L’iter di Atm​ va rinviato. Compatto il fronte sindacale sul punto

20 Marzo 2020 Cronaca di Messina
Su un punto il fronte sindacale, nella sempre più tortuosa vicenda Atm, è finalmente compatto: non è il momento di concentrare sforzi ed energie sulla delicata procedura di transito dall’azienda speciale alla nuova Spa. E quindi sul licenziamento collettivo dei dipendenti, che ne è passaggio propedeutico. L’emergenza coronavirus, come già avevano sottolineato nei giorni scorsi Cgil, Uil e Cub, ridisegna ogni priorità. E tra queste, giocoforza, non può essere inclusa la scadenza, fin qui considerata tassativa dal Comune, del 31 marzo, con partenza della Spa il 1. aprile. Un rinvio, dunque, viene adesso chiesto anche dai segretari di Fit Cisl, Faisa Cisal, Ugl e Orsa (D’Amico, Sturiale, Scannella e Sposito).​
«Al punto cui si è giunti – affermano – bisogna prendere atto, con senso di responsabilità, dell’inevitabile incremento delle misure restrittive e riorganizzare le attività lasciando spazio alle priorità. Nello scenario surreale che si è venuto a creare, senza precedenti a memoria d’uomo, risulta paradossale proseguire con le procedure di liquidazione dell’Atm e il conseguente avvio della nuova Atm Spa, che in fase emergenziale stanno procedendo per inerzia, a compartimenti stagni, senza confronto con le parti sociali e in assenza del necessario dialogo fra l’azienda in liquidazione e la nuova Spa».​
Cisl, Cisal, Ugl e Orsa «restano fermamente convinte del percorso obbligato sottoscritto con l’Amministrazione in sede di “salva Messina” e ribadiscono che nell’interesse dei lavoratori e della comunità l’azienda speciale, oberata da un debito insanabile, deve essere liquidata a favore di un nuovo soggetto capace di garantire un servizio di trasporto pubblico locale efficiente alla città e la certezza del salario ai dipendenti, ma l’escalation del tragico evento che, purtroppo, ancora non tende a recedere, dice chiaramente che non è questo il momento. In regime di emergenza globale – continuano – bisogna lasciare spazio alle priorità e razionalizzare l’azione, il percorso fin qui condiviso per il rilancio del servizio di trasporto pubblico locale non si può concludere con l’ansia della fretta, senza il confronto diretto con le organizzazioni sindacali. Le iniziative unilaterali delle parti aziendali, seppure obbligate, interrompono di fatto la gestione concertata del percorso, si rischia di vanificare tutto e partire con il piede sbagliato».
Tutte ragioni per cui le quattro organizzazioni sindacali chiedono «un rinvio del licenziamento collettivo dei lavoratori e una proroga ad Atm in liquidazione per la gestione temporanea del servizio che l’azienda sta erogando in misura minima essenziale, di conseguenza alle ultime misure restrittive in tema di mobilità. Siamo certi che l’Amministrazione e il sindaco sapranno sfruttare con efficacia gli strumenti posti in essere dal Governo centrale a sostegno del lavoro, per garantire il salario dei dipendenti Atm fino alla cessazione dell’emergenza sanitaria e l’avvio dell’Atm Spa in un clima di serenità».
E a proposito di Atm, torna l’appello dei 43 autisti a tempo determinati che, ad oggi, rimarrebbero fuori dai giochi: «Siamo gli invisibili, lavoratori che, anche adesso , in un momento di emergenza sanitaria, stanno continuando a svolgere il proprio lavoro con dignità, professionalità e grande senso di responsabilità. Stiamo vivendo, ai margini, il cambiamento di questa azienda e già vengono annunciati bandi di assunzione di autisti con contratto di apprendistato che ci vedono fuori, di noi nessuna menzione. Abbiamo capito che siamo dei numeri, ma invece siamo persone, lavoratori, ognuno di noi ha famiglia. Cosa sarà di noi? Dopo anni di servizio, è corretto essere sbattuti fuori?». Un appello alla «politica di questa città: visto che la nuova azienda è a capitale pubblico, non può inserire una norma di salvaguardia a difesa della professionalità acquisita, a difesa del lavoro e della dignità dei lavoratori?».