Messina, tesoro all’estero: cade reato riciclaggio per Francantonio Genovese

23 Giugno 2020 Inchieste/Giudiziaria

I giudici della prima sezione penale della Corte di appello, presieduta da Alfredo Sicuro, hanno cancellato il reato di riciclaggio, confermando la sentenza del Gup Monica Marino in udienza preliminare, nei confronti dell’ex deputato di Fi Francantonio Genovese (i giudici hanno di fatto rigettato l’appello della Procura, con cui contestava la decisione del primo grado sulla sussistenza del reato di riciclaggio). Il sostituto procuratore generale Felice Lima si era pronunciato per l’accoglimento dell’appello dell’accusa da parte dei giudici, poi avevano preso la parola i difensori degli imputati, gli avvocati Nino Favazzo e Maurizio Paniz.

Si tratta di un’indagine della Procura e della Guardia di finanza che aveva coinvolto Genovese e alcuni suoi familiari, tra i quali il figlio Luigi, attualmente deputato regionale in Sicilia, la sorella Rosalia, il nipote Marco Lampiri, il cognato Franco Rinaldi, la moglie Chiara Schirò e il nipote Daniele Rizzo. Tutti gli indagati sono stati comunque rinviati a giudizio per evasione fiscale.

Al centro del processo,  il tesoretto della famiglia Genovese che sarebbe stato nascosto all’estero e poi riportato in Italia. Ma non prima di aver attraversato società diverse e in parte intestate a familiari.

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