Il deputato del MoVimento 5 Stelle Francesco D’Uva risponde ai commenti dei cittadini messinesi sulla sua pagina Facebook

15 Aprile 2020 Politica

“Il decreto attualmente in vigore del Ministero dei Trasporti prevede che oltre al personale impegnato nell’emergenza e le merci, possa transitare chi ha ‘comprovate esigenze di lavoro, gravi motivi di salute o situazioni di necessità’. Rimane quindi una fetta di passeggeri su cui eseguire i controlli”, lo scrive il deputato messinese D’Uva rispondendo ai commenti dei cittadini sulla sua pagina Facebook in merito al traghettamento sullo Stretto di Messina.

Corridoi controllati, più corse nello Stretto di Messina

Il deputato pentastellato spiega il metodo dei Corridoi Controllati, anch’esso già operativo, che consente sia di potenziare le informazioni sui flussi scambiate tra forze dell’ordine sullo Stretto e forze dell’ordine dei singoli Comuni di destinazione sia di verificare subito a tappeto le autocertificazioni: “Il nostro modello, lo specifico ancora una volta, riguarda esclusivamente la fase attuativa delle misure previste dai decreti nazionali emanati a partire dallo scorso 31 gennaio, quindi tempestivamente. Misure che erano e sono di per sé pienamente valide ed efficaci. Anche sulla salvaguardia del personale sanitario mi sono attivato in tempo: ho dato notizia dell’accordo tra Ordini professionali e Bluferries già lo scorso 13 marzo. Alcuni dati: i flussi sullo Stretto hanno contato circa 300 mezzi nei tre giorni di Pasqua (11, 12 e 13 aprile). Le misure quindi hanno fatto effetto, considerando anche che soltanto l’area metropolitana dello Stretto conta circa 750mila persone e la Sicilia fa 5 milioni di abitanti, tra i quali c’è chi ha un valido motivo per spostarsi con urgenza. Le notizie di oggi sull’aumento dei flussi mi sembrano in linea con la ripresa delle attività lavorative. In ogni caso, per evitare rischi di assembramenti abbiamo chiesto alla Regione, già lo scorso 19 marzo, di aumentare le corse dei traghetti. Richiesta che abbiamo ribadito tre giorni fa”.

Corteo funebre a Messina

D’Uva fa anche un passaggio veloce sulla questione del corteo funebre a Messina: “Intanto ribadisco quanto sia grave ciò che è accaduto, considerando anche il mancato intervento del sindaco, e poi chiarisco che tenere alta l’attenzione serve proprio a difendere la rispettabilità di tutti i messinesi onesti, che sono la stragrande maggioranza. Sul tema Europa, se hai tempo, leggi la lettera che ho inviato al Fatto Quotidiano: è stata pubblicata ieri, la trovi scorrendo qui sulla mia pagina. Anche lì ho difeso la rispettabilità di tutti gli italiani perbene e di chi combatte le mafie ogni giorno”.

Il sindaco non può sostituirsi alla legge

D’Uva ribadisce che i controlli ci sono sempre stati, come ha già dimostrato più volte il Governo:“La proposta dei Corridoi Controllati parte da più lontano, da quando cioè l’ordinanza del sindaco ha creato un modello sbagliato. In quel modo un sindaco decideva sulla vita delle persone senza avere i poteri per farlo e sostituendosi alla legge. Si stabilivano poi obblighi in altri territori e per altri sindaci e si interveniva su sfere delicate, come la privacy delle persone, sempre senza averne la competenza. Questo non può accadere, lo dice la Costituzione. Gli stessi concetti li ha quindi ribaditi il Consiglio di Stato, che non è un organo politico. Da quel momento si è reso dunque ancora più necessario un modello alternativo. Che è quello che abbiamo proposto e applicato con il via libera del Ministero dell’Interno”.

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