L’ARRESTO DEL MESSINESE CLAUDIO ZACCONE. ALCUNE DELLE ACCUSE DEL GIP

12 Giugno 2020 Inchieste/Giudiziaria

GUARDA IL VIDEO:

http://https://video.repubblica.it/economia-e-finanza/stati-generali-dalle-battaglie-alle-tende-beduine-la-movimentata-storia-del-casino-del-bel-respiro/362085/362639?ref=vd-auto&cnt=1

(askanews) – “Fate un lavoro di merda. Magari morite domani. Adesso avete trovato il modo di riempirvi la giornata. Merde”. Così avrebbe detto il messinese Claudio Zaccone, 32 anni, conosciuto anche come il rapper ‘No Bridge’, uno dei 7 indagati dell’inchiesta su attentati incendiari compiuti dagli anarchici a Roma. Zaccone, nato a Messina ma domiciliato di fatto al centro sociale ‘Bencivenga occupato’ a Roma, quelle frasi le riferisce agli agenti della polizia municipale il 9 maggio 2019, dopo aver aggredito su un tram della linea 19, nella zona di viale Regina Margherita, uno studente giapponese di 33 anni.

Nell’occasione, ricorda il gip Anna Maria Gavoni, “gli agenti, sulla banchina della fermata del tram, notavano un uomo dolorante e sorretto da altre persone che riferivano come questi fosse stato ‘violentemente picchiato con calci e pugni’ da un altro soggetto che alla vista degli agenti si dava alla fuga, venendo successivamente raggiunto e identificato in Claudio Zaccone”.

Lo studente di Izumo, di 23 anni, “riferiva che mentre si trovava a bordo del tram veniva inspiegabilmente strattonato da Zaccone che lo aggrediva con pugni e calci sotto gli occhi degli altri passeggeri”. Zaccone, una volta fermato e portato all’interno degli uffici della Polizia Locale si rivolgeva a un agente “dai tuoi colleghi che se mi toccano mi mordo il braccio e vi sputo in faccia il sangue così vi prendete tutte le epatiti che ho io”. Secondo il giudice l’episodio “significativo, per tutti”. Zaccone è stato trasferito in carcere a Siracusa.

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione