OPERAZIONE ‘OTTAVO CERCHIO’: ECCO DI COSA SONO ACCUSATI GIORGIO MUSCOLINO, MARCELLO TAVILLA E CINZIA FIORENTINO

Un intero capitolo dell’indagine Ottavo Cerchio viene dedicato alla vicenda che riguarda la presunta corruzione contestata all’ex assessore Giorgio Muscolino, a Marcello Tavilla e a Cinzia Fiorentino per l’aggiudicazione dei lavori per la sistemazione del parcheggio facente parte del complesso Sottomontagna.

Giorgio Muscolino (finito ai domiciliari per non essersi fatto ‘scrupolo nel piegare la funzione ricoperta per ottenere dei benefici economici’) veniva designato amministratore del complesso condominiale di edilizia popolare di Camaro denominato ‘Sottomontagna’, prima dello Iacp, poi trasferito all’Agenzia Comunale per il risanamento e la riqualificazione urbana per la città di Messina.

E’ lo stesso Muscolino, parlando con un suo amico, ad ammettere di avere ricevuto l’incarico di amministratore dei complessi Sottomontagna e Matteotti grazie alla conoscenza con il presidente dell’A.Ris.Me. Marcello Scurria (…guarda io ti devo dire la verità, considera che loro di fatto hanno messo in piedi una struttura nuova totalmente, io ho un rapporto… ma ce l’avevo già da prima ai tempi in cui ero Consigliere Comunale con Marcello Scurria, io difatti alla fine le nomine le ho avute anche su suggerimento soprattutto suo, perchè allora…).

Giorgio Muscolino – secondo il gip – svolgeva, al momento delle indagini, la funzione di pubblico ufficiale “essendo stato nominato amministratore di un complesso immobiliare del Comune, gestito dall’Agenzia per il risanamento, ente pubblico non economico il cui Cda viene nominato dal sindaco, per cui è un ente sottoposto al controllo del Comune, che percepisce fondi pubblici e persegue fini pubblici”.

Le intercettazioni telefoniche e ambientali tra Giorgio Muscolino e Cinzia Fiorentino sono numerose.

A marzo 2019 si registrano i primi contatti anche tra Marcello Tavilla e Giorgio Muscolino che cominciano a discutere sulle modalità per redigere un preventivo per la predisposizione di trentasei parcheggi nel complesso Sottomontagna.

Lavori che iniziano il 26 aprile, secondo gli inquirenti in assenza di una preliminare ed effettiva selezione, e che sarebbero terminati il 20 maggio.

Tavilla e la compagna discutono della difficoltà a fare emettere la fattura a Tavilla che aveva presentato il preventivo, proponendo una soluzione più conveniente e cioè quella di far fatturare direttamente all’imprenditore Augliera (ditta di comodo), che poi avrebbe risolto la situazione con Muscolino.

LA CONVERSAZIONE DEL 5 GIUGNO

Di particolare importanza è la conversazione del 5 giugno che – secondo il gip – “disvelerebbe l’accordo corruttivo tra Marcello Tavilla e Giorgio Muscolino”.

Tavilla, discutendo con la Fiorentino, indica come ripartire la somma dell’appalto, che è di 2.400 euro, all’imprenditore Augliera, per l’esecuzione dei lavori, spesa la somma di 850 euro. A Muscolino, pur non avendo concordato l’importo, andrebbero 300 euro o anche 500. “Pertanto – aggiunge il gip – sulla scorta dei conteggi, i due interlocutori stabiliscono di dare a Muscolino 400 euro, non di più ma neanche di meno, perchè 300 euro sono pochi”.

“La conversazione non lascia adito a dubbi che Tavilla abbia concordato con Muscolino un prezzo per l’aggiudicazione dell’appalto, sebbene non ne abbiano specificato l’importo – scrive nell’ordinanza il gip Maria Militello – Nè può argomentarsi che Muscolino non fosse consapevole di questa dazione di denaro perchè illuminante è la conversazione del 9 luglio in cui Muscolino, preannunciando l’arrivo delle somme, dice chiaramente che quando sarebbero state liquidate le fatture, avrebbero sistemato ‘a quello’ (Augliera), e ‘sistemiamo a noi’ – riferendosi evidentemente a Tavilla e a lui che si era interposto per l’aggiudicazione dei lavori”.

Ma ad aggravare ulteriormente la posizione indiziaria di Muscolino – sempre secondo il gip – sarebbe la conversazione del 6 agosto in cui Tavilla chiede a Muscolino notizie sull’arrivo del denaro “e lo sollecita incentivandolo che così si sarebbe preso la sua quota”.

In una ulteriore intercettazione Tavilla e la Fiorentino, facendo i conti delle somme da ripartire, ribadiscono che “a Muscolino spetteranno quattrocento euro per l’interessamento nel fargli aggiudicare i lavori”.

Il 5 settembre la Fiorentino comunica a Tavilla che i soldi sono arrivati.

100, 200, 300…

All’interno dell’auto, Tavilla e la compagna contano i 400 euro da consegnare a Muscolino: “…Tavilla: questi sono di Giorgio? Fiorentino: si Tavilla: e dammeli Fiorentino: sono 670 Tavilla: 100, 200, 300 e 400 sono di Sottominchia Fiorentino: quale Sottominchia, i minchia ce l’ho io di Giuseppe non ti confondere Tavilla: no Sottomontagna di coso, di Muscolino…”.

Poco dopo giunge all’interno dell’auto Muscolino e dal tenore della conversazione “si ha la conferma – scrive il magistrato – qualora fosse necessaria, dell’effettiva dazione di denaro all’amministratore, in ossequio all’accordo corruttivo: Tavilla: “questi qua sono le 400 di Sottomontagna. Muscolino: Si, si, Tavilla: 1, 2 e 50… Tavilla: e questi qua sono 2… erano 280 vero? Muscolino: si, si Tavilla: 270 Muscolino: va bene Tavilla: poi i 10 euro Muscolino: va bene fregatene”.

Prima di congedarsi Tavilla chiede a Muscolino di fargli avere altri lavori del Comune attraverso il presidente dell’Arisme (…poi un’altra cosa ti volevo dire stai di sopra a questo del Comune a questo avvocato come cazzo si chiama Scurria… eh però prendiamoli i lavori perchè quello si sta prendendo un sacco di lavori… di pulizia di giardini, manutenzione…).

“Emerge che Giorgio Muscolino…  – conclude il gip – abbia intessuto un accordo corruttivo con Tavilla, coadiuvato dalla Fiorentino, teso a fargli aggiudicare i lavori in cambio di un corrispettivo, che ha intascato dopo la liquidazione delle somme”. “Sussiste la gravità indiziaria della corruzione propria nei confronti di tutti e tre gli indagati: da una parte Tavilla e la Fiorentno stabiliscono le somme da consegnare al funzionario pubblico e dall’altra Tavilla, parlando con Muscolino, fa capire che l’interlocutore ha piena consapevolezza che una quota spetterà a lui”.