Riciclaggio con fatture false: indagati l’imprenditore Calogero Nocifora Amato e il commercialista Michele Nigrelli di Mistretta

4 Giugno 2020 Inchieste/Giudiziaria

Quindici anni fa la sua famiglia fece arrestare un uomo di Cosa nostra che gli aveva chiesto una tangente per un appalto. Adesso Calogero Nocifora Amato, titolare di una ditta edile a Sant’Agata di Militelo, è indagato con le accuse di riciclaggio internazionale, autoriciclaggio e false fatturazioni. E’ tra i coinvolti nell’operazione “Offshore cash” della guardia di finanza di Enna contro un’organizzazione criminale specializzata in false fatturazioni e riciclaggio. Le fiamme gialle hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro emesso dal gip di Enna, nell’ambito di una indagine, con proiezioni internazionali, coordinata dalla procura diretta dal procuratore Massimo Palmieri. Oltre a Nocifora, che con la sua ditta “Amata srl” riciclava denaro attraverso false fatturazioni, sono indagati anche il commercialista Michele Nigrelli di Mistretta (provincia Messina) e mente dell’organizzazione con diversi precedenti specifici, Antonio Cusmà di Nicosia e titolare della ditta fantasma “Full service” che emetteva le fatture false. Il quarto indagato è una donna legata a Cusmà. Un giro d’affari da un milione di euro.

Ai quattro indagati, interessati da perquisizioni personali, domiciliari e locali, sono stati contestati, a vario titolo, delitti di riciclaggio internazionale, autoriciclaggio, associazione a delinquere, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Ricostruito un giro d’affari milionario.

L’attività investigativa, coordinata dai sostituti procuratori Stefania Leonte e Francesco Lo Gerfo, ha permesso di accertare le attività di false fatturazioni e successivo riciclaggio su scala internazionale con il fine ultimo di schermare l’origine criminale dei proventi illeciti. Scoperto un vortice di fatture false e bonifici in transito sui conti della Full Service, la società cartiera di Cusmà con precedenti specifici, del settore della distribuzione di gasolio agricolo e amministratore di diverse società già in passato oggetto di attenzione da parte delle fiamme gialle ennesi: creava fittizie posizioni finanziarie al fine di ripulire centinaia di migliaia di euro mediante complesse operazioni di riciclaggio su conti correnti di istituti bancari maltesi e spagnoli. I capitali illeciti così trasferiti all’estero, anche con il concorso della donna indagata, venivano infine fatti rientrare in Italia attraverso una serie di movimentazioni.Per ricostruire il flusso di denaro trasferito all’estero, è stata importante la cooperazione internazionale con le autorità maltesi e spagnole anche attraverso il II Reparto del Comando generale della Guardia di finanza. Il giro d’affari ricostruito dagli inquirenti ammonta a circa un milione di euro e oltre al sequestro penale dei profitti illeciti e alle varie contestazioni fiscali, sono al vaglio dei finanzieri ennesi ulteriori responsabilità e complicità sul territorio nazionale ed estero che potrebbero sfociare in altri provvedimenti cautelari.

Sulla posizione di Calogero Nocifora Amato è intervenuto il legale Agostina Morello che ha precisato che il suo assistito non risulta neanche indagato per le ipotesi di riciclaggio internazionale ed autoriciclaggio.

Secondo gli inquirenti “non emerge con sufficiente chiarezza un vincolo illecito stabile con riguardo a condotte delittuose effettivamente connotate da continuità, frequenza ed intensità di rapporti e dall’interdipendenza delle condotte medesime, cioè dal contributo consapevole di ognuno alla ralizzazione ed all’efficienza di un programma criminoso”.

L’avvocato Morello, sul ruolo dell’imprenditore di Sant’Agata titolare di una ditta edile, rileva che il gip nell’ordinanza di sequestro preventivo per l’importo di 66.000 euro, ha affermato “il difetto di elementi idonei relativamente alle fattispecie di cui agli art. 647 bis e 648 ter1 c.p.”, contestate ai capi 6 e 7 ed ha anche escluso la fattispecie associativa contestata al capo 1.

“Pertanto, all’esito della decisione del gip, risulta notevolmente affievolita la posizione dell’imprenditore santagatese – scrive il legale – a carico del quale restano, secondo il gip, elementi idonei a sostenere il reato di fatture per operazioni inesistenti e per il relativo uso nella dichiarazione fiscale. Si documenta la circostanza di cui sopra con uno stralcio del provvedimento di sequestro preventivo di € 66.000,00”.

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione