COMMISSIONE ANTIMAFIA NELL’UE, SONIA ALFANO ALL’ON. FRANCESCO D’UVA (M5S): STUDIA E POI CHIEDI SCUSA

15 Aprile 2020 Politica

“La dichiarazione dell’on. D’Uva è alquanto stucchevole e dimostra di non conoscere quanto accaduto negli anni passati  in Europa in merito alla questione mafia”. E’ quanto afferma a stampalibera.it l’ex eurodeputata indipendente eletta nelle lista di Italia dei Valori Sonia Alfano, già presidente della Commissione speciale antimafia europea, che interviene nel dibattito nato dalla pubblicazione di un editioriale del giornale tedesco Die Welt secondo cui in Italia la mafia sta aspettando che arrivino i finanziamenti europei e che aveva spinto il deputato messinese dei cinquestelle a chiedere l’istituzione della commissione antimafia europea. “L’on. Duva dimentica o, peggio ancora, ignora che nel 2012, su mia richiesta, è stata costituita la prima Commissione speciale sul crimine organizzato, sulla corruzione e sull’antiriciclaggio (Crim). La commissione  – ricorda – ha sentito in due anni i maggiori esperti sull’argomento. L’Italia ha anche messo in campo tutte le sue Direzioni distrettuali antimafia, i migliori magistrati antimafia che hanno addirittura scritto parti del testo unico antimafia, licenziato poi nel marzo del 2014 a larghissima maggioranza”.

“Successivamente la Commissione Europea avrebbe potuto presentare la direttiva al Consiglio e al Parlamento. Non l’ha fatto nessuno, neanche i Cinquestelle. Quel lavoro immane  – conclude la figlia del giornalista ucciso dalla mafia Beppe Alfano ed oggi liquidatore della discarica di Mazzarrà S. Andrea, in provincia di Messina – è diventato carta straccia perchè dopo il mio mandato nessuno ha dato seguito all’attività svolta. D’Uva dovrebbe studiare un pochino e scusarsi con tutti per aver ignorato quel grande lavoro realizzato assieme anche a Rita Borsellino e Salvatore Iacolino, membri della commissione. E di tanti appartenenti alle forze dell’ordine e magistrati”.

Il deputato questore del MoVimento 5 Stelle Francesco D’Uva in una lettera al Fatto Quotidiano, prendendo spunto da quanto pubblicato nei giorni scorsi dal giornale tedesco Die Welt, aveva chiesto con urgenza l’istituzione di una commissione Antimafia anche in seno al Parlamento europeo.

“Ritengo che l’indignazione debba lasciare spazio alla riflessione, altrimenti si rischia di banalizzare il tema della diffusione della criminalità organizzata. Occorre un’analisi non superficiale. Posto, quindi, che associare l’Italia alle mafie quando si parla del sostegno economico dell’Europa al nostro Paese è quanto di più scorretto possa farsi, chiediamoci quale sia il ruolo dell’Italia e degli italiani nella lotta antimafia. Quale il ruolo di un Paese che non ha avuto paura di guardare in faccia le mafie, non le ha nascoste e le ha affrontate a viso aperto, dotandosi dell’ordinamento antimafia più avanzato in assoluto”. ”L’Italia’ – si legge in un altro passaggio – sono le vittime innocenti delle mafie, che ogni anno ricordiamo il 21 marzo. La nostra, semmai, è la Nazione dell’antimafia, dove alla coscienza popolare si unisce una precisa organizzazione statale, formata da magistrati e forze di polizia, e una legislazione all’avanguardia. Norme che prevedono, ad esempio, il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso, il sequestro e la confisca dei beni dalla provenienza ingiustificata come misura preventiva e il limite al contante per evitare il riciclaggio dei capitali sporchi”.

“Non accettiamo lezioni da chi baratta col pagamento delle tasse l’aggressione al tessuto sociale ed economico del proprio Paese”, aveva invece dichiarato proprio Sonia Alfano in un’intervista all’Agenzia Dire. “Il rischio è reale, ma le mafie sono un problema europeo. La Germania, forse, dimentica la strage di Duisburg e dovrebbe ricordare che quando i nostri magistrati hanno chiesto accertamenti irripetibili ai colleghi tedeschi, questi hanno negato e inquinato la scena del crimine. Nessuno può farci la morale in termini di lotta alla mafia. Siamo dotati di un vasto patrimonio di leggi e strumenti investigativi, acquisito dopo aver versato sangue e lacrimato dolore”.

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