MESSINA, COPRIFUOCO IN CITTA’ DAL 13 MARZO AL 3 APRILE. L’ORDINANZA DEL SINDACO DE LUCA PER CONTRASTARE LA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS

11 Marzo 2020 Politica

“Sarà prevista – dice – la chiusura di tutte le attività, pubbliche e private, dal 13 marzo (dalle ore 21) sino al 3 aprile. Resteranno aperte solo le attività per l’approvvigionamento dei generi di prima necessità”. Il sindaco di Messina Cateno De Luca annuncia in diretta la chiusura di tutti i negozi e di tutte le attività comunali (ferie d’ufficio), anche quelle finora consentite pur senza accesso al pubblico, con la motivazione che la città di Messina non sarebbe in grado di sostenere un aumento del diffondersi del virus. “La situazione necessita di prese di posizione decise, per qualcuno impopolari. Chi vuole è libero di impugnarle prendendosi le consequenziali responsabilità”.

COSA PREVEDE L’ORDINANZA.

Il primo punto dell’ordinanza prevede il divieto di spostamento delle persone fisiche all’interno del territorio di Messina, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze o necessità o spostamenti per motivi di salute, consentito il rientro presso il proprio domicilio o residenza.

Il punto due prevede che chi si muove all’interno della città e anche fuori l’ambito urbano porti con sé il modello di autocertificazione che giustifichi lo spostamento.

La sospensione di tutti gli uffici pubblici di competenza comunale (con ferie forzate), tranne i servizi essenziali.

La sospensione del ricevimento del pubblico in tutti gli uffici pubblici ricadente in ambito urbano, anche qui tranne i servizi essenziali

La sospensione di ogni attività commerciale non alimentare e non siano indispensabili alla salvaguardia della pubblica e privata, “tutti i negozi che non sono indispensabili” . Praticamente saranno chiusi gli ottici, edicole, beni o servizi, acconciatori, estetisti, lavanderie, commercio all’ingrosso di genere non alimentare, i mercati di genere non alimentare. Ordinata la disattivazione di distributori automatici di bevande e cibo.

Chiusi anche gli studi medici, tranne quelli “di famiglia”. Quindi chiusi dentisti, dermatologi, dietologi e altri, tranne che l’intervento non sia urgente.

Chiusi studi tecnici e professionali di ogni tipo di chiunque sia iscritto a un ordine professionale.

Chiusura di ogni esercizio d’impresa, operante in qualunque settore che non sia “pronto intervento”.

Chi sta aperto deve farlo assicurando il rispetto delle norme di sicurezza, delle distanze, del divieto di assembramento.

“Prevista anche la sospensione degli studi e degli ambulatori medici ed estetici tranne per i medici di famiglia e fatte salve le esigenze dichiarate dal titolare dell’attività sotto la sua responsabilità”, ha detto l’assessore Dafne Musolino. “Sospensione di tutte le attività che esercitano imprese operanti in qualunque settore tranne di pronto intervento”.

Infine l’ultimo annuncio: l’Amam ripristinerà l’acqua a pieno regime anche per i morosi che avevano avuto riduzione del flusso.

SEI MICRO AREE

La città è stata divisa in sei micro aree, monitorate dalle pattuglie dei vigili urbani e della polizia metropolitana.

Stasera verrà firmato il provvedimento che verrà applicato (‘ci prendiamo 48 ore per vedere se ci sono lacune o modifiche da dover fare’) dopo le 48 ore (per una organizzazione sul territorio), dalle 21 del 13 marzo.

“Rimarranno aperte solo le attività relative a generi di prima necessità – insiste il sindaco -, solo così si sconfigge il coronavirus. Abbiamo preparato un piano straordinario di controllo del territorio”.

“Nella provincia di Messina – continua De Luca – ci sono appena 10 posti letto disponibili in rianimazione ecco perché non ci possiamo permettere di raggiungere il livello di contagio delle regioni del centro nord. In Sicilia ci sono circa 70 posti letto in rianimazione. Si vuole capire o no che qui l’aumento della diffusione del virus sarebbe una tragedia annunciata? Tutti a casa e ne usciremo”.

L’assessore Minutoli nel frattempo ha comunicato che c’è un nuovo caso in città di paziente che ha contratto il virus, aggiornando il numero dei casi che adesso sono 9 in tutta la provincia di Messina.

Ecco l’ordinanza

ORDINANZA N. 60

 

La reazione di Antonio Saitta: proclami giuridicamente inesistenti, ma emotivamente devastanti

Solo a Messina possono accadere queste cose. Nell’ora più difficile per il nostro Paese, e forse per il mondo intero, il Sindaco si lancia in proclami giuridicamente inesistenti, ma emotivamente devastanti. Una crisi di questa dimensione la può gestire solo il Governo centrale, non può essere affidata alle iniziative di 8.000 sindaci in giro per l’Italia. Non a caso quello di Milano Sala ed il Presidente della Lombardia Fontana si rivolgono al Governo per chiedere misure più rigorose, non improvvisano.
Solo nella nostra Città un Sindaco può creare il caos preannunziando ordinanze nulle e inefficaci (lo dice l’art. 35 del D.L. n. 9/2020 proprio in tema di Coronavirus) e che possono solo peggiorare la situazione economica ed emotiva di tutti noi.
Un sindaco non può calpestare diritti costituzionali e non ha i poteri assoluti. Il potere di ordinanza sanitaria che invoca valgono per le questione locali, non per quelle nazionali o mondiali.
Ma poi, mi domando, cosa può chiudere il Sindaco di Messina? Le autostrade? I treni? Può fermare i traghetti? Vuole isolare tutta la Sicilia?
Pensi, piuttosto, a far rispettare i provvedimenti governativi, se ne è capace. Un poco di serietà, per piacere, e non propaganda elettorale anche nei momenti più drammatici per la vita ed il lavoro di tutti!