Alluvioni di novembre, chiesto lo stato di calamità

26 Dicembre 2019 Cronaca di Messina

Per le alluvioni che si sono abbattute sulla Sicilia a novembre, il governo Musumeci ha deciso di dichiarare lo stato di calamita' e di avanzare conseguentemente all'esecutivo centrale la richiesta dello stato d'emergenza che consentira' di ottenere le risorse necessarie a riparare i danni subiti e a mettere in sicurezza i territori. In particolare - cosi' come accertato dal dipartimento della Protezione civile della presidenza della Regione siciliana - le zone sulle quali si sono abbattute trombe d'aria e forti temporali che hanno provocato allagamenti in aree urbane, frane, esondazioni di corsi d'acqua, crolli di infrastrutture e di alberi e interruzioni nei collegamenti stradali e ferroviari, sono quelle dell'Agrigentino (oltre al capoluogo, Cammarata, Licata, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto e Ribera), del Nisseno (Niscemi e Sutera), del Catanese (Catania, Ramacca, Caltagirone), dell'Ennese (Agira, Assoro e Regalbuto), del Messinese (Gioiosa Marea, Lipari, Furci Siculo, Messina, Montalbano Elicona e Scaletta Zanclea), del Ragusano (la citta' di Ragusa, Comiso, Giarratana e Modica) e, infine, del Siracusano (Palazzolo Acreide).

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