OPERAZIONE SCIPIONE: I VERBALI DEI PENTITI SU STELLO BRIGANDI’ E STEFANO MARCHESE

Un patto criminale che univa le due sponde dello Stretto, con al centro un vasto traffico di droga. A svelarlo i carabinieri di Messina, che all’alba di oggi hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare che ha portato a 18 arresti in carcere più uno ai domiciliari.

Tutto parte dall’inquietante episodio avvenuto nel tardo pomeriggio del 27 settembre 2016, quando un uomo, con un casco da motociclista a coprirne il volto e armato di fucile a canne mozze, esplose due colpi verso uno dei tavolini esterni del “Cafè sur La Ville”, in viale Regina Margherita, all’indirizzo di tre degli indagati dell’operazione di oggi, Stellario Brigandi (Foto), Stefano Marchese (nella FOTO) e Angelo Albarino, facenti parte della compagine associativa capeggiata da Giuseppe Selvaggio, strettamente legato a Brigandì cui spesso si rivolgeva per recuperare il denaro a lui dovuto dai molteplici debitori (tra cui Giuseppe Galli).

Brigandì e Marchese sono risultati dediti anche all’attività di spaccio in favore di soggetti interessati all’acquisto di sostanza stupefacente sia per consumo personale, sia per la successiva immissione sul mercato.

Stefano Marchese “risulta avere fornito uno stabile contributo ad un soggetto (Brigandì) pienamente inserito, con un ruolo primario, nel sodalizio”… .

“Sono emersi rapporti affaristici e di stretta collaborazione tra Brigandì e Marchese – scrive il gip – il quale non solo si occupava di rifornire gli acquirenti di stupefacente, personalmente o mettendoli in contatto con Brigandì ma spesso agiva, quale intermediario di Brigandì, col compito di procedere alla raccolta del denaro dovuto dai predetti”.

Analizziamo adesso il ruolo all’interno dell’organizzazione dei due indagati, Brigandì e Marchese, grazie al contributo dato da due collaboratori di giustizia in alcuni recenti verbali (di un anno fa).

Chi è Stellario Brigandì, che il gip ritiene “pienamente inserito all’interno della compagine associativa in questione condividendone finalità e interessi”?.

Il collaboratore Giuseppe Selvaggio ha diffusamente riferito sulla figura di Stello Brigandì, da lui indicato come componente del gruppo criminale, con posizioni di rilievo all’interno della compagine.

Nel corso dell’interrogatorio del marzo 2019 Selvaggio riferisce di ‘lavorare’ nel traffico di stupefacenti assieme a Stello Brigandì…

Nell’interrogatorio dell’aprile 2019 Selvaggio descrive più in dettaglio l’attività di Brigandì e conferma che l’indagato si avvaleva della collaborazione di Maria Visalli per detenere e occultare la sostanza stupefacente.

“Ci rifornivamo (anche di marijuana) da Giovanni Morabito e dai suoi cugini Salvo e Peppe. Dal 2012 al 2016. In una occasione mi hanno consegnato 65 kg di marijuana e 3 di cocaina. L’erba l’hanno portata all’interno di due grosse valige ed era sottovuoto. Consegnai a Marcello Viscuso tutta la sostanza perchè la custodisse e la spacciasse per conto mio che ero agli arresti domiciliari… Guadagnammo 15mila euro circa che abbiamo diviso tra me, Brigandì, omissis… La cocaina l’ho custodita io nella mia cantina poi l’ho consegnata a Stello Brigandì per la custodia”.

La perquisizione fallita per colpa di una soffiata di un poliziotto… 

Durante l’interrogatorio il collaboratore Giuseppe Selvaggio racconta di un gravissimo episodio che avrebbe visto la complicità di un poliziotto della Squadra Mobile.

“So che Stellario Brigandì aveva la disponibilità di una abitazione a Torrente trapani nella quale in una occasione fu fatta una perquisizione nel corso della quale non fu trovato nulla perchè Placido Bonna aveva avvisato Brigandì dicendogli di togliere tutto da quella casa. Bonna, a quanto mi ha riferito Brigandì, aveva saputo della perquisizione da qualcuno della Squadra Mobile si cui non mi è stato riferito il nome …So anche che la droga a Brigandì la tiene una certa Mariella di Viale Giostra, di 35 anni, lavora con Brigandì nella ditta delle pulizie di cui egli è il responsabile…”.

Droga a credito

“Io mi occupavo di rifornire la zona sud – continua sempre Selvaggio – mentre Brigandì la zona nord… la quantità di droga che cedevamo si aggirava tra i 20 gr e i 500 gr. La cocaina la vendevamo tra i 50 e i 60 euro al grammo. L’erba la vendevamo a 1800 euro al kg. Anche noi cedevamo la droga a credito, cioè i nostri acquirenti pagavano periodicamente con i proventi realizzati dallo spaccio. Ogni settimana provvedevamo a riscuotere quanto avevamo fino a quel momento realizzato”.

Ma anche il collaboratore di giustizia Giuseppe Minardi riferisce su Stellario Brigandì. “Appresi da Angelo Albarino che Selvaggio aveva un debito con Stellario Brigandì per un importo di 70mila euro, per una cessione di sostanza stupefacente. So chi è Stello Brigandì. So che era tossicodipendente e che si ‘bucava’. So che lavora nel settore delle discoteche (la discoteca è nella zona di Maregrosso, in fondo al viale Europa) e che spacciava sostanze stupefacenti. La discoteca la gestiscono Vittorio Carnazza, Carmelo Prospero ed un certo ‘u Cisco’ di Fondo Lauritano.

 

I nomi degli arrestati

Angelo Albarino, Giovanni Albarino, Stellario Brigandì, Fortunato Calabrò, Santo Chiara, Rinaldo Chierici, Roberto Cipriano, Giuseppe Coco, Alessandro Duca, Costantino Favasuli, Salvatore Favasuli, Adriano Fileti, Stefano Marchese, Gianpaolo Milazzo, Giovanni Morabito, Francesco Spadaro, Maria Visalli, Marcello Viscuso. Ai domiciliari: Orazio Famulari.

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione