CORONAVIRUS, NOMI PROFESSIONISTI NELLE CHAT WHATSAPP. ECCO LE PRIME QUERELE

18 Marzo 2020 Senza categoria

Da ieri circolano su chat private e via Whatsapp elenchi, a volte differenti tra loro, di presunti partecipanti al viaggio. Quel che si sa per certo è che tra quelle persone ci sono professionisti, alcuni noti, di Messina: medici, avvocati, commercialisti. Il 7 marzo, il sabato in cui il governo chiudeva la Lombardia, hanno preso un aereo a Bergano Orio al Serio per rientrare a Messina.

Adesso, alcuni dei professionisti finiti nella ‘lista di proscrizione’, hanno avvertito il dovere di smentire la loro presenza alla gita e hanno annunciato la querela nei confronti di chi ha diffuso i nomi.

Riceviamo e pubblichiamo.

”Gli scriventi Simona Calogero ed il coniuge ing. Giovanni Cardillo, avvocati Carlo Carrozza, Nino Cacia e Santi Delia, professionisti che vivono e lavorano a Messina, a seguito delle incresciose quanto infondate accuse perpetrate in particolare a mezzo canali social, secondo cui gli stessi avrebbero preso parte alla settimana bianca tra il 29 febbraio ed il 7 marzo 2020 insieme ad un nutrito gruppo di altri professionisti ed imprenditori messinesi e, cosa ancor più grave, non avrebbero osservato, al rientro, l’obbligo di quarantena imposto dall’ordinanza del giorno 8 marzo 2020 emessa dal Governatore della Regione Sicilia, Nello Musumeci, intendono pubblicamente ribadire la loro posizione al fine di tranquillizzare quanti hanno avuto con loro contatto.

Orbene nessuno degli esponenti ha preso parte alla settimana bianca nel periodo tra il 29 febbraio ed il 7 marzo 2020, né a Madonna di Campiglio né in altre località sciistiche.

Tutti i professionisti hanno continuato, nel predetto periodo, ad esercitare la loro attività lavorativa a Messina, con la diligenza e l’impegno di sempre.

Pertanto, non hanno – né avrebbero potuto mai – mettere in pericolo l’incolumità di tutti coloro con i quali sono entrati in contatto in questi ultimi 10 giorni (familiari, assistiti, collaboratori, amici, i loro familiari. Purtroppo, il comportamento di quanti (noti ed ignoti) – senza alcuna verifica della fondatezza delle informazioni ricevute – hanno pubblicato o inviato a mezzo sms anche i nomi degli scriventi condannandoli alla gogna mediatica sta arrecando innanzitutto sconforto e panico nella popolazione e da ultimoingenti danni all’immagine. Motivo per il quale gli scriventi hanno già adito le competenti Autorità Giudiziarie per l’ottenimento degli opportuni provvedimenti a tutela dei loro diritti”.