Il guazzabuglio ‘Dibeca’. Il Parco Commerciale, il contenzioso e la ‘riesumazione’ del Tar

Di Leonardo Orlando – Barcellona – Il probabile ritorno in Consiglio comunale, entro i prossimi 90 giorni, del progetto del Parco commerciale che dovrebbe sorgere su buona parte dei terreni della società “Di.Be.Ca”, l’immobiliare riconducibile alla famiglia dell’avv. Rosario Pio Cattafi, rievoca lo spettro dell’ispezione ministeriale compiunta a Palazzo Longano, con accesso agli atti ammnistrativi effettuato nel novembre del 2011, per verificare le procedure adottate per l’approvazione del Parco commerciale promosso dalla stessa “Di.Be.Ca.”. La commissione ispettiva interforze all’epoca, come già aveva fatto la precedente commissione nell’accesso effettuato nel 2006, avevano entrambe concluso con la richiesta di scioglimento degli organi ammnistrativi per ingererenze della criminalità organizzata nella gestione dell’ente, richiesta che il ministero dell’Interno non ritenne invece necessaria, tramutando invece le istanze degli sipettori in provvedimenti di sospensione temporanea dal servizio pubblico per dirigenti e funzionari del Comune di Barcellona su cui invece l’ingerenza delle azioni mafiose avrebbero avuto effetto.

La sentenza del Tar che evidenzia l’inerzia dell’ufficio tecnico comunale che non ha risposto, per come doveva, alla richiesta di completamento della procedura intrapresa dalla società immobiliare Di.be.ca.”, dovrebbe indurre, prima ancora che gli atti vengano riproposti in Consiglio comunale, lo stesso Comune di Barcellona, ad attivare i protocolli di legalità, già sottoscritti dal Comune di Barcellona.

Eppure il Consiglio comunale, nella seduta del 20 gennaio 2017, aveva avuto la possibilità in occasione del voto sulle direttive da dare ai futuri progettisti che saranno incaricati della revisione del Prg di cancellare per sempre l’iniziativa della “Di.be.ca.”.

Infatti la maggioranza in Consiglio, su 24 consiglieri presenti ha bocciato, con 16 voti contrari e con dichiarazioni di voto dei consiglieri Alessandro Nania, Francesco Perdichizzi e Lucia Puliafito, l’emendameto proposto da Avanti con fiducia e Pd, che chiedeva la cancellazione del Parco commerciale. L’opposizione all’epoca reagì con una dichiarazione del consigliere Raffaella Campo di Avanti con fiducia: “la maggioranza in Consiglio – aveva detto – non ha ritenuto opportuno imprimere alcun indirizzo innovativo, nessun segnale forte che potesse finalmente dare un segno di discontinuità rispetto al passato. Un passato che ci ha consegnato una città violentata dall’abusivismo edilizio, dalla mancanza assoluta di qualunque rispetto dei criteri estetici e ambientali”. Parole che adesso diventano di attualità. La Campo aveva anche ricordato che solo qualche mese prima “il Consiglio aveva già destinato un’altra area cittadina alla realizzazione di un centro intermodale merci con annesso e parco commerciale” che dopo oltre tre anni è rimasto privo di iniziative.