Folla al funerale di Lorena: aperta un’inchiesta della Procura

4 Aprile 2020 Inchieste/Giudiziaria

L’emergenza coronavirus non consentiva un funerale ma quando ieri pomeriggio il carro funebre con la bara di Lorena Quaranta, la studentessa 27enne uccisa dal fidanzato a Furci Siculo martedì scorso, ha attraversato le strade deserte di Favara suo paese d’origine, la commozione e la partecipazione emotiva dell’intero paese ha avuto la meglio: decine di persone si sono accalcate attorno alla bara di Lorena quando il carro funebre si è fermato sotto casa dei genitori e, ancora, davanti al cancello del cimitero. Per questo, la procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta, al momento senza notizia di reato né persone indagate, per fare luce sull’accaduto: per capire, cioè, se si sia trattato davvero di una partecipazione spontanea e incontrollabile o se sia stata organizzata da qualcuno.

Lenzuola bianche sui balconi
Tutto il paese in provincia di Agrigento aveva accolto il feretro esponendo lenzuola bianche sui balconi. All’inizio, il carro funebre ha così attraversato strade deserte punteggiate dal bianco che, nelle intenzioni di chi aveva fatto la proposta accolta dall’amministrazione comunale, simboleggiava il bianco del camice della giovane che stava per laurearsi in medicina all’università di Messina. All’arrivo sotto la casa di famiglia, però, in tanti sono scesi in strada per esprimere il cordoglio della comunità. Dalle immagini pubblicate sui social, e che la procura ha acquisito nel fascicolo d’indagine, si vedono decine di persone accalcate, molte senza nemmeno la protezione di una mascherina. Qualcuno ha anche fatto volare palloncini bianchi. La scena si è ripetuta anche al cimitero di Favara: mentre un piccolo corteo di persone, i familiari e il sindaco Anna Alba con la fascia tricolore, percorrevano il vialetto di ingresso, decine di persone si sono accalcate davanti al cancello chiuso. Episodi che, a prescindere dal valore del gesto di solidarietà, dovranno essere chiariti. Lo stanno facendo, per conto della procura di Agrigento, i carabinieri di Favara. Il fidanzato assassino, Antonio De Pace, 28 anni, originario della provincia di Vibo Valentia, in Calabria, è in carcere a Messina. All’interrogatorio di garanzia di due giorni fa non ha voluto aprire bocca. Nel suo paese, Dasà, ieri il sindaco ha fatto esporre un lenzuolo bianco sulla facciata del comune in segno di lutto e di solidarietà con la famiglia di Lorena e la comunità di Favara.

 

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