#FOTO E DETTAGLI – OPERAZIONE “APOTEKE”, ECCO COSA SI CONTESTA AI MEDICI COINVOLTI

11 Marzo 2020 Inchieste/Giudiziaria

Nelle foto il farmacista Sergio Romeo e il dottore Ciro Liosi

 

DI EDG – Le richieste della Procura di applicazione di misure degli arresti domiciliari (in parte rigettate dal gip Maria Militello) e di sequestro preventivo dei beni immobili e dei conti correnti nei confronti degli indagati risalgono addirittura al 21 giugno dello scorso anno.

Le indagini prendono le mosse dalla segnalazione all’Asp di Messina che avvisava come la farmacia “Del Villaggio” del dott. Sergio Romeo di Villaggio Aldisio aveva chiesto rimborsi di farmaci, dal costo elevato, per assistiti esenti, in relazione ai quali le prescrizioni mediche provenivano da medici diversi da quelli intestatari dei ricettari e alcune ricette riportavano anche date anteriori rispetto alla consegna del ricettario.

Le segnalazioni riguardavano le prescrizioni mediche dei dottori Filippo Cutrì, Santi Ielo, Basilio Cucinotta e Salvatore De Domenico.

Nel frattempo la farmacia “Del Villaggio” registrava un incremento spropositato del fatturato lordo, passando da un importo di euro 827,071 del 2015 a 1 milione e trecento mila euro del 2016 e 1 milioni e mezzo del 2017. Un dato in controtendenza rispetto al flusso di vendite delle altre farmacie tendenzialmente in calo.

La denuncia del dott. Giacomo Buffo, direttore dello staff di direzione generale dell’Asp.

Nell’esposto del dott. Giacomo Buffo, direttore dello staff di direzione generale dell’Asp, si segnalava che in dieci ricettari del 2017 (dal numero 9830 al numero 9839, in totale mille ricette) consegnati al dott. Cutrì risultavano emesse ricette da parte di altri medici e in particolare 51 ricette del dottore De Domenico, e numerose altre ricette del ricettario del dottore Cucinotta.

Che nei ricettari del 2017 (dal numero 24150 al numero 24159, dieci ricettari per un totale anche qui di mille ricette), sebbene consegnati al dottore Cutrì, risultavano emesse ricette da parte di altri medici.

Nel marzo del 2018, proprio per verificare quanto denunciato, la Guarda di Finanza sequestrava 368 ricette rosse relative alla contabilità del novembre 2017 che facevano parte di 34 ricettari consegnati ai dottori Cutrì (29 ricettari consegnati e 373 ricette mediche rosse utilizzate), Santi Ielo, Salvatore De Domenico e Basilio Cucinotta.

In seguito al sequestro  e all’esame delle carte si scopriva che ben 21 prescrizioni mediche rosse facevano riferimento ad 11 assistiti che erano deceduti in epoca anteriore alla prescrizione medica e che 23 prescrizioni mediche rosse, facenti parte del ricettario del dottore Cutrì, erano emesse nei confronti dello stesso assistito per lo stesso farmaco, a distanza di qualche giorno o lo stesso giorno.

Dall’esame della contabilità della ‘Farmacia del Villaggio’, relativamente ad alcuni mesi del 2017 e del 2018 è emerso che la maggior parte delle ricette rosse portate a rimborso all’Asp di Messina fanno parte di ricettari consegnati ai medici Cutrì, Cucinotta, De Domenico, Liosi e Ielo.

Il presunto metodo truffaldino dei medici in concorso con il farmacista Sergio Romeo

Dall’attività di indagini emergerebbe che i dottori Basilio Cucinotta, Filippo Cutrì, Salvatore De Domenico, Santi Ielo e Nunzio Minutoli, tra il 2016 e il 2018, avrebbero emesso ricette nei confronti di pazienti deceduti o di pazienti inesistenti e che la maggior parte delle ricette venivano presentate alla farmacia del Villaggio di Sergio Romeo. C’è un però. Sino alla data di aggiornamento dell’anagrafe del paziente, infatti, il medico potenzialmente potrebbe non avere conoscenza del decesso del proprio assistito. Stessa considerazione  vale anche per le prescrizioni mediche successive all’aggiornamento dell’anagrafe, perchè il medico può redigere la ricetta anche su richiesta di un familiare e non necessariamente di volta in volta è tenuto ad accertarne l’anagrafe del paziente.

“L’indagine pecca di approfondimenti”…

Ed è su questo punto che il gip Maria Militello esprime un giudizio critico all’indagine nel punto in cui si occupa dei pazienti deceduti, che “peccherebbe di approfondimenti, in quanto non sono stati acquisiti elementi rivelatori della conoscenza del decesso del paziente da parte del medico curante”.

“Al riguardo va evidenziato che quando il decesso del paziente avviene nella propria abitazione – scrive ancora il gip – si può ricorrere anche al medico curante che compilerà il certificato di morte e la scheda Istat… L’acquisizione dei certificati medici con l’indicazione del medico necroscopo e del certificato istat – qualora redatti dal medico che ha prescritto le ricette – avrebbe potuto fornire un formidabile riscontro per dimostrare la consapevolezza dei medici in ordine al decesso dei loro pazienti“.

Diversa considerazione va fatta sulla parte dell’inchiesta che si è occupata delle prescrizioni nei confronti di pazienti inesistenti, in relazione alle quali “la consapevolezza del raggiro risiede nella stessa conoscenza di effettuare una prescrizione medica nei confronti di un paziente ce non esiste”.

“Dalla documentazione acquisita – scrive il gip – risulta che i medici menzionati hanno emesso prescrizioni mediche nei confronti di pazienti inesistenti… non sussiste infatti alcun dubbio sulla sussistenza del meccanismo truffaldino realizzato su accordo tra i medici e i farmacisti… l’emissione di ricette per pazienti inesistenti si spiegano solo in forza di un accordo illecito sottostante tra il medico curante da una parte e il farmacista dall’altra“.

A conferma di questa ipotesi il magistrato sottolinea come non risultano neanche denunciati furti di ricettari da giustificare che i farmacisti ne siano entrati in possesso abusivamente.

“Le conversazioni intercettate mette in evidenza come i farmacisti avessero architettato un sistema ben congegnato, con il quale si procuravano ricette da parte di medici compiacenti, alle quali apponevano le fustelle di medicinali scaduti o che vendano a prezzo ridotto in cambio delle fustelle, che coservavano in un apposito contenitore o in un foglio”.

Insomma, un meccanismo che il gip Militello definisce “truffaldino realizzato mediante false ricette, di cui sono partecipi i dottori Cucinotta, Cutrì, De Domenico, Ielo e Minutoli. Un meccanismo ai danni dell’Asp realizzato mediante la falsa certificazione, reato che non consente l’applicazione di misura cautelare”.

“In questo modo il farmacista presentava le false ricette al servizio sanitario Nazionale per ottenere il rimborso, conseguendo un profitto ingiusto con corrispondente danno per il sistema pubblico. La farmacia disponeva di consistenti quantitativi di medicinali privi di fustelle perchè li vendeva a prezzi scontati o ai quali toglie le fustelle trattandosi di farmaci scaduti. E in tale attività erano coinvolti quasi tutti gli operatori della farmacia”.

CONTINUA….

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione