I NOMI – #FOTO – Messina, sequestrati due viadotti dell’autostrada a rischio crollo. Indagati i vertici CAS

8 Aprile 2020 Inchieste/Giudiziaria

Il gip di Messina ha sequestrato due cavalcavia dell’autostrada A-20, Messina-Palermo, perché a rischio crollo. Dalle indagini, condotte dalla Procura della città dello Stretto guidata da Maurizio de Lucia, è emersa una diffusa corrosione delle armature e delle banchine di bordo che metterebbe in pericolo la stabilità delle strutture portanti con il rischio di crollo sulla sede autostradale sottostante.

Le indagini sono state condotte dalla Polizia giudiziaria della Polizia stradale di Messina e si sono avvalse della consulenza tecnica di docenti del Dipartimento di Ingegneria dell’Università. Gli accertamenti hanno evidenziato un degrado avanzato delle cosiddette “selle Gerber”, gli elementi che sopportano tutto il peso del viadotto che passa sull’autostrada e del suo traffico viario. Il degrado sarebbe imputabile alla cattiva manutenzione dei giunti che, consentendo infiltrazioni di acqua piovana, ha deteriorato il calcestruzzo di copriferro. La conseguenza è la diffusa corrosione delle armature e il degrado della banchine di bordo. Lo stato delle strutture sarebbe di tale gravità da rischiare di far perdere l’appoggio delle travi della campata centrale con il rischio del crollo o comunque della caduta di calcinacci sui mezzi in transito.

Il sequestro, deciso dal gip Valeria Curatolo, è stato eseguito in modo da non bloccare il traffico. Si è disposta, infatti, la circolazione su un’unica corsia centrale per entrambi i sensi di marcia, misura che consente di ridurre il peso che grava sui cavalcavia.  Sono stati nominati custodi giudiziari i responsabili tecnici dei comuni di Spadafora e Venetico. Risultano iscritti nel registro degli indagati i direttori generali dell’ente e dei responsabili dell’Area Tecnica dal 2015 ad oggi. Da quando, cioè, l’Autority di vigilanza ha segnato i problemi ai giunti, ma il Consorzio Autostrade non avrebbe adempiuto come richiesto. SI tratta di Maurizio Trainiti, Salvatore Pirrone, Gaspare Sceusa e Salvatore Minaldi, quest’ultimo attuale dg.

Agli indagati sono contestati, in concorso, l’aver indebitamente rifiutato di compiere atti del proprio ufficio per ragioni di sicurezza e il non aver effettuato i lavori necessari a rimuovere situazioni di pericolo.

Il presidente del Cas Franco Restuccia fa sapere che si tratta di risultanze relative a un’inchiesta avviata 6 anni fa, quando l’ente era guidato da un’altra governance. “L’atto è stato notificato poche ore fa e ne discuteremo approfonditamente nel corso di una riunione tecnica programmata per domani”.

Dal punto di vista tecnico, come spiegato dal dg del Cas Salvatore Minaldi, il sequestro ha riguardato i ponti numero 3 e 4 e le limitazioni veicolari interessano due strade, una provinciale l’altra comunale, ricadenti nel territorio di Spadafora, sulle quali si circola unicamente lungo un’unica corsia centrale, a senso unico.

“Il pericolo – aggiunge Minaldi – non attiene il crollo dei ponti, quando la caduta di calcinacci a causa del degrado dei cavalcavia, peraltro oggetto di due progetti di messa in sicurezza. Per uno di questi è in corso di svolgimento la gara d’appalto”.

IN AGGIORNAMENTO

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione