I DETTAGLI, VIDEO E FOTO – TERREMOTO GIUDIZIARIO: Caronte&Tourist, arrestati Repaci e Famiani per corruzione

18 Dicembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

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Foto di Enrico Di Giacomo

 

Appalti pubblici aggiustati, permessi telecomandati, autorizzazioni disegnate su misura per favorire sempre e solo la holding internazionale padrona del traghettamento tra Reggio Calabria e Messina. È una vera e propria bufera quella che ha travolto l'amministrazione di Villa San Giovanni e la Caronte&Tourist, società che da decenni monopolizza o quasi l'attraversamento dello Stretto di Messina e i collegamenti con le isole minori.

Nel giro di poche ore, agli arresti disposti dalla procura di Reggio Calabria, guidata da Giovanni Bombardieri, sono finiti il sindaco di Villa San Giovanni, Giovanni Siclari, di Forza Italia, fratello del senatore Marco Siclari; il presidente della Caronte, Nino Repaci; l'amministratore delegato Calogero Famiani; il geometra Giancarlo Trunfio dell'Ufficio Tecnico del Comune; un vigile urbano, Vincenzo Bertuca; l'Ingegnere Francesco Morabito, capo dell'Urbanistica. Altre sei persone, fra cui diversi professionisti che negli anni hanno lavorato con il Comune, sono stati destinatarie di provvedimenti cautelari, eseguiti fra ieri sera e questa notte dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria.

 

Le contestazioni sono a vario titolo corruzione, abuso d'ufficio, turbativa d'asta, falso in atto pubblico e peculato. Per  il solo Ingegnere Francesco Morabito invece, l’accusa è anche di concorso esterno in associazione mafiosa. Proprio da Morabito, finito nell’orbita degli investigatori per non aver ottemperato ad un ordine di demolizione che avrebbe pregiudicato uomini del clan Bertuca, è partita l’indagine che ha scoperchiato il giro di mazzette e accordi all’interno dell’amministrazione. Ma anche grazie alle rivelazioni del pentito Vincenzo Cristiano, ex picciotto dei clan di Villa e profondo conoscitore delle dinamiche criminali, i magistrati hanno scoperto che Morabito aveva un ruolo preciso. Era lui l’uomo del clan Bertuca, espressione territoriale della più nota famiglia di ‘ndrangheta dei Tegano, all’interno dell’amministrazione.

Per loro, Morabito si era attivato in occasione delle ultime elezioni provinciali per raccogliere voti per i candidati graditi ai clan e in qualità di reale dominus dell’Urbanistica, non ha mai dimenticato di affidare alle ditte dei clan appalti e lavori o di prodigarsi per risolvere problemi burocratici in Comune. In cambio, le famiglie mafiose di Villa San Giovanni hanno sempre offerto “protezione”, così come la possibilità di utilizzare i metodi intimidatori per imporre le proprie regole, dentro e fuori dal Comune. Un vero e proprio “metodo Morabito” per inquirenti e investigatori. Amministrando a proprio piacimento permessi, autorizzazioni e appalti, negoziando per ogni singolo atto amministrativo un beneficio personale per sé o per il suo braccio destro Trunfio, o ancora per il “team” di professionisti che lo aiutavano nelle manovre, l’Ingegnere incassava danari e favori, e al contempo accresceva il proprio potere politico e la capacità di influenzare le scelte della locale Amministrazione.

Per tutti gli altri indagati invece, non ci sono accuse di mafia. Ma le contestazioni sono ugualmente pesantissime. Al centro dell’indagine, secondo le prime indiscrezioni, la gestione dei piazzali necessari al servizio traghettamento, che Caronte avrebbe sempre gestito a proprio piacimento. Su quello spazio, in realtà di proprietà di Anas, la holding del mare ha realizzato una serie di lavori – dalle nuove biglietterie alla sistemazione del sistema telepass, più cordoli e marciapiede per regolare le code – prima ancora di avere uno straccio di permesso. Probabilmente, perché erano sicuri di poter ottenere le pezze necessarie per mettere le carte a posto grazie ad una trattativa, del tutto illecita e privata, fra Repaci e Morabito, registrata dagli investigatori. "Si stanno facendo... stanno quantificando un poco per non chiedere troppo" dice Morabito al telefono con Repaci, alludendo secondo gli investigatori alla mazzetta da chiedere alla società. E per nulla sconvolto, il presidente della holding si limita a commentare  "Ehm va bè... non ti allargare",

Secondo quanto filtra, i manager della Caronte finiti sotto inchiesta hanno promesso di prebende e utilità agli amministratori comunali, che in cambio hanno messo il Comune al servizio della Caronte&Tourist. Ad “agganciare” il sindaco Siclari, sarebbe stato il presidente della holding in persona, che ha “convinto” il primo cittadino ad affidare alla holding un’area – il cosiddetto piazzale Agip - sulla quale la sua società aveva progettato la realizzazione di alcuni lavori.

Stretto di Messina, arrestati sindaco di Villa San Giovanni, ad e presidente del servizio traghetti per corruzione

Nino Repaci

Le operazioni sono partite nella prima serata di ieri. Siclari, il primo cittadino di Villa San Giovanni, è stato sorpreso mentre ancora era in Comune, impegnato nei lavori di una delle commissioni consiliari. "Sindaco può seguirci un momento?" gli hanno intimato carabinieri, appena entrati in aula. Un po' stupiti, i consiglieri hanno proseguito con la discussione e lo stesso hanno fatto quando Siclari, rientrato rapidamente in aula, ha salutato tutti accennando ad un "impegno improrogabile" ed è andato via veloce, seguito dai carabinieri.

In realtà al primo cittadino erano stati appena notificati gli arresti domiciliari per corruzione e abuso d'ufficio, mentre nelle stesse ore gli investigatori bussavano a casa dei dipendenti comunali e del patron di Caronte, Repaci.

Per Villa San Giovanni è una bufera senza precedenti, ma anche per la holding del mare l'inchiesta della procura reggina potrebbe essere una grana complicata da gestire.

Sebbene l'amministrazione già in passato sia finita al centro di inchieste giudiziarie, che hanno messo in luce persino i fin troppo cordiali rapporti fra politici e clan, è la prima volta che nell'occhio del ciclone ci finisce insieme alla holding del traghettamento. Una presenza fisicamente, economicamente e politicamente ingombrante, che per decenni ha più o meno silenziosamente condizionato l'amministrazione cittadina.

Caronte, uno dei principali attori del trasporto marittimo in Italia

Con base a Villa San Giovanni da più di cinquant'anni, la Caronte, originariamente della sola famiglia Matacena, è stata lambita ma mai travolta da inchieste, non ultima quella che ha coinvolto l'ex parlamentare di Forza Italia oggi latitante a Dubai, Amedeo Matacena, uscito dall'azienda di famiglia prima che la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa come referente politico del clan Rosmini.

Stretto di Messina, arrestati sindaco di Villa San Giovanni, ad e presidente del servizio traghetti per corruzione

Trasformata nella Caronte&Tourist dopo la fusione del 2003 con la storica rivale siciliana Tourist Ferry Boat della famiglia Franza, la holding è diventata uno dei principali attori del trasporto marittimo in Italia, con un fatturato superiore ai 200milioni l'anno.

Unica alternativa all'ormai ridotto all'osso servizio di traghettamento offerto da Rfi sulla tratta fra Villa San Giovanni e Messina, Caronte&Tourist controlla anche i collegamenti con tutte le isole minori siciliane (Eolie, Pelagie, Egadi) e Porto Empedocle.

In più, da tempo ha inaugurato la tratta Messina-Salerno. Secondo i dati ufficiali, sulle sue navi viaggiano ogni anno almeno 5milioni di passeggeri. Un volume d'affari assicurato grazie a rotte gestite quasi in regime di monopolio, ma anche - si suggerisce in ambienti investigativi - una straordinaria leva di contrattazione con la politica.

Le misure cautelari, tutti i nomi

• MORABITO Francesco Sincero Antonio, nato a Villa San Giovanni (RC) il
3.02.1958, la misura cautelare della custodia in carcere con riferimento ai delitti
allo stesso ascritti ai C), D), G), H), N), U), V), Z), AB), AC), AD), AE), AF), AG),
AH) e AL);
• TRUNFIO Giancarlo, nato a Villa San Giovanni (RC) il 13.10.1954, la misura
cautelare della custodia in carcere con riferimento ai delitti allo stesso ascritti ai
capi N), Z), AC), AD), AE) e AF);
Ordina agli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria di catturare e condurre immediatamente i
predetti indagati in un istituto di custodia per ivi rimanere a disposizione dell'autorità
giudiziaria.
Applica altresì la misura cautelare degli arresti domiciliari senza dispositivo elettronico di
controllo, presso l'abitazione di attuale domicilio (o presso il diverso domicilio che verrà
indicato all'atto della notifica della presente ordinanza), caratterizzata dall'assoluto divieto
670
di comunicare, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, con persone diverse da
quelle con loro conviventi e dai difensori nei confronti dei seguenti indagati:
• BERTUCA Vincenzo, nato a Villa San Giovanni (RC) il 24.01.1955, con
riferimento al delitto allo stesso ascritto al capo C);
• BEVACQUA Gaetano, nato a Villa San Giovanni (RC) il 25.01.1960, con
riferimento ai delitti allo stesso ascritti ai capi D) ed E);
• MORABITO Giovanni Marco, nato a Reggio Calabria il 21.08.1989, con
riferimento ai delitti allo stesso ascritti ai capi H), U) e V);
• REPACI Antonino, nato a Palmi (RC) il 15.02.1941, con riferimento ai delitti allo
stesso ascritti ai capi N) e TI);
• FAMIANI Calogero, nato a Messina il 24.11.1965, con riferimento al delitto allo
stesso ascritto al capo N);
• SICLARI Giovanni, nato a Villa San Giovanni (RC) il 13.04.1970, con riferimento
al delitto allo stesso ascritto al capo TI);
• ORSINA Tindara, nata a Taormina (ME) il 19.05.1968, con riferimento ai delitti
alla stessa ascritti ai capi U), Z) e AB);
• ARTINO Antonio, nato a Reggio Calabria il 6.07.1967, con riferimento ai delitti
allo stesso ascritti ai capi U) e V);
• TAVERRITI Alessandro, nato a Messina il 17.04.1959, con riferimento ai delitti
allo stesso ascritti ai capi U) e V);
Applica altresì la misura cautelare interdittiva della sospensione dall'esercizio di pubblici
uffici o servizi per la durata di mesi 12, interdicendogli tutte le attività ad essi inerenti,
nei confronti dei seguenti indagati:
• GANGEMI Francesca, nata a Reggio Calabria il 3.11.1955, con riferimento ai
delitti alla stessa ascritti ai capi Z), AC) e AD);
• TEDESCO Giovanna, nata a Reggio Calabria in data 1.07.1974, con riferimento ai
delitti alla stessa ascritti ai capi AE) e AF);
• PIT ASI Mario, nato a Reggio Calabria il 18.08.1956, con riferimento ai delitti allo
stesso ascritti ai capi Z) e AD);
• CAMA Vincenzo, nato a Villa san Giovanni (RC) il 15.08.1961, con riferimento ai
delitti allo stesso ascritti ai capi Z) e AC);
• MESSINA Rocco, nato a Villa San Giovanni (RC) il 2.02.1953, con riferimento ai
delitti allo stesso ascritti ai capi Z), AC), AE) e AF);
Applica altresì a carico di:
• IACONO Alessandro, nato a Reggio Calabria il 25.12.1979, la misura cautelare
interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l'attività professionale

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