Messina: prescrivevano farmaci ai morti, maxi truffa all’Asp

11 Marzo 2020 Inchieste/Giudiziaria

«Ti devo dire che mi avete falsificato migliaia di ricette, ci sono 700mila euro da pagare all’Asl»: il sospetto che la Finanza li stesse intercettando non li sfiorava neppure. Parlavano tranquillamente il farmacista Sergio Romeo, diventato milionario raggirando l’Asp, e i suoi complici, mentre, in una sorta di catena di montaggio della truffa, passavano la giornata a preparare la documentazione da mandare all’Azienda Sanitaria per intascare i rimborsi indebiti dei farmaci.

Un meccanismo andato avanti anni che ha fatto lievitare di centinaia di migliaia di euro i guadagni della farmacia messinese «Il Villaggio», unica in città a vedere impennare i ricavi nonostante la crisi. Per associazione a delinquere e truffa sono stati arrestati oggi il proprietario dell’esercizio commerciale e il medico di base compiacente Ciro Liosi. Sospesi per un anno dalla professione altri 5 medici convenzionati. Indagati in 12: compresa la madre del farmacista e due dipendenti.
L’indagine nasce da una denuncia dell’Asp che aveva notato anomalie in alcune ricette. Gli inquirenti, analizzando anni di documentazione e intercettando gli indagati, hanno scoperto il resto. «C’è una borsa piena, è una cosa mostruosa, abbiamo fustelli di Folina a non finire», dicevano il farmacista e i complici mentre febbrilmente attaccavano fustelle su false ricette prese da farmaci scaduti o da medicine vendute senza l’adesivo a prezzi scontati.

Migliaia di prescrizioni a nomi di pazienti deceduti da anni o a intestatari inesistenti, tutti esenti da ticket. Poi si passava alla preparazione di una contabilità amministrativa apparentemente regolare, finalizzata alla riscossione dei rimborsi chiesti mensilmente e successivamente liquidati dall’Azienda Sanitaria Provinciale. Le prescrizioni incriminate riguardavano prevalentemente farmaci costosi,generalmente prescritti in caso di trapianto di organi, trattamenti post chemioterapici, carcinomi del polmone. Ancora non pienamente accertato il danno economico subito dall’Asp: dal 2016 in poi, comunque, l’azienda ha dato alla farmacia compensi superiori ai 3 milioni.

«Le condotte contestate dalla Procura di Messina agli indagati collegati direttamente o indirettamente al Sistema sanitario offendono i tantissimi operatori che a vario titolo, soprattutto in questo momento di emergenza, lavorano con onestà e abnegazione nell’esclusivo interesse della salute dei cittadini», ha commentato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.