Docenti delle Eolie ‘prigionieri’ al Nord: “Vogliamo tornare nella nostra terra”

27 Maggio 2020 Culture

Da più di cinque anni lavorano a migliaia di chilometri di distanza dai propri affetti. E’ la condizione dei docenti eoliani che nel 2015 hanno scelto le sedi del Nord per iniziare a lavorare nella speranza di poter presto riavvicinarsi a casa. Una possibilità ancora lontana e per loro sta per iniziare l’ennesima estate di attesa nella speranza di poter avere un trasferimento o un’assegnazione negli istituti scolastici della provincia messinese. L’unico modo per poter avvicinarsi a casa dopo anni di sacrifici.

Sette docenti delle isole Eolie hanno deciso di scrivere al governo. Chiedono leggi speciali al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e alla Regione. “Ogni anno, per necessità – spiegano – siamo costrette a presentare istanza di trasferimento, e, come nel lontano 2015, attendiamo, con l’ansia dei giovani lavoratori appena assunti, di conoscere il risultato di questa che ormai può definirsi una “roulette russa” che si è presa gioco dei docenti di tutto il Sud. Non sono più chiari a nessuno i criteri utilizzati per i lavoratori della scuola. C’è una tale confusione tra ordinanze, decreti, accordi sempre nuovi tra le parti in causa, che noi non ci sentiamo più neanche persone, ma pacchi postali. Oggi qui, domani là. Non siamo più né trentenni, alcune neanche più, quarantenni, tutte con figli, madri e padri anziani a cui badare. Con famiglie divise, redditi “sparsi” che arrivano al di sotto di quello di cittadinanza per affrontare viaggi, vitto e alloggio e il resto”.

Oltre il danno la beffa. Ogni anno alle Eolie mancano i docenti e i presidi faticano non poco a coprire le poche cattedre sparse nelle sette isole. Alle Eolie – precisano i sette insegnanti – difficilmente si accetta di venire in inverno. I disagi sono tanti e lo comprendiamo. I presidi hanno difficoltà a sostituire o rintracciare un docente disponibile anche per una sostituzione. Bisogna scorrere le graduatorie e spesso si arriva alle Mad. Intanto nella stagione invernale il vento e il mare la fanno da padroni.Cosi, è successo che per settimane intere si sia rimasti senza insegnanti. Ci chiediamo che fine ha fatto la legge-delega sulle isole minori? Quella passata al Senato durante il precedente governo e ora dimenticata? Perché non considerare le peculiari difficoltà di questi nostri territori, e come recitava l’art. 13 di quella stessa proposta di legge, consentire ai docenti residenti di restare nelle loro piccole isole?”.

Secondo i docentibasterebbe applicare, nella procedura di mobilità, la precedenza ai trasferimenti “con buon senso, con logica, ma soprattutto come hanno sentenziato i giudici ordinari e amministrativi italiani, infinite volte, dando ragione ai fuori sede e in ultimo, perfino, il Cds con l’ Ordinanza n.2367/ 2019, ove si riconosce che il principio contenuto nel dlgs 297/94 è stato disatteso. Quindi, se le Sentenze si rispettano, in questo paese, e sono vincolanti nei confronti di subisce una pronuncia, allora occorrerà uniformarvisi. Non si possono più lasciare le cose così. Non si può essere “pendolari “ a vita, a 55 anni e oltre”.

A firmare la lettera i docenti Maria Grazia Bonica (Filicudi), Sabina Giuffrè (Salina), Elisa Giuffrè (Salina), Tina Pollicino (Salina), Angela Centorrino (Lipari), Caterina Costa (Lipari), Rosangela Ziino (Lipari).

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