impiegavano e comunque trasferivano o sostituivano, tramite la società Dic srl (già HL srl, società riconducibile a Lino Siclari), in attività economiche, finanziarie e speculative di tipo turistico e alberghiero. Fonte: Gazzetta del Sud

 

 

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