Riflettori accesi in Parlamento sulla situazione messinese. La deputata di forza Italia Matilde Siracusano ha sollevato alcune questioni importanti

10 Aprile 2020 Politica

Riflettori accesi in Parlamento sulla situazione messinese. Durante la seduta dedicata alla discussione di interpellanze urgenti, la deputata di forza Italia Matilde Siracusano ha sollevato alcune questioni importanti che hanno interessato il territorio di Messina, a cominciare dalle note vicende legate all’attraversamento dello Stretto.

“Abbiamo imparato in questi giorni – ha detto la Siracusano – che il tempo è determinante. E la mancanza di tempestività ha causato gravi problemi tra i quali quello che ha coinvolto la Sicilia, interessata a inizio marzo da veri e propri esodi. Flussi incontrollati di persone spostatesi a seguito della sciagurata comunicazione del governo che anticipò di 48 ore l’entrata in vigore del nuovo decreto, provocando la fuga dalla Lombardia e non consentendo ai presidenti delle regioni di poter assicurare il controllo dei confini”.

“Messina – ha aggiunto la parlamentare forzista – è in Sicilia una delle città più esposte e vulnerabili perché terra di frontiera e se i casi sono stati contenuti finora è anche grazie all’abnegazione e alle misure introdotte dal sindaco di Messina che spesso ha anticipato le decisioni del governo stesso e della Regione. Chiedo a proposito che il Governo ritiri la denuncia nei confronti del sindaco, i cittadini non capiscono se chi si batte per la loro salute viene accusato di eccesso di operosità. Chiedo al Governo di avere atteggiamenti distensivi nei confronti dei sindaci in trincea, che esprimono tutte le paure e le angosce dei cittadini da loro amministrati. Fate che lo Stato sia amico, non avversario”.

La deputata ha poi rilanciato la proposta dell’utilizzo dell’ospedale militare per creare tre reparti Covid.

La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, nella sua replica, ha fornito i dati sui controlli effettuati finora nei confronti di chi è passato dallo Stretto di Messina: dall’11 marzo al 7 aprile sono stati 45.113 i cittadini sottoposti a controlli nei punti di imbarco, alla rada San Francesco, al porto storico e alla stazione ferroviaria. Poi, la sottosegretaria ha fatto il punto sulla complessiva situazione delle strutture sanitarie a Messina e in provincia, escludendo la possibilità di realizzare in tempi brevi la riconversione dell’ospedale militare. Ci vorrebbero 21 mesi di lavori e 1,2 milioni di euro. L’onorevole Siracusano si è detta del tutto insoddisfatta dalle risposte avute dall’esponente del governo.

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