Caso Manduca, la Cassazione accoglie il ricorso degli orfani. Non dovranno restituire il risarcimento

8 Aprile 2020 Inchieste/Giudiziaria

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei figli di Marianna Manduca, la donna uccisa dall'ex marito nell'ottobre 2007 a Palagonia (Catania) dopo dodici denunce rimaste inascoltate. Per la corte d'appello di Messina, non c'era stata alcuna "negligenza" da parte della procura di Caltagirone, perché il "delitto era inevitabile, l'uomo era comunque determinato ad ucciderla". Ora, la Suprema Corte boccia questa tesi e ordina un nuovo processo, che si celebrerà alla corte d'appello di Catanzaro.

La sentenza della corte d'appello di Messina aveva anche imposto agli orfani di restituire il risarcimento stabilito in primo grado. Oggi, la terza sezione civile della Corte di Cassazione ha depositato la sentenza. E il caso Manduca si riapre, si torna a discutere della drammatica vicenda di una donna che rimase sola, nonostante le ripetute denunce presentate ai carabinieri.

La procura di Caltagirone non si attivò. "Negligenza inescusabile", scrisse il tribunale di Messina. Tesi ribaltata in secondo grado, a sostenerla nelle scorse settimane era stata anche dalla procura generale della Cassazione, che aveva chiesto di confermare la sentenza d'appello di Messina."È una sentenza storica - dice l'avvocato Alfredo Galasso, che ha seguito gli orfani e il loro tutore con la collega Licia D'Amico - una sentenza che finalmente fa giustizia e dice cos'è un femminicidio. Marianna venne abbandonata dalle istituzioni che dovevano invece proteggerla".

"Finalmente i tre orfani di Marianna Manduca hanno una speranza di giustizia", dice Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia. "Il risarcimento di 259 mila euro era stato contestato dall'Avvocatura dello Stato in nome di tutti gli italiani. Non credo però che ci siano italiani che si siano sentiti rappresentati da una tale iniquità".

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