“Buche d’oro”, 6 dipendenti Anas di Catania rinviati a giudizio

9 Marzo 2020 Mondo News

Lucrare sui costi del lavoro, abbassando la qualità dell’intervento, e dividere i soldi risparmiati tra imprese e funzionari compiacenti. Era la tecnica utilizzata, secondo la Procura di Catania, da sei dipendenti dell’Anas etnea e da sette rappresentanti di imprese indagati nell’ambito dell’operazione “Buche d’oro” del nucleo Pef della guardia di finanza per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare, davanti al Gup Luca Lorenzetti, è fissata per il prossimo 11 marzo. Il procuratore aggiunto Agata Santonocito e i sostituti Fabio Regolo e Fabrizio Aliotta hanno chiesto il rinvio a giudizio per corruzione di 13 imputati e, come persone giuridiche, di nove imprese. Parte lesa è l’Anas Spa. Sono 12 i casi contestati dall’accusa con presunti tangenti che oscillano tra i 3.000 e i 60mila euro per oltre 300mila euro.

I dipendenti dell’Anas di Catania che dovranno comparire davanti al Gup sono: Riccardo Carmelo Contino, Giuseppe Romano, Giorgio Gugliotta, Giuseppe Panzica, Vincenzo Baiamonte e Gaetano Trovato. Gli altri indagati citati a giudizio sono: Francesco Bruno, Pietro Matteo Iacuzzo, Giuseppe Mirante, Vito D’Anna, Giuseppe Ciriacono, Amedeo Perna e Santo Orazio Torrisi. Le persone giuridiche coinvolte nell’inchiesta sono le imprese: Ing. Priolo Roberto srl di Ciminna (Palermo), Costruzioni Bruno Teodoro Spa di Capo d’Orlando (Messina), Truscelli Salvatore Srl di Caltanissetta, Isap srl di Termini Imerese (Palermo), Ital costruzioni group srl di Caltagirone, Ital costruzioni srl di Caltagirone, Ifir tecnologie stradali srl di Milano, Safe road srl di Misilmeri (Palermo) e Impresa costruzioni generali srl di Catanzaro.