Caso Cucchi, due imputati processo depistaggio chiedono di costituirsi parte civile. “Abbiamo eseguito ordini”

16 Dicembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Due carabinieri imputati nel processo sui presunti depistaggi (dove non sono state ammesse le telecamere) che sarebbero seguiti alla morte di Stefano Cucchi, arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga e morto sette giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini di Roma, hanno chiesto di costituirsi parte civile. Si tratta dei carabinieri Massimiliano Colombo Labriola e Francesco Di Sano che hanno chiesto al giudice Giulia Cavallone di costituirsi parti civili nel procedimento nei confronti di Luciano Soligo e Francesco Cavallo. Secondo i legali i due carabinieri hanno eseguito un ordine arrivato dai superiori. Ma il pm Giovanni Musato’ parla di «costituzione ontologicamente inammissibile».

"L'ordine fu dato - hanno spiegato i difensori - da chi insistendo sulla modifica sapeva qualcosa di più. Loro hanno subito un danno di immagine, da questo punto di vista sono nella stessa condizione degli agenti penitenziari". Per i depistaggi sono imputati il generale Alessandro Casarsa all'epoca dei fatti comandante del Gruppo Roma, e altri 7 carabinieri, tra cui Lorenzo Sabatino, allora comandante del reparto operativo dei carabinieri di Roma e oggi comandante provinciale a Messina. Gli otto carabinieri sono accusati a vario titolo e a seconda delle posizioni di falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia.

Oltre a Casarsa e Sabatino, sono a processo Francesco Cavallo, all'epoca dei fatti tenente colonnello e capo ufficio del comando del Gruppo Roma; Luciano Soligo, all'epoca dei fatti maggiore dell'Arma e comandante della compagnia Roma Montesacro; Massimiliano Colombo Labriola, all'epoca dei fatti comandante della stazione di Tor Sapienza; Francesco Di Sano, all'epoca in servizio alla stazione di Tor Sapienza; Tiziano Testarmata, comandante della quarta sezione del nucleo investigativo dei Carabinieri e il carabiniere Luca De Cianni, accusato di falso e di calunnia. Presenti all'udienza di questa mattina quattro degli otto imputati: Colombo Labriola, Sabatino, Testarmata e Di Sano.

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