12 Giugno 2020 Mondo News

L’ex prefetto di Messina Francesca Ferrandino nuovo prefetto di Bologna

Il Consiglio dei ministri ha deliberato, su proposta del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il conferimento dell’incarico di Prefetto di Bologna al prefetto dottoressa Francesca Ferrandino, che cessa dalle funzioni di Prefetto di Catanzaro. E’ quanto si legge sul comunicato di Palazzo Chigi diffuso al termine del Cdm.

“È un passaggio importante. Un onore venire a lavorare in Emilia Romagna, sono contenta di arrivare in una realtà rilevante, operosa e aperta. Famosa in tutto il mondo per la sua innovazione. Sarà per me fonte di grande impegno, come in tutte le sedi in cui sono stata. È la quintessenza del lavoro che svolgo”. Esperienze significative e delicate, da nord a sud Italia. L’ultima a Catanzaro al fianco della procura antimafia più esposta, quella guidata da Nicola Gratteri a cui proprio lei, Francesca Ferrandino, nuovo prefetto di Bologna nominata ieri dal consiglio dei ministri, nello scorso gennaio ha aumentato fino al massimo il livello di protezione.

Il curriculum

Cinquantotto anni da compiere a novembre, napoletana, evitano di definirla prefetto di ferro perché a un carattere tosto e al polso con cui ha saputo gestire territori difficili durante tutta la sua carriera ha sempre unito modi e presenza gentili. In Calabria, oltre al capoluogo e al coordinamento dei cinque prefetti regionali ha anche tenuto in mano la prefettura di Vibo Valentia, altra zona caldissima. D’altronde, dopo aver iniziato il suo percorso a 27 anni nell’ufficio di gabinetto della prefettura di Milano, esperienze a Savona e Livorno, la nomina di vice prefetto è arrivata in un territorio complesso come quello di Palermo, nel 2008. Dove si è trovata a dirimere le delicate questioni legate allo stato di emergenza per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Prefetto per la prima volta ad Agrigento, poi Bergamo e di nuovo Sicilia, a Messina. Sposata e con un figlio, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, a Catanzaro ha firmato alcune interdittive “pesanti” a carico di personaggi di spicco della vita pubblica del capoluogo calabrese.

Le vertenze

È venuta a contatto con diverse crisi legate alla situazione occupazionale e che hanno avuto nei suoi uffici catanzaresi una porta aperta per lavoratori e sigle sindacali. Mostrando vicinanza e sensibilità alle esigenze delle forze dell’ordine. «In Calabria, come in tutte le altre città in cui sono stata ho avuto la fortuna di affrontare temi lavorativi appassionanti. Io ce la metto sempre tutta ovunque mi mandano, spero di rendere un buon sevizio alla città. Non esiste una sola persona che può risolvere problemi, ma nel rispetto dei ruoli istituzionali ciascuno di noi deve impegnarsi a creare nuove reti, come a Catanzaro stavamo facendo, per disfarne altre negative».

Da donna a donna

Per Bologna significa un’altra donna al comando, dopo l’avellinese Patrizia Impresa andata in pensione. Per Ferrandino le priorità saranno diverse da chi l’ha preceduta, dai conflitti sociali acuiti dalla crisi post covid alle necessità della ripartenza, passando anche qui dalle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto socio-economico e politico. «Bologna per ora la conosco da visitatrice, sono consapevole della sua tradizione, appena arriverò lì comincerò a lavorare e metterò tutto il mio impegno».