Coronavirus, Cambiamo Messina dal Basso: “Trasparenza sui dati”

4 Aprile 2020 Politica

L’ ottimismo con il quale era stata accolta ieri la comunicazione che registrava un solo nuovo caso positivo nell’intera provincia di Messina (e nella città capoluogo?) dopo settimane di crescita esponenziale, è stato ridimensionato poche ore dopo, in quanto sono pervenuti tardivamente i risultati dei tamponi effettuati alcuni giorni prima. La notizia di oggi, infatti, relativa agli addetti al 118 di Messina ai quali è stata comunicata la positività al coronavirus dopo un’attesa di una decina di giorni dall’effettuazione del tampone, suscita molte perplessità sulla efficienza  e  sulle capacità di “chi di competenza” di fare fronte a questa emergenza.  L’avere lasciato, tra l’altro, in servizio personale risultato poi positivo, ha aumentato  il rischio di contagio a danno degli altri operatori e dei cittadini. La mancanza di informazioni certe, la comunicazione di dati parziali e subito smentiti dai fatti, le notizie incontrollate sui casi positivi ed i tamponi effettuati, determinano ulteriori tensioni e paure e rendono meno credibili gli appelli allo “stare a casa”, rischiando di minare anche la sopportabilità e l’efficacia di ulteriori prescrizioni e divieti. Riteniamo sia necessaria un’operazione trasparenza sui dati relativi al contagio da coronavirus, fornendo maggiori informazioni ai cittadini relativamente al proprio comune, al fine non soltanto di avere maggiore cognizione dell’evolversi della situazione, ma anche di avere maggiore consapevolezza sull’importanza sia dei propri comportamenti sia di quelli degli addetti ai lavori e dei rappresentanti istituzionali.

Alle autorità in indirizzo, e per conoscenza agli organi d’informazione, il cui ruolo in questa fase è fondamentale, poniamo pertanto le seguenti domande:

1)      Corrisponde al vero la notizia apparsa oggi su organi d’informazione locali che vi sarebbero in attesa di risultato oltre 1000 Tamponi? Se fosse confermata questa notizia, ciò significa che i dati comunicati a livello locale e nazionale sono inattendibili, inficiando le attività di monitoraggio e di programmazione degli interventi necessari per arginare il contagio.

2)      Perché tutto questo tempo dall’effettuazione del tampone all’esito dell’esame di laboratorio, ben sapendo che servono dalle 4 alle 6 ore per ottenere i risultati? Si parla di mancanza di reagenti, un fatto grave se corrispondesse al vero, visto che da tempo si era disposta per ordinanza, da parte del Presidente della Regione, l’effettuazione di tamponi al personale socio-sanitario ed ai siciliani ritornati da altre regioni. La mancanza di reagenti vanificherebbe ancora una volta qualsiasi azione di monitoraggio e contenimento del contagio.

3)      Quanti sono realmente i centri abilitati ad effettuare l’analisi di laboratorio dei tamponi in Sicilia? Si parlava di venti centri a disposizione, ma vista la lentezza con la quale vengono comunicati i risultati dei tamponi è legittimo sospettate che non siano stati attivati tutti i centri annunciati.

4)      Perché non viene quotidianamente comunicato ai cittadini il dato dei tamponi effettuati, dei casi positivi rilevati, dei guariti e dei decessi, del proprio comune? I dati che vengono forniti dalla Regione, e ripresi da varie altre fonti istituzionali, sono infatti aggregati per provincia e non consentono di avere un’idea chiara dell’evolversi del contagio e dell’efficacia dei provvedimenti di contenimento assunti nel comune di residenza.

5)      Quando verranno programmati in Sicilia i cosiddetti test rapidi che consentirebbero addirittura in 20 minuti di avere indicazioni sulla positività al coronavirus?

6)      Perché non pubblicare sui siti istituzionali di Regione, Protezione civile, Asp, Città Metropolitana, Comune, Prefettura  i dati ufficiali relativi all’emergenza coronavirus disaggregati per comune, in modo da evitare parziali comunicazioni e/o  letture distorte dei dati reali?

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