PROCESSO “TOTEM”, 18 PESANTISSIME CONDANNE: 25 al boss Luigi Tibia, 16 a Pietro Gugliotta

16 Aprile 2020 Senza categoria

E’ stato il giorno della sentenza, oggi, davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale (Presidente Mario Samperi, Fabio Pagana e Claudia Misale giudice a latere), nel processo scaturito dall’operazione “Totem”, l’inchiesta che nel giugno 2016 si era concentrata sugli interessi del gruppo mafioso di Giostra guidato dal boss Luigi Tibia.

I sostituti della Dda Fabrizio Monaco e Maria Pellegrino avevano chiesto pene comprese tra 1 e 25 anni di reclusione per i 22 imputati.

Ecco tutte le 18 pesantissime condanne e le 4 assoluzioni:

Luigi Tibia, ritenuto dai magistrati il reggente del gruppo mafioso, 25 ANNI

Paolo Aloisio, 19 ANNI

Massimo Bruno, 18 ANNI

Maddalena Cuscinà, 3 ANNI E 6 MESI (Interdetta dai pubblici uffici per la durata di 5 anni)

Luciano De Leo, 19 ANNI

Santi De Leo, 16 ANNI

Francesco Forestiere, 16 ANNI

Pietro Gugliotta, commercialista ed ex vicepresidente dell’Acr Messina, 16 ANNI E 2 MESI

Teodoro Lisitano, 18 ANNI

Paolo Mercurio, 18 ANNI

Vincenzo Misa, 18 ANNI

Giuseppe Molonia, 18 ANNI

Eduardo Morgante, 16 ANNI E 6 MESI

Antonio Musolino, 17 ANNI E 6 MESI

Natale Rigano (21.8.1981), ASSOLTO

Natale Rigano (17.9.1981), ASSOLTO

Giacomo Russo, 2 ANNI E 600 euro di multa

Carmelo Salvo, 16 ANNI 

Giuseppe Schepis, 18 ANNI E 6 MESI

Calogero Smiraglia, 19 ANNI

Natale Squadrito, ASSOLTO

Pietro Squadrito, ASSOLTO

Pietro Squadrito, Natale Squadrito, Natale Rigano (21-8-81) e Natale Rigano (17.9.81), assolti con la formula ‘perchè il fatto non sussiste’, erano coinvolti in relazione alle corse clandestine, come organizzatori del giro di scommesse o come ‘fantini’. Per questi stessi reati hanno registrato assoluzioni parziali Luigi Tibia, Paolo Aloisio, Luciano De Leo, Paolo Mercurio, Vincenzo Misa, Giuseppe Schepis, Calogero Smiraglia, Antonio Musolino, Massimo Bruno, Giacomo Russo. Ordinata la confisca di quanto in sequestro. I giudici hanno poi rigettato tutte le richieste avanzate dalle parti civili.

L’INCHIESTA

Il 29 giugno 2016 polizia e carabinieri fecero scattare l’operazione che smantellò il clan di Giostra. Inquirenti e investigatori svelarono gli ambiti in cui operava  il gruppo. Dall’industria del divertimento e delle scommesse on line all’organizzazione di corse clandestine di cavalli.

LE ACCUSE
Le accuse contestate a vario titolo ai 22 imputati sono di associazione di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, detenzione di armi, esercizio abusivo di gioco o di scommessa, corse clandestine di cavalli e maltrattamento di animali le accuse contestate a vario titolo.

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