Andrea Argento: «Calci nel c… ai consiglieri? Cateno De Luca pensi al disastro di Piazza Cairoli e chieda scusa ai cittadini»

16 Dicembre 2019 Politica

«Invece di minacciare “calci nel c…” a chi non obbedisce ai suoi comandi, palesando ancora una volta la sua totale allergia al dissenso e al contraddittorio, Cateno De Luca si concentri sui responsabili del disastro di Piazza Cairoli, e mi riferisco in particolare agli esponenti dell’Amministrazione che hanno consentito questo pastrocchio, mostrando totale inadeguatezza e approssimazione». 

Parole del capogruppo del M5s Andrea Argento, che replica ai recenti video del sindaco di Messina, chiedendo provvedimenti urgenti per accertare le dinamiche e le responsabilità sull’accaduto, con specifico riferimento ai casi della pista di pattinaggio e del “giardino delle luci”. «Prima, non essendo stati in grado di organizzare alcunché per le festività, hanno annunciato gli eventi in pompa magna, con tanto di conferenza stampa. Poi, una volta venuti fuori i problemi, se ne sono lavati le mani, scaricando tutte le colpe sugli altri. Tutto questo francamente è imbarazzante e offensivo per l’intelligenza dei cittadini, che ne pagheranno le conseguenze», prosegue il consigliere, che insieme ai colleghi Argento, Fusco e Mangano ha fatto richiesta di accesso agli atti per esaminare tutte le carte, le relazioni e qualsiasi tipo di allegato sulla questione. 

«Suona quasi come una beffa – prosegue Argento – che il Sindaco “più bravo del mondo”, come è convinto di essere, non sia in grado di gestire a livello tecnico e burocratico il “semplice” allestimento degli eventi natalizi, cosa che tutti i suoi predecessori sono stati in grado di fare senza problemi», prosegue Argento.

«Dalla visione del filmato pubblicato dal sindaco nei giorni scorsi  – conclude – abbiamo appeso inoltre che all’interno di Messina Social City ci sarebbe “qualche ladro che fa il mafiosetto”: sono affermazioni di una gravità inaudita di cui il sindaco è tenuto a fornire tutti i dettagli: non si possono rilasciare dichiarazioni così gravi, che confondono e destabilizzano l’opinione pubblica, senza poi entrare nel merito».

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