LA MORTE DEL FINANZIERE TORRE, CONDANNATI CINQUE MEDICI DEL POLICLINICO DI MESSINA

11 Dicembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Per la morte del sottufficiale della Guardia di Finanza Giuseppe Torre, originario di Castroreale e molto noto a Barcellona, deceduto a 54 anni il 6 marzo 2013 a seguito di complicazioni post operatorie di quello che veniva definito un banale intervento chirurgico di asportazione di alcuni noduli tiroidei, il giudice monocratico del Tribunale di Messina Claudia Misale, ha condannato cinque medici della Chirurgia del Policlinico di Messina perchè riconosciuti colpevoli in parte di omicidio colposo e inoltre di una serie di falsità che sarebbero indicate nella relazione allegata alla cartella anestesiologica e nel referto medico, nel quale falsamente si indicava un orario diverso da quello effettivo in cui si è svolta l’operazione chirurgica e ciò – secondo l’accusa – “al fine di garantirsi l’impunità”. Come scrive Leonardo Orlando di Gazzetta del Sud, le persone che sono state riconosciute colpevoli in questo primo grado di giudizio sono i medici che componevano l’equipe operatoria: Ettore Gagliano, riconosciute le attenuanti generiche, è stato condannato a 5 mesi di reclusione; Domenico Paparo, con il vincolo della continuazione, ad 1 anno e 4 mesi di reclusione; Mario Salibra, alla pena di 1 anno e 5 mesi di reclusione (questi primi tre rispondevano tutti di omicidio colposo per aver concorso a causare il decesso di Giuseppe Torre).

Inoltre, assieme ai primi tre sono stati condannati anche i medici anestesisti, Rossella Siliotti, ad 1 anno e 3 mesi di reclusione e Alessandra Arena, ad 8 mesi di reclusione, perchè riconosciute colpevoli la prima di due episodi e la seconda di un solo episodio di attestazioni ritenute false circa gli orari in cui è stato effettuato l’intervento operatorio e i successivi tentativi di rianimazione. Lo stesso giudice ha condannato gli imputati e l’azienda sanitaria Policlinico universitario di Messina che era stata citata in giudizio, quale responsabile civile, dai familiari della vittima che si sono costituiti parte civile con gli avvocati Guglielmo D’Anna e Francesco Certo, al risarcimento dei danni in sede civile in favore degli stessi familiari, riconoscendo ad essi una provvisionale immediatamente esecutiva che varia a secondo del grado di parentela da 30 mila a 15 mila euro. Gli stessi imputati sono stati anche condannato a risarcire la stessa azienda sanitaria Policlinico universitario di Messina che a sua volta si era costituita anche parte civile nei confronti dei medici che componevano l’equipe.

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