Messina, la preside contestata: “Mi scuso per le mie parole”

13 Dicembre 2019 Cronaca di Messina

“Non era assolutamente mia intenzione offendere nessuno. Chiedo scusa a tutti”. La preside  del liceo Seguenza di Messina, Lilia Leonardi, si è scusata dopo le critiche ricevute per le sue parole, pronunciate in un’assemblea autoconvocata dagli studenti, i quali contestavano la richiesta di denaro per un contributo alle spese della scuola. “La parte di video che circola in rete in questi giorni, relativa al mio discorso, contiene due infelici espressioni che involontariamente ho utilizzato e che potrebbero aver offeso alcune famiglie. Non era assolutamente mia intenzione offendere nessuno. Chiedo scusa a tutti”. La dirigente, in un passaggio del suo discorso, aveva detto: “Questa è una scuola di prestigio e voi non siete figli di contadini”.

Le scuse della preside: “Non volevo sminuire nessuno”

“Il mio discorso non voleva sminuire nessuno e chi mi conosce lo sa”, ha spiegato Leonardi. “Anche se ammetto che effettivamente possa apparire così, a causa della scelta infelice di alcuni paragoni e di questo mi scuso. Nella mia esperienza di insegnante e poi di preside, anche in scuole non di città ma di piccoli centri anche montani, ho incontrato studenti splendidi e famiglie piene di valori. Io stessa provengo da una famiglia non ricca, che ha fatto sacrifici per farmi studiare, perciò non potrei mai venir meno al rispetto verso persone con le quali mi identifico”.
Poi ha aggiunto: “Sono stata preside, per anni, di un istituto professionale alberghiero e posso dire con orgoglio che ho lavorato con ragazzi pieni di passione e bravissimi nelle proprie materie di indirizzo. Conservo ancora nel cuore il loro ricordo. Mi dispiace, quindi, di non essere riuscita a far passare il pensiero che in realtà volevo esprimere. Infatti, sono sempre preoccupata di non trovare i soldi per far funzionare la scuola, che necessita di continui interventi che la provincia non garantisce più da tempo. Ecco perché al momento dell’iscrizione sono costretta a chiedere alle famiglie un contributo di 50 euro”, ha concluso la preside.

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