Affari Sporchi 2: Nuove accuse per Prospero Lombardo e i suoi complici

30 Maggio 2020 Inchieste/Giudiziaria

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali emessa dal Tribunale di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo siciliano, nei confronti di quattro persone appartenenti ad un’associazione per delinquere dedita al reimpiego di fondi di provenienza illecita capeggiata da Prospero Lombardo, di Brolo, ex dipendente della filiale messinese di banca Fideuram, che è parte lesa, radiato da Consob dall’albo dei mediatori finanziari nel 2016.

Lombardo è stato arrestato e posto ai domiciliari lo scorso 19 maggio, così come il suo braccio destro Gaetano Provenzani (45 anni). Divieto di dimora a Brolo, invece, per la moglie di Prospero Lombardo, Amelia Bonina (41), e a Palermo per il messinese Mario Fronzoni (50). Hanno l’obbligo di dimora nel Comune di residenza Herbert Provenzani (37), di Messina, e la palermitana Cristina Bernardo (49).

 L’operazione odierna costituisce il seguito di quella condotta appena dieci giorni fa, disposta dall’Autorità Giudiziaria di Patti, che ha consentito di sgominare un’organizzazione criminale dedita prioritariamente al riciclaggio e all’autoriciclaggio di capitali, nonché alla truffa, all’esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria e creditizia, al reimpiego di proventi illeciti, sino all’intestazione fittizia di beni, attiva nelle provincie di Messina e di Palermo, capeggiata da Prospero Lombardo, di Brolo, un ex dipendente di una filiale messinese di un noto Istituto bancario, quest’ultimo da considerarsi parte lesa.

In quel contesto, gli accertamenti eseguiti dalle Fiamme Gialle peloritane avevano consentito di smascherare uno strutturato gruppo delinquenziale che, attraverso un sofisticato meccanismo fraudolento, aveva raccolto ingenti somme da ignari clienti, per oltre 2 milioni di euro, per poi riciclarli, sfruttando una serie di società operanti nel settore della mediazione creditizia ed altre società cd. “cartiere”, serventi solo all’emissione di false fatturazioni, necessarie per la ripulitura delle illecite provviste truffate.

L’odierna operazione, invece, nasce dalla trasmissione degli atti dalla Procura della Repubblica di Patti a quella di Palermo, disposta dal G.I.P. del Tribunale di Patti, che su tale segmento di indagini si dichiarava incompetente

I fatti dell’odierna operazione riguardano il reimpiego di fondi provenienti dai reati di riciclaggio, truffa, appropriazione indebita ed esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria e creditizia, attraverso la costituzione di tre società, con sede nelle Province di Palermo e Messina. 

Oltre alle 4 misure cautelari personali (di cui una agli arresti domiciliari, un divieto di dimora nei comuni di Brolo e di Palermo e due obblighi di dimora a Palermo e Messina), su conforme richiesta della Procura della Repubblica di Palermo, il G.I.P. di Palermo ha disposto anche il sequestro preventivo di oltre € 77.000 mila, frutto delle condotte di reimpiego di fondi provento del delitto di riciclaggio. 

L’operazione descritta testimonia l’impegno della Guardia di Finanza peloritana e dell’Autorità Giudiziaria, prima pattese ed oggi palermitana, a tutela della sicurezza economico finanziaria del delicato tessuto economico della Sicilia, nonché a tutela dei risparmiatori da forme di esercizio abusivo e fraudolento di attività di intermediazione finanziaria e di raccolta del risparmio, soprattutto in questo periodo di forte crisi, anche e soprattutto economica, determinata dall’emergenza pandemica causata dal COVID-19.

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