MESSINA. LE ACCUSE DI MALTRATTAMENTI NON ERANO VERE. ASSOLTO VENTICINQUENNE

17 Febbraio 2020 Inchieste/Giudiziaria
Si chiude con una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste la vicenda che ha coinvolto un venticinquenne accusato di aver maltrattato la ex fidanzata. Lo ha deciso il giudice monocratico Di Fresco.
Anche l’Ufficio di Procura, oltre che il difensore del ragazzo, l’avvocato Nino Cacia, aveva avanzato richiesta assolutoria, convinto che le risultanze istruttorie avevano dimostrato una realtà diversa da quella raccontata in origine dalla presunta vittima.

La denuncia-querela, presentata dalla sorella della vittima, era arrivata nell’estate del 2018. La ragazza aveva raccontato di un rapporto, tra la sorella e il ragazzo, violento e malato, costellato di violenze verbali, di segregazioni, di episodi di aggressione fisica. Il fidanzato, stando alle sue dichiarazioni, era solito picchiare la sorella ripetutamente e abitualmente, colpendola con calci alle costole, rompendole anche in un caso il dito mignolo, facendole sbattere la testa per terra, impedendole di uscire con gli amici; e inoltre la insultava se indossava abiti da lui giudicati troppo succinti, la minacciava di rendere pubblici alcuni video girati col telefonino. Una sequela di presunti soprusi che l’avrebbero portata sull’orlo del suicidio e che erano stati confermati anche da una cugina e da alcune amiche della vittima. Il processo ha però dimostrato che il venticinquenne imputato non è responsabile dei maltrattamenti di cui era accusato.

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